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Il gioco cinico di Harry

Nel suo libro in uscita il principe di Susex racconta di aver ucciso 25 talebani in Afghanistan: "Cattivi eliminati prima che uccidessero brave persone"
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"Senza orgoglio né vergogna": se le anticipazioni del suo libro Spare sono genuine, il principe Harry descrive così i sentimenti, o meglio i mancati sentimenti, da lui provati quando ripensa ai venticinque talebani che racconta di aver ucciso durante il suo servizio militare in Afghanistan. Per lui sono "pezzi tratti fuori dalla scacchiera, cattivi eliminati prima che uccidessero brave persone". Conclusione dell'autore: "Non puoi ammazzare persone, se le vedi come persone; mi hanno addestrato a vederli come 'gli altri' e mi hanno addestrato bene".


Se la citazione è agghiacciante (lo è) non è tanto…

"Senza orgoglio né vergogna": se le anticipazioni del suo libro Spare sono genuine, il principe Harry descrive così i sentimenti, o meglio i mancati sentimenti, da lui provati quando ripensa ai venticinque talebani che racconta di aver ucciso durante il suo servizio militare in Afghanistan. Per lui sono "pezzi tratti fuori dalla scacchiera, cattivi eliminati prima che uccidessero brave persone". Conclusione dell'autore: "Non puoi ammazzare persone, se le vedi come persone; mi hanno addestrato a vederli come 'gli altri' e mi hanno addestrato bene".


Se la citazione è agghiacciante (lo è) non è tanto perché testimonia dell'ingenuità del Minore, che da un simile brano può avere molti più danni personali che vantaggi, ma perché suona come il famoso "Il re è nudo" detto dal bambino della favola. Se desideravate la verità sulla guerra, eccovela squadernata: la guerra è il perfetto rovescio degli scacchi. Negli scacchi i fanti sono pedine d'avorio, nella guerra le pedine sono fanti di carne. Cosa credevate?


Sarà anche l'effetto collaterale di uno psicodramma da Royal Family, con la realtà che si fa inseguire dalla fiction, seriali entrambi. Sarà un gioco cinico tra sentimenti (basici e puerili tanto quanto meschini) di invidia, gelosia, tradimento, lutto, vendetta da un lato e dall'altro lato la non meschina somma di 20 milioni di dollari versata come anticipo editoriale, in attesa di quelle che si chiamano pur sempre royalties. Inavvertitamente ne esce però l'immagine più realistica della guerra.


La guerra di punti luminosi che si accendono ripresi da droni non è invece un war game. Sono stati casomai i war games a essere nati per addestrare i generali a fare la guerra. La guerra è gente che muore davvero, ma raccontata come pedine che è utile eliminare dalla scacchiera prima che loro tolgano le nostre.


"Scacco matto" è l'adattamento italiano della frase persiana che annuncia "Il re è morto". Il re, come il principe, non è davvero nudo né morto, ma nessuno dei due sembra cavarsela un gran che bene. La guerra invece procede, come sanno le persone che la vivono sul terreno, fuor di scacchiera.