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Vittorio Feltri contro Michela Murgia, quel tweet sa di squadrismo

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Il giornalista attacca la scrittrice schernendone l'aspetto fisico
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Del primo giorno del 2023 di Vittorio Feltri, giornalista, sappiamo, se ne avessimo avuto la curiosità, che alla 11.22 ha scritto, sul suo profilo Twitter personale (seguito da quasi mezzo milione di persone): “La scrittrice Murgia non mi piace non per quello che dice o scrive ma perché è brutta come l’orco”. La cosa in sé non è né una novità né una notizia, Vittorio Feltri, giornalista, saggista, politico e opinionista, non è nuovo a questo tipo di osservazioni. Lo scorso primo dicembre aveva infatti twittato (alle 10.19) “La Meloni a scuola era la prima della classe, e ora si vedono i risultati meritati. E sapete perché la Murgia è così cattiva? Perché è brutta come una strega”. Aspettiamo il 1 febbraio, a questo punto. Dopo streghe e orchi possono arrivare diavoli e janare.

Del primo giorno del 2023 di Vittorio Feltri, giornalista, sappiamo, se ne avessimo avuto la curiosità, che alla 11.22 ha scritto, sul suo profilo Twitter personale (seguito da quasi mezzo milione di persone): “La scrittrice Murgia non mi piace non per quello che dice o scrive ma perché è brutta come l’orco”. La cosa in sé non è né una novità né una notizia, Vittorio Feltri, giornalista, saggista, politico e opinionista, non è nuovo a questo tipo di osservazioni. Lo scorso primo dicembre aveva infatti twittato (alle 10.19) “La Meloni a scuola era la prima della classe, e ora si vedono i risultati meritati. E sapete perché la Murgia è così cattiva? Perché è brutta come una strega”. Aspettiamo il 1 febbraio, a questo punto. Dopo streghe e orchi possono arrivare diavoli e janare.


Ci sono diverse osservazioni da fare sulla frase di ieri. Prima tra tutte, cominciare dichiarando Michela Murgia scrittrice per poi concludere con una notazione sull’aspetto fisico. Come il contenuto degli scritti di qualcuno sia collegato o correlato alle fattezze, mi sfugge, ma sarei curiosa di conoscere il percorso. La seconda, e piuttosto divertente notazione riguarda l’orco che è divoratore di esseri umani, e quindi non siamo mai usciti, pur avendo perso in ironia, dai comunisti che mangiano i bambini.


Ma è facile smontare le frasi degli altri soprattutto per chi è stato bambino o bambina all’inizio degli anni Ottanta e ha avuto occasione di giocare con le costruzioni. Sarebbe, dunque, struggente l’interrogativo “ma perché Vittorio Feltri, giornalista, la mattina del primo dell’anno ha pensato a Michela Murgia scrittrice e al suo aspetto fisico?”, ma non ce lo porremo perché non è interessante e riguarderebbe qualcosa, come la pienezza della vita privata di Feltri la domenica mattina, che non è argomento di pagine di un giornale come La Repubblica, e non dovrebbe esserlo – ma io sono una signora moralista di mezza età, cresciuta col senso di colpa cattolico – di nessun quotidiano nazionale. O sarebbe un processo alle intenzioni, pratica dalla quale ci teniamo lontani.
Il tweet di Vittorio Feltri, giornalista, è il sintomo di un clima culturale a cui io do il nome di squadrismo e che, sulla carta stampata e sui mezzi di informazione nei quali devono essere inclusi, per quantità, qualità e frequentazione, i social, si mostra con la pratica culturale, per me, più fascista che esista: lo scherno.

 

Lo scherno è un metodo ed è un metodo fascista. Lo scherno non è satira e non è divertente. Lo scherno confonde i contesti minando quello che è la base di una democrazia rappresentativa e cioè che chi ha un ruolo pubblico non può e non deve parlare come tra le mura di casa propria. Motivo per cui non ho difficoltà ad ammettere che in passato la sinistra italiana ha ceduto a schernire e ha avuto e ha movimenti da conventicola laddove la destra mostra oggi azioni e intenzioni squadriste.


La mentalità della cricca è una delle cose peggiori che possa capitare ai sistemi culturali. La cricca non ha niente a che fare con la cultura. Di qualsiasi natura la cultura sia. La cultura, qualsiasi natura essa abbia, è un esercizio a riconoscere il contesto e dunque protegge dal dire cose sbagliate, l’ideologia e la morale assai meno. E questo è il motivo per cui il gruppo di Bloomsbury (Virginia Woolf, Maynard Keynes per citarne due) non era una cricca ma un luogo di pensiero, ma si potrebbero fare altri esempi.
Dunque, il tweet dice poco di Feltri (è già successo) e niente di Michela Murgia (il cui lavoro consiste nello scrivere), ma molto del punto in cui siamo.