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Israele, le bombe di Hamas allontanano la pace

(ansa)

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Tornano  gli attentati sugli autobus a Gerusalemme. Il terrorismo palestinese attacca per spostare l'esecutivo di Netanyahu ancora più a destra
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Quando Israele ha un governo di destra, il terrorismo palestinese preme l'acceleratore per spostare il governo israeliano ancora più a destra. È uno scenario che si è ripetuto spesso nel conflitto mediorientale e che sembra all'origine del duplice attacco a Gerusalemme. Il momento scelto per le bombe imbottite di chiodi lasciate a due fermate degli autobus, primo attacco con esplosivo in Israele dal 2016, non è casuale, seguendo di qualche settimana la vittoria elettorale di Benjamin Netanyahu.

Il leader del Likud, premier più longevo nella storia dello Stato ebraico, si accinge a tornare al potere alla testa di una coalizione che include …

Quando Israele ha un governo di destra, il terrorismo palestinese preme l'acceleratore per spostare il governo israeliano ancora più a destra. È uno scenario che si è ripetuto spesso nel conflitto mediorientale e che sembra all'origine del duplice attacco a Gerusalemme. Il momento scelto per le bombe imbottite di chiodi lasciate a due fermate degli autobus, primo attacco con esplosivo in Israele dal 2016, non è casuale, seguendo di qualche settimana la vittoria elettorale di Benjamin Netanyahu.

Il leader del Likud, premier più longevo nella storia dello Stato ebraico, si accinge a tornare al potere alla testa di una coalizione che include un movimento di estrema destra, il Partito Sionista Religioso, la cui presenza nell'esecutivo suscita preoccupazioni nella società israeliana e fra gli alleati di Israele, dall'amministrazione di Joe Biden ai Paesi arabi firmatari degli storici accordi di Abramo. Uno dei due massimi esponenti del partito, Itamar Ben-Gvir, vuole il posto di ministro degli Interni: è stato fra i primi a visitare il luogo degli attentati, chiedendo perquisizioni casa per casa nei territori autonomi governati dall'Autorità Palestinese in Cisgiordania per "riprendere il controllo di Israele". Il suo collega Bezalel Smotrich pretende la poltrona di ministro della Difesa. Netanyahu potrebbe accontentare il primo ma finora aveva respinto la richiesta del secondo, per rassicurare i partner internazionali che non ci sarà una linea più dura del passato nei confronti dei palestinesi. Ora i nuovi attacchi terroristici aumentano la pressione sul primo ministro per dare maggiori responsabilità nel governo che sta per nascere al partito della destra estrema.


Nei due popoli che convivono fra il fiume Giordano e il Mediterraneo, gli estremisti hanno un obiettivo comune: radicalizzare la propria opinione pubblica, impedendo ogni possibilità di dialogo con la controparte e ogni progresso verso la pace. Le vittorie della destra israeliana giustificano agli occhi dei terroristi palestinesi la necessità di lanciare attentati come unico metodo di lotta. Il predominio dei terroristi di Hamas nella striscia di Gaza e la crescita di gruppi violenti in Cisgiordania alimentano il consenso per la destra in Israele, con il graduale abbandono dei negoziati di pace. In pratica è un ciclo di attentati e repressione in cui i radicali dell'una e dell'altra parte si sostengono a vicenda. A farne le spese sono i fautori della pace, come è evidente nello Stato ebraico, dove si vota (cinque volte negli ultimi quattro anni) per decidere chi governa, diversamente dai territori palestinesi dove le elezioni vengono rimandate da tempo, in parte per il timore di una ulteriore radicalizzazione. Non per nulla il declino della sinistra israeliana negli ultimi vent'anni è iniziato dopo il fallimento di due iniziative di pace guidate da premier laburisti, Yitzhak Rabin ed Ehud Barak. Alla sconfitta di quest'ultimo fece seguito la Seconda Intifada palestinese, combattuta prevalentemente con attentati alle fermate dei bus (la prima era stata combattuta con le pietre).

Gli ultimi attentati si riallacciano a quella stagione, con la differenza che allora, tra il 2000 e il 2005, gli attacchi erano condotti da kamikaze imbottiti di tritolo che si facevano saltare in aria, mentre quelli odierni sono con bombe fatte detonare a distanza. Risulteranno in più potere per i Sionisti Religiosi e in una nuova spirale di sangue? Netanyahu, come commenta il quotidiano israeliano Haaretz, viene messo alla prova ancora prima di cominciare a governare.