S'annunzia un condono fiscale. Meno male, ci stavamo preoccupando. L'ultimo risale a un anno e mezzo fa: troppo tempo, per i nostri costumi. Condoni, sanatorie, scudi fiscali sono come la pastasciutta, come la dieta mediterranea cara agli italiani. Guai a lasciarci digiuni, ne moriremmo. Non a caso il primo condono fu adottato nel 1861, quattro mesi dopo l'unità. E una ricerca della Banca d'Italia misura, in media, un condono ogni biennio, lungo i 160 anni della nostra storia nazionale. Sicché non c'è governo che rifiuti l'incombenza. Il gabinetto Draghi, con il decreto Sostegni bis del marzo 2021, stabilì la cancellazione delle cartelle esattoriali fino a 5 mila euro del periodo 2000-2010. Il gabinetto Meloni s'accinge a un'opera più vasta, più ambiziosa: cartelle rottamate sotto i mille euro, saldo e stralcio per le altre, sanatoria per il rientro dei capitali dall'estero, forse anche un colpo di spugna su…
S'annunzia un condono fiscale. Meno male, ci stavamo preoccupando. L'ultimo risale a un anno e mezzo fa: troppo tempo, per i nostri costumi. Condoni, sanatorie, scudi fiscali sono come la pastasciutta, come la dieta mediterranea cara agli italiani. Guai a lasciarci digiuni, ne moriremmo. Non a caso il primo condono fu adottato nel 1861, quattro mesi dopo l'unità. E una ricerca della Banca d'Italia misura, in media, un condono ogni biennio, lungo i 160 anni della nostra storia nazionale. Sicché non c'è governo che rifiuti l'incombenza. Il gabinetto Draghi, con il decreto Sostegni bis del marzo 2021, stabilì la cancellazione delle cartelle esattoriali fino a 5 mila euro del periodo 2000-2010. Il gabinetto Meloni s'accinge a un'opera più vasta, più ambiziosa: cartelle rottamate sotto i mille euro, saldo e stralcio per le altre, sanatoria per il rientro dei capitali dall'estero, forse anche un colpo di spugna sui reati tributari.
Si dirà: è un oltraggio verso i contribuenti onesti, un invito all'illegalità. Ma alle nostre latitudini questa è la regola, non l'eccezione. Di conseguenza il primo nemico dello Stato è lo stesso Stato. Perché disattende le leggi che ha varato, oppure le disapplica, ne procrastina l'entrata in vigore con un rosario di proroghe e rinvii, ne sospende l'efficacia. E allora come potremmo mai prendere sul serio Sua Maestà la Legge, quando è il legislatore a deriderla per primo? E come potremmo avere fiducia nella Repubblica di cui siamo cittadini, quando è lo Stato che agisce contro lo Stato?
Succede, per esempio, a proposito dei decreti attuativi. In loro assenza, molte leggi si riducono a un corpo senza gambe, senza capacità di produrre effetti nella vita reale. Diventano chiacchiere, o al più belle intenzioni. Eppure la sola legge di stabilità 2016 contemplava 136 provvedimenti d'attuazione. Mentre una ricerca di Openpolis sui governi Monti, Letta e Renzi ha stimato 709 norme confinate nel limbo del diritto, in quanto orfane dei decreti attuativi. Che oltretutto espongono spesso una data di scadenza, come i medicinali. Se quel termine trascorre, il decreto non può venire più adottato, quindi la legge diventa carta straccia. È accaduto 74 volte, stando ai numeri offerti da Openpolis. Accadrà di nuovo (scommettiamo?) circa la riforma del catasto: la legge delega è del maggio 2014, nessun governo le ha mai dato attuazione, figuriamoci se ne avrà pensiero la nuova presidente del Consiglio, che nella legislatura scorsa definì quella riforma "una follia".
Succede, altresì, attraverso l'abuso dei rinvii. Qualche esempio, fra i molti che potrebbero elencarsi. I professionisti deputati alla vendita dei beni pignorati: una legge del 2016 ne affidava la disciplina a un decreto che non è mai stato emanato, sicché quella legge venne cestinata; però la nuova entrerà in vigore soltanto nel luglio 2023 (salvo rinvii, naturalmente). O altrimenti è il caso delle norme che regolano l'attività di salvataggio in acqua: introdotte nel 2016 e poi continuamente posticipate (l'ultima proroga scade a dicembre 2022). Senza dire dei notai, la cui pianta organica (stando a una legge del 2017) prevede un notaio ogni 5 mila abitanti, e invece l'aggiornamento più recente risale al 2013. Ma il capitolo delle leggi fantasma è più lungo della Recherche proustiana. D'altronde le leggi italiane sono troppe, più di 50 mila; impossibile conoscerle, tanto vale rinunziare ad applicarle.
Ecco, è questa rinunzia, quest'ammainabandiera dinanzi alle ragioni della legalità, l'insidia del condono prossimo venturo. Perché rafforza il malcostume, anziché contrastarlo. Perché lo santifica ammantandolo di nobili propositi - la "tregua fiscale". E perché divide gli italiani, separandoli in due categorie: i furbi (gli evasori) e i fessi (i pagatori). Ogni pace fiscale è una guerra civile.