✕

Cortocircuito No Vax

Ascolta l'audio

Nello stesso momento il governo allenta le misure e stabilisce nuove regole di contenimento
2 minuti di lettura

Nulla è più pericoloso del corto circuito tra ideologia e negazionismo. Nel volgere di poche ore, il governo più orgogliosamente di destra, per ammissione della stessa premier Meloni, vive l’imbarazzante paradosso della gestione di una nuova emergenza — conclamata dalla circolare rapidamente emanata dal ministro della Sanità — e della sua negazione per convenienza politica, come dimostra il via libera in Parlamento al decreto Rave. Sembra quasi che nel governo si siano interrotte le comunicazioni interne.
«Il Paese si prepari», avverte il ministro Schillaci che appare agli occhi dell’opinione pubblica uno dei pochi dotati di buon senso, in quella squadra di furbe volpi e di sprovveduti esordienti. Il successore di Speranza ha appena firmato una circolare che introduce per la prima volta, dopo oltre un anno, una serie di misure anti Covid rese necessarie dalla riesplosione dei contagi in Cina. Viene da chiedersi però…

Nulla è più pericoloso del corto circuito tra ideologia e negazionismo. Nel volgere di poche ore, il governo più orgogliosamente di destra, per ammissione della stessa premier Meloni, vive l’imbarazzante paradosso della gestione di una nuova emergenza — conclamata dalla circolare rapidamente emanata dal ministro della Sanità — e della sua negazione per convenienza politica, come dimostra il via libera in Parlamento al decreto Rave. Sembra quasi che nel governo si siano interrotte le comunicazioni interne.
«Il Paese si prepari», avverte il ministro Schillaci che appare agli occhi dell’opinione pubblica uno dei pochi dotati di buon senso, in quella squadra di furbe volpi e di sprovveduti esordienti. Il successore di Speranza ha appena firmato una circolare che introduce per la prima volta, dopo oltre un anno, una serie di misure anti Covid rese necessarie dalla riesplosione dei contagi in Cina. Viene da chiedersi però che senso abbia una circolare sugli “Interventi in atto per la gestione della circolazione del SarsCov nella stagione invernale 2022-23” se nelle stesse ore la Camera approva in via definitiva il decreto Rave, in cui le residue misure preventive anti Covid vengono cancellate. Da un lato i medici No Vax tornano in corsia, dall’altro viene prorogato l’obbligo delle mascherine in ospedali e strutture sanitarie, riconoscendo l’esistenza di un’emergenza virus. Mentre un tampone fai da te basterà per mettere fine all’isolamento, si legge ancora nel testo appena trasformato in legge.
E allora qualcosa non torna in questo strabismo normativo che tradisce, nella migliore delle ipotesi, confusione gestionale. Il mondo della sanità è spiazzato ma, quel che è più grave, lo sono gli italiani.


La valanga di clic degli ultimi cinque giorni sugli articoli che raccontano l’abbattimento delle barriere anti virus in Cina e il conseguente rischio di una riesplosione della pandemia sembra riportarci al clima e alle ansie di due anni fa. Ma soprattutto conferma quanto la preoccupazione dei cittadini sia ben superiore rispetto all’interesse e all’attenzione di chi dovrebbe rassicurarli con atti e provvedimenti, possibilmente coerenti, piuttosto che con vane minimizzazioni.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto della lotta alla pandemia un baluardo dell’unità nazionale. Il successo raggiunto col superamento dell’emergenza — almeno fino a qualche giorno fa — è stato frutto delle straordinarie capacità di questo Paese di affrontare i momenti più bui con una determinazione encomiabile, come più volte il capo dello Stato ha sottolineato. Forse tornerà a ribadirlo stasera, nel suo discorso di fine anno, con giustificato orgoglio.
Ma il nuovo governo Meloni sarà in grado di affrontare la sfida di una nuova emergenza, se la situazione dovesse precipitare nelle prossime settimane? Le norme approvate ieri in Parlamento non fanno ben sperare, nonostante l’ottimismo profuso dalla premier nella sua prima conferenza di fine anno. Vaccini per le categorie fragili, ha suggerito il capo del governo. Quando forse avrebbe dovuto annunciare una nuova massiccia campagna di vaccinazione per convincere gli italiani a ricorrere alla quarta dose a cui solo pochi, pochissimi, si sono sottoposti.


Non è più tempo di ambiguità. Ideologia e negazionismo sono pessime consigliere per chi vuole governare col pragmatismo e la “rapidità d’azione” vantata dalla presidente del Consiglio.