Negro, handicappato, culattone, mongoloide... che gioia essersi liberati di questa parole orribili! Oscene, inadeguate, rimangono nella bocca dei peggiori, scagliate a mo' di insulto. Come siamo riusciti eliminarle? Creando un tabù. Non un reato, o una multa, o una qualsiasi punizione. Abbiamo fatto in modo che pronunciare quelle parole in un contesto sociale fosse ritenuto inadeguato e osceno. Questa si chiama cultura, lo sforzo per rendere il nostro spazio comune meno accidentato al maggior numero di persone. Grazie alla cultura certe parole si sfilano dal nostro linguaggio, non sono più utili e vengono sostituite.
Pensate alla parola drogato. A parte il ministro Matteo Salvini, l'ultima volta che ho se…
Negro, handicappato, culattone, mongoloide... che gioia essersi liberati di questa parole orribili! Oscene, inadeguate, rimangono nella bocca dei peggiori, scagliate a mo' di insulto. Come siamo riusciti eliminarle? Creando un tabù. Non un reato, o una multa, o una qualsiasi punizione. Abbiamo fatto in modo che pronunciare quelle parole in un contesto sociale fosse ritenuto inadeguato e osceno. Questa si chiama cultura, lo sforzo per rendere il nostro spazio comune meno accidentato al maggior numero di persone. Grazie alla cultura certe parole si sfilano dal nostro linguaggio, non sono più utili e vengono sostituite.
Pensate alla parola drogato. A parte il ministro Matteo Salvini, l'ultima volta che ho sentito usare la parola "drogato" è stato in un paio di canzoni di almeno vent'anni fa. Perché si tratta di una parola oscena, ma prima di tutto inadeguata e si è sfilata dal linguaggio che tutti parlano (a parte il ministro Matteo Salvini). Drogato sarebbe chi fa uso di droga. In una versione traslata drogato è ogni giovane stramiciato, dondolante, ballerino, sbaciucchione, ogni giovane con l'aspetto di chi preferisce addormentarsi su una spiaggia che non in un letto. Ogni giovane, per chi usa il termine drogato come dispregiativo. Ma atteniamoci al significato esatto, che ci aiuta a rendere evidente l'inadeguatezza, e anche l'oscenità della parola. Droga in origine è la spezia - pepe, cannella, vaniglia - da cui il termine drogheria. E fin qui tutto bene. In farmacologia si dice droga qualsiasi sostanza contenga principi attivi (alcaloidi glicosidi, saponine, oli essenziali, sostanze amare, purgative, aromatiche...) e che quindi possa essere usata come medicina.
Muschi, radici, tuberi, fiori, frutti, cortecce sono droghe, se opportunamente trattate. Droghe sono i farmaci che curano o stordiscono o eccitano, droghe sono le sostanze che se ingerite, sniffate, iniettate in vena, provocano un'alterazione della coscienza. E già qui la faccenda si complica. L'alcol è dunque una droga? Sono droghe le benzodiazepine, il gas dell'accendino, l'odore della colla, tutte cose che provocano, se usate a dovere, quello che chiamiamo sballo? È una droga la caffeina, che se ingerita in grandi quantità fa impazzire il cuore? Molto complicato. Cosa intende Salvini quando dice che nei rave party si fa uso di droga? Non certo che la gente beve tanti caffè, o sniffa le begonie, o inala vaniglia in chissà quale modo. Credo che per droga il ministro Salvini intenda quella cosa che si fanno i giovani, sotto il cui effetto compiono nefandezze. Cioè oppio, morfina, eroina, cocaina, anfetamina, crack, hashish, marijuana, Lsd, mescalina, ketamina, psilocibina, ecstasy... Ed è solo un elenco parziale. Ognuna di queste sostanze ha un effetto diverso, alcune creano dipendenza altre vengono usate per creare dipendenza. Alcune producono allucinazioni, allargano la percezione, altre servono ad accelerare le prestazioni, cancellano il senso del limite, trasformano le persone in robot senza anima. Alcune fanno ridere, rilassano, altre fanno digrignare i denti, tolgano il senso di fame ma anche umanità. Gran parte delle persone che conoscete fa uso di una di queste sostanze, e non credo di sbagliare se dico che si tratta di cocaina. La peggiore, specie se usata per nascondere la propria inefficienza. Queste sostanze entrano ed escono da quelle tabelle che le rendono vietate o lecite, a seconda dello spirito del tempo o semplicemente della convenienza.
Dire "la droga" è come usare il termine omicidio sia per chi strangola la moglie che per chi schiaccia una zanzara contro il muro. È vero, sono due vite. Ma non è la stessa cosa. Facciamo così: rendiamo tabù anche questa parola oscena e inadeguata. Smettiamo di usare la parola droga per indicare cose tanto diverse. Iniziamo a capire di cosa stiamo parlando. Tutti, compreso il ministro Matteo Salvini.