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Usa, la lezione democratica

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Il partito del presidente Biden ha sorpreso per il risultato alle elezioni di Midterm grazie all'attenzione ai diritti
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Mentre gli Stati Uniti sono ancora impegnati a contare i risultati del voto di medio termine, appare chiaro ormai che la temuta débâcle elettorale dei Democratici non ci sia stata. Eppure, la notte delle elezioni i sondaggi erano addirittura peggiorati per il partito di Biden. I Repubblicani erano dati vittoriosi alla Camera all'85 per cento e al 59 per cento al Senato. E già si faceva l'analisi degli errori e delle responsabilità. I Democratici, si diceva, avevano puntato troppo sui diritti - tema che li aveva favoriti dopo la sentenza della Corte suprema sull'aborto - e sul pericolo che i candidati trumpiani, negazionisti della vittoria di Biden, avrebbero rappresentato per la democrazia. Solo per l'aborto i Democratici avevano speso 400 milioni di dollari in pubblicità elettorale, dieci volte di più di quanto speso per economia e caro vita. Un errore fatale, così sembrava, visto che gli elettori americani, sondati su p…

Mentre gli Stati Uniti sono ancora impegnati a contare i risultati del voto di medio termine, appare chiaro ormai che la temuta débâcle elettorale dei Democratici non ci sia stata. Eppure, la notte delle elezioni i sondaggi erano addirittura peggiorati per il partito di Biden. I Repubblicani erano dati vittoriosi alla Camera all'85 per cento e al 59 per cento al Senato. E già si faceva l'analisi degli errori e delle responsabilità. I Democratici, si diceva, avevano puntato troppo sui diritti - tema che li aveva favoriti dopo la sentenza della Corte suprema sull'aborto - e sul pericolo che i candidati trumpiani, negazionisti della vittoria di Biden, avrebbero rappresentato per la democrazia. Solo per l'aborto i Democratici avevano speso 400 milioni di dollari in pubblicità elettorale, dieci volte di più di quanto speso per economia e caro vita. Un errore fatale, così sembrava, visto che gli elettori americani, sondati su priorità e preoccupazioni, mettevano al primo posto l'inflazione.

Non più "il pane e anche le rose," come dicevano le attiviste per il suffragio universale cento anni fa, ma solo il pane preoccupava l'elettorato. Qualche giorno prima dell'election day il Wall Street Journal aveva pubblicato un sondaggio sulle donne bianche delle aree suburbane (che nel 2016 avevano votato per Trump malgrado la sfidante fosse una donna), che sembrava non dare scampo ai Democratici. Le elettrici bianche della provincia, il 20 per cento dell'elettorato totale, erano preoccupate per l'economia e affermavano di voler votare repubblicano. Lo stesso si diceva per gli operai bianchi che avevano fatto la fortuna di Obama nel 2008, e che Biden aveva momentaneamente riconquistato nel 2020, ma che da tempo si sono spostati a destra. Per non parlare poi degli ispanici e degli afroamericani, fondamentali in Stati chiave come Nevada, Arizona e Georgia, che si dichiaravano scontenti della gestione Biden. A nulla sembravano servire le rivendicazioni del presidente sulle misure adottate per diminuire l'inflazione e abbassare il costo dei medicinali.

Alla chiusura dei seggi, però, mentre arrivavano i primi risultati, è apparso chiaro che il temuto tsunami repubblicano era stato ridotto a semplice mareggiata. Il partito del presidente perde in media 28 seggi alla Camera e 4 al Senato nelle elezioni di metà mandato e Biden ha un tasso di approvazione piuttosto basso, intorno al 40 percento. Cosa ha aiutato, allora, i Democratici ad evitare una pesante sconfitta? All'uscita dei seggi, un sondaggio realizzato da Ap VoteCast, ha rivelato che per il 27 per cento degli elettori l'aborto era il tema più importante delle elezioni, mentre per il 31 per cento era l'inflazione, e solo per l'11 per cento il crimine. Dunque, i diritti non erano distanti secondi per l'elettorato americano.

A riprova di questo sono arrivate le pesanti sconfitte dei candidati di Trump, risoluti antiabortisti e negazionisti della vittoria di Biden: Oz e Mastriano in Pennsylvania, Stato chiave per gli equilibri al Senato, e Zeldin che sembrava tallonare da vicino la governatrice democratica dello Stato di New York, mentre Warnock in Georgia e Kelly in Arizona per ora tengono contro i rivali trumpiani. L'aborto, poi, era sulla scheda elettorale in molti Stati. Nel Kentucky gli elettori hanno votato affinché il diritto rimanesse nella loro costituzione, proprio come avevano fatto in Kansas, altro Stato conservatore, la scorsa estate. Nel conteso Michigan i diritti hanno portato alla riconferma della governatrice democratica e in Pennsylvania gli elettori hanno rivelato di aver votato per Fetterman e Shapiro proprio per l'aborto. Infine, lì dove hanno vinto, i repubblicani hanno cercato di distogliere il più possibile l'attenzione dai diritti riproduttivi. Gli elettori americani, quindi, erano preoccupati per l'economia ma anche per la democrazia e le libertà. Non solo il pane, dunque, ma anche le rose. Una lezione da cui, forse, il Partito Democratico italiano avrebbe qualcosa da imparare.