L’ultimo messaggio del 2022 dal partito laburista britannico agli elettori è la promessa di battersi contro i “comportamenti antisociali”: gli schiamazzi notturni, i graffiti nelle strade, l’ubriachezza molesta. È la vecchia teoria della finestra rotta: non si ripara una finestra, la gente comincia a lasciare rifiuti in giro, qualcuno orina su una saracinesca, all’angolo compare uno spacciatore e poco alla volta un quartiere sicuro si trasforma in luogo pericoloso. Nella proposta odierna del Labour per combattere questa spirale ci sono pene più severe e perfino l’idea di dare alle vittime una voce nel decidere la sentenza. Non una licenza per “giustizieri della notte”, come nel controverso film con Charles Bronson: trattandosi di reati lievi, punibili con servizi sociali come decorare centri comunali, riparare chiese, portare via immondizia, i cittadini avrebbero soltanto facoltà di aiutare i giudici a stabili…
L’ultimo messaggio del 2022 dal partito laburista britannico agli elettori è la promessa di battersi contro i “comportamenti antisociali”: gli schiamazzi notturni, i graffiti nelle strade, l’ubriachezza molesta. È la vecchia teoria della finestra rotta: non si ripara una finestra, la gente comincia a lasciare rifiuti in giro, qualcuno orina su una saracinesca, all’angolo compare uno spacciatore e poco alla volta un quartiere sicuro si trasforma in luogo pericoloso. Nella proposta odierna del Labour per combattere questa spirale ci sono pene più severe e perfino l’idea di dare alle vittime una voce nel decidere la sentenza. Non una licenza per “giustizieri della notte”, come nel controverso film con Charles Bronson: trattandosi di reati lievi, punibili con servizi sociali come decorare centri comunali, riparare chiese, portare via immondizia, i cittadini avrebbero soltanto facoltà di aiutare i giudici a stabilire quale punizione sia appropriata in ciascun caso. Un modo affinché la gente senta che “viene fatta giustizia”, spiega Steve Reed, deputato laburista e ministro nel governo ombra dell’opposizione.
La reazione istintiva di alcuni progressisti davanti a iniziative genere “Law and Order” è considerarle di destra. In realtà è una posizione radicata nel Labour fin dai tempi di Tony Blair, che nel 1997 vinse le elezioni con lo slogan “duri contro il crimine, duri contro le cause del crimine”. Significava che il crimine si combatte con più assistenza sociale, più lavoro, più istruzione, ma pure con più fermezza contro i criminali. Dopo che la svolta radicale di Jeremy Corbyn ha portato i laburisti alla peggiore sconfitta in 90 anni, il suo successore Keir Starmer è convinto di poter vincere le prossime elezioni con un programma analogo di “legge e ordine”. Negli ultimi tre anni, nel Regno Unito, 2 milioni di denunce di comportamenti antisociali sono rimaste inevase: e le vittime di quei comportamenti, come della piccola criminalità, sono spesso le persone più povere, anziane, sole. Coloro che, se non li protegge la sinistra pur essendone il riferimento naturale, finiscono per votare per la destra. Come Blair prima di lui, Starmer lo ha capito e ora ha 25 punti di vantaggio sui conservatori nei sondaggi. Una lezione che può essere utile anche alla sinistra italiana, per non lasciare che temi come criminalità e giustizia portino voti soltanto a Giorgia Meloni.