Il richiamo dei No Vax
di Furio Colombo , di Furio ColomboAll’improvviso l’esercizio indisturbato del potere da parte della nuova ed efficientissima leader Giorgia Meloni che riceve continuamente lodi e approvazioni in Italia e in Europa, subisce un sobbalzo. Licia Ronzulli, capogruppo del prezioso alleato Forza Italia fa sapere che non voterà la decisione di riaprire le porte della professione ai medici No Vax, ovvero coloro che hanno rifiutato, denigrato e dichiarato pericoloso o mortale il vaccino anti — Covid e sono diventati, con molti personaggi politici estranei alla scienza e molti predicatori “profetici”, militanti di una contrapposizione che, sia pure in modo asimmetrico, ha spaccato l’Italia. È stata una minoranza quella degli italiani che hanno fatto guerra al vaccino, ma pur sempre una minoranza di qualche milione di militanti accaniti, aggressivi, a volte pericolosi e con molti pseudo esperti alla testa di ogni corteo.
All’improvviso l’esercizio indisturbato del potere da parte della nuova ed efficientissima leader Giorgia Meloni che riceve continuamente lodi e approvazioni in Italia e in Europa, subisce un sobbalzo. Licia Ronzulli, capogruppo del prezioso alleato Forza Italia fa sapere che non voterà la decisione di riaprire le porte della professione ai medici No Vax, ovvero coloro che hanno rifiutato, denigrato e dichiarato pericoloso o mortale il vaccino anti — Covid e sono diventati, con molti personaggi politici estranei alla scienza e molti predicatori “profetici”, militanti di una contrapposizione che, sia pure in modo asimmetrico, ha spaccato l’Italia. È stata una minoranza quella degli italiani che hanno fatto guerra al vaccino, ma pur sempre una minoranza di qualche milione di militanti accaniti, aggressivi, a volte pericolosi e con molti pseudo esperti alla testa di ogni corteo.
Tutti sono stati espulsi dall’esercizio della professione medica, incluse le retribuzioni, perché si stavano opponendo sia all’autorità sanitaria del loro Paese (quindi alla legge) sia a quanto prescritto in quel periodo nella storia della medicina mondiale. Tutto ciò non si è svolto in composti seminari e in convegni scientifici, ma con la violenza spesso incontrollata di assalti e cortei nelle strade, (ma anche negli ospedali) con pericolo personale dei medici e dei sostenitori della vaccinazione anti — Covid. Ora ciò che sta accadendo merita attenzione (attenzione politica) per almeno due ragioni. La prima è che il presidente del Senato La Russa ha voluto dichiarare tutto il suo “stupore” (ha usato proprio questa parola) per la ribellione della deputata e capogruppo Ronzulli che, pur essendo una leader di tutta la destra, rifiuta di accettare il ritorno, esente da multe o punizioni, dei medici ribelli (senza che nulla abbia dimostrato le loro ragioni). La seconda è che “ lo stupore” di La Russa ha messo in chiaro qualcosa che, fino ad ora, era restato solo una diceria o un sospetto. L’esistenza di un legame molto forte (e infatti impossibile da rompere) fra “No Vax” e destra (dunque anche il partito fondato e guidato e ora governo ) di Giorgia Meloni. Perché? È una porta chiusa di cui non si trova la chiave. Meloni cercava prestigio e lo ha trovato, dalla sua netta e inaspettata militanza per l’Ucraina, alle difficoltà che tutti predicevano, e che lei ha superato d’un balzo, nei suoi rapporti con l’Europa. Mattarella è un amico a cui guardare come protettore. Che cosa può volere Giorgia Meloni dai No Vax che hanno lasciato tracce sgradevoli in molte parti della vita italiana? Perché premiarli per avere abbandonato il Paese in uno dei suoi momenti più difficili? O almeno, perché decidere che è meglio scordare “perché il fatto non sussiste” piuttosto che mantenere la punizione che molti (soprattutto fra gli altri medici) ritenevano e ritengono meritata?
Non c’è dubbio che la questione ci porta davanti un piccolo mistero. Forse la destra, non ancora titolare di una vittoria grandiosa, vedeva con favore tumulti No Vax mentre c’era un governo il governo Draghi) che sembrava capace di tenere la guida e di non inciampare anche in situazioni difficili. Poi c’è stata una svolta. L’ha provocata per primo il silenzio lungo e inaspettato del Pd che si è sottratto al confronto, nel corso della battaglia e dopo. Intanto la vittoria di Giorgia Meloni ha fatto in tempo a pulire come una lavagna la scena politica nazionale che precede la sua vittoria. Ma del prima, misteriosamente, ha salvato, anzi rinforzato un punto.
Ha rifiutato, di cancellare le accuse di tutta la comunità scientifica a coloro che hanno combattuto e denigrato il vaccino anti-covid e il sistema culturale che lo ha sostenuto.
E ha deciso di ammettere la ribellione come una variante accettabile della disciplina medica. Il segnale è venuto proprio dal partito che si presenta come “ legge e ordine” in un Paese fortemente segnato dal disordine e al quale il partito Meloni ha sventolato bandiere, in tutta la sua campagna elettorale per dire “Niente paura. Ora arriviamo noi”. Ma il puzzle è rimasto senza risposta, la posizione anti — vaccinazione,e dunque contraria alla legge nazionale (mai cambiata ), è accettata e mantenuta, e coloro che scardinavano le porte dei “Pronto Soccorso” o della sede nazionale dellla Cgil per far valere il loro credo, sono pregati di ritornare, con pagamenti, arretrati e spettanze di anzianità. Non si può dire che sia un legame irreversibile. Niente lo è mai in politica, specialmente nel mondo guardingo di Giorgia Meloni. Ma la domanda resta. Perché?