Guerra alla generazione Pos
di Paolo Di Paolo , di Paolo Di PaoloLa cliente ventenne guarda il barista cinquantenne, il barista cinquantenne guarda la cliente ventenne. Niente di romantico, né di erotico. C'è un'esitazione che dura mezzo - interminabile - minuto. "Allora?" domanda il barista, quasi spazientito. La ragazza non reagisce a parole: gli mostra il polso. Lui non coglie. Il fatto è semplice, non necessariamente intuitivo: la ventenne ha intenzione di pagare il caffè ruotando l'arto, attraverso un Apple Watch. Finalmente il barista coglie e accetta e sbuffa: "Be', almeno ditelo in anticipo!". Il sottotesto è carico di insofferenza: se appartieni alla schiera dei "rompiballe" che pagano un caffè con la carta, almeno avverti! Fatti riconoscere per tempo! Indossala una giubba fosforescente! La ragazza (forse il barista non se ne è accorto) è straniera, e ha fatto un gesto naturale e inoffensivo. Almeno ai suoi occhi. Ma nell'Italia malinc…
La cliente ventenne guarda il barista cinquantenne, il barista cinquantenne guarda la cliente ventenne. Niente di romantico, né di erotico. C'è un'esitazione che dura mezzo - interminabile - minuto. "Allora?" domanda il barista, quasi spazientito. La ragazza non reagisce a parole: gli mostra il polso. Lui non coglie. Il fatto è semplice, non necessariamente intuitivo: la ventenne ha intenzione di pagare il caffè ruotando l'arto, attraverso un Apple Watch. Finalmente il barista coglie e accetta e sbuffa: "Be', almeno ditelo in anticipo!". Il sottotesto è carico di insofferenza: se appartieni alla schiera dei "rompiballe" che pagano un caffè con la carta, almeno avverti! Fatti riconoscere per tempo! Indossala una giubba fosforescente! La ragazza (forse il barista non se ne è accorto) è straniera, e ha fatto un gesto naturale e inoffensivo. Almeno ai suoi occhi. Ma nell'Italia malinconica, nella cupezza quasi struggente rilevata dall'ultimo Rapporto Censis, un'ulteriore cesura, un nuovo ma forse già vecchio confine, si marca fra il pezzo di Paese con il contante in tasca e quello avvezzo al denaro smaterializzato.
Così, alle già troppe ragioni di suscettibilità quotidiana, alle occasioni per guardarsi male, in questa lunga riabilitazione post Covid e post populista (dice il Censis, sì, ma quanto post?), si aggiunge il Pos. Il divario è antropologico? È l'aggiornamento di un'immarcescibile, nevrotica inclinazione italiana a guelfismo e ghibellinismo? Mascherine e no, Vax e no, Pos e no, con conseguente e contrapposto orgoglio. È una versione ulteriore, rozzamente contabile, dell'eterna querelle degli antichi e dei moderni? Di sicuro, la questione generazionale passa anche da qui: se la rassicurazione governativa sul contante agisce, agisce su una fascia della popolazione più che adulta, attempata, abitudinaria. Fino alla sclerotica e compiaciuta rivendicazione di un rapporto con la moneta e la banconota - arcaico, secolare (ah, quell'Italia anni Cinquanta dove s'impara a "non vergognarsi / di guardare il denaro contato / con pigre dita dal fattorino / che suda contro le facciate in corsa / in un colore eterno d'estate", Pasolini).
C'è una parte di nonni e di padri invecchiati che non si rassegnano a cedere sul denaro invisibile, che preferiscono contarlo, palparlo, sentirne il peso; e non è fatta tutta di evasori: consuetudine, nostalgia, fede nella materialità del mondo. C'è una parte di commercianti e fornitori di servizi che non hanno mai mandato giù i pagamenti digitali, e che adesso trovano un amico nel Salvini eccitato dal ritiro al bancomat e un nemico nel Giorgetti (stesso partito) che invita a cambiare ristorante se non accettano le banconote. E per un tassista che già abbaiava contro il passeggero che gli mostra la carta, adesso ci sarà una folla a testa alta e viso scoperto di ostili al Pos, esentati dalla ricerca di attenuanti e di scuse (è rotto, non c'è linea). Tutti loro dallo stesso lato del fronte; dall'altro, una vasta schiera di cittadine e cittadini costretti d'ora in avanti a chiedere trattare pregare discutere. Non è un dettaglio trascurabile che larga parte del mondo va in un'altra direzione, e che tra i paganti senza contante gli under 30 siano un blocco compattissimo e quasi senza eccezioni. Ma questo non è un Paese per giovani, no? Mettetevi una giubba fosforescente: il governo penserà ad appuntarvi sul bavero un bel distintivo di rompiballe.