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Quei fascismi dimenticati

Il generale Augusto Pinochet 
Argentina e Cile sono tragedie del XX secolo
2 minuti di lettura

Che ci piaccia o no, con l'esito di queste elezioni siamo entrati in una nuova era. Non sembri un tentativo di scherzo. È un'epoca per niente scherzosa, se mai incline al nervosismo e alla tristezza. Crede fervidamente che la lunga aggressione del comunismo sia sempre in agguato e richieda tenace difesa. Però è sicura che possiamo considerare estinta la vivacità invasiva del fascismo che adesso è definitivamente assegnata alla sezione "altri tempi". Questa è, fra altre, la lezione solenne di alcuni gradi alti della nostra educazione. Non dovete dimenticare mai ciò che è stato e può essere ancora il comunismo, o comunque la sinistra. Ma del fascismo, non si sa per quale bonifica, possiamo ignorare e dimenticare un intero grande capitolo, il fascismo di persecuzione e di governo dell'Argentina e del Cile.

Che ci piaccia o no, con l'esito di queste elezioni siamo entrati in una nuova era. Non sembri un tentativo di scherzo. È un'epoca per niente scherzosa, se mai incline al nervosismo e alla tristezza. Crede fervidamente che la lunga aggressione del comunismo sia sempre in agguato e richieda tenace difesa. Però è sicura che possiamo considerare estinta la vivacità invasiva del fascismo che adesso è definitivamente assegnata alla sezione "altri tempi". Questa è, fra altre, la lezione solenne di alcuni gradi alti della nostra educazione. Non dovete dimenticare mai ciò che è stato e può essere ancora il comunismo, o comunque la sinistra. Ma del fascismo, non si sa per quale bonifica, possiamo ignorare e dimenticare un intero grande capitolo, il fascismo di persecuzione e di governo dell'Argentina e del Cile.

Ecco un documento. "Londra. 18 ottobre 1998. L'ex dittatore Augusto Pinochet è da ieri in stato d'arresto a Londra, piantonato dalla polizia britannica, in un ospedale del centro.Il mandato di cattura è scattato su richiesta dei giudici spagnoli Baltazar Garzon e Manuel Garcia Castellon che nel 1997 hanno aperto una inchiesta per il reato di genocidio. Lo hanno fatto raccogliendo la denuncia contro l'alto ufficiale (divenuto nel frattempo Presidente del Cile) da un gruppo di avvocati spagnoli per l'omicidio in Cile di seicento espatriati spagnoli tra il 1983 e il 1990. Due giudici hanno avviato con le autorità britanniche una procedura d'urgenza tramite Interpol per fermare sul territorio britannico l'ex dittatore e impedirgli di rientrare in Cile".


Questa notizia del 1998 - cui segue un mare di informazioni sulla attività omicida del generale fascista cileno - dimostra che nella nostra informazione contemporanea non c'è traccia di due grandi e prolungati massacri fascisti avvenuti ai nostri giorni, con immensa crudeltà. Uno è la fervida attività della Junta militare argentina (1976 - 1983), di "sterminio dei comunisti" (30 mila morti di tortura e un numero non conosciuto di bambini rubati, appena nati, a giovani donne incinte catturate per partorire e subito uccise, per poi distribuire i neonati ai camerati in cerca di prole). L'altro è stato il genocidio eseguito sul suo popolo dal generale Augusto Pinochet in Cile (1973-1990) per un totale di 28 mila vittime e 1219 desaparecidos. La modalità di esecuzione, divenuta tradizione scrupolosamente osservata, sia dei fascisti argentini sia dei fascisti cileni era di gettare da aerei in volo persone vive con le mani legate. Il documento più esplicito sui fatti argentini è il dramma (e poi il film) La fanciulla e la morte di Ariel Dorfam (segretario del presidente assassinato Allende, sfuggito per miracolo all'esecuzione). E l'impressionante libro-documento Prigione senza nome, cella senza numero, autore il grande giornalista argentino Jacopo Timerman, salvato all'ultimo momento da un tenace intervento diplomatico italiano e portato in Israele.

Ma esiste anche la vasta documentazione dei processi, delle tremende prove esibite, delle testimonianze, che durano ancora, delle madri e delle nonne che si radunano ancora in Plaza de Mayo, a cui hanno ucciso figlie e rubato nipoti infanti, e che sono ancora davanti al palazzo presidenziale nel tentativo di non spegnere l'orrore. Che cosa separa e divide il fascismo delle persone gettate vive nell'oceano dagli aerei militari in volo, o la pratica di squartare giovani donne incinte e antifasciste, per donare i loro bambini appena nati a donne della loro armata fascista. Che cosa separa questo gesto, questa tragica collezione di orfani, dalla collezione di simboli fascisti affettuosamente custoditi ed esposti come celebrazione da non dimenticare, nella casa del presidente del Senato italiano? La strategia è di non ricordare qui e adesso, mentre c'è ancora odore di elezioni e stupore per la grande vittoria. Presto ci sarà più spazio, più tempo, più prepotenza per una vera e meritata constatazione della vittoria. Perché è inutile cercare ragioni consolanti. Gli altri cittadini non c'erano, e loro hanno vinto.