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L'oracolo digitale è tra noi

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L'intelligenza artificiale a portata di tutti. Molti di sono affrettati a dire che ChatGpt andrebbe vietato nelle scuole. Ma quando il futuro arriva, non basta un divieto
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Mio figlio ieri sera si è messo a litigare con Tony Stark, il protagonista di Iron Man. Era su una nuova piattaforma di intelligenza artificiale in grado di creare conversazioni immaginarie eppure realistiche con chiunque, anche morti, anche personaggi da film. Poco prima aveva chiesto ad Albert Einstein come andasse a scuola e quello gli aveva elencato i suoi successi ma anche i suoi fallimenti, dovuti al fatto che trovava la scuola noiosa (tutto vero). Mentre Elon Musk, con quel suo tono padronale, lo ha rimproverato perché il messaggio era scritto in italiano e non in inglese “che è la lingua del mondo”. Questa piattaforma per ora è un gioco, ma fa parte di un filone tecnologico entusiasmante dopo anni di stanca e illusioni, dal metaverso di Zuckerberg al web 3: l’intelligenza artificiale generativa, in grado cioè di generare immagini, suoni e testi originali e coerenti. E persino belli a volte: in Cina nei mesi scorsi la canzone…

Mio figlio ieri sera si è messo a litigare con Tony Stark, il protagonista di Iron Man. Era su una nuova piattaforma di intelligenza artificiale in grado di creare conversazioni immaginarie eppure realistiche con chiunque, anche morti, anche personaggi da film. Poco prima aveva chiesto ad Albert Einstein come andasse a scuola e quello gli aveva elencato i suoi successi ma anche i suoi fallimenti, dovuti al fatto che trovava la scuola noiosa (tutto vero). Mentre Elon Musk, con quel suo tono padronale, lo ha rimproverato perché il messaggio era scritto in italiano e non in inglese “che è la lingua del mondo”. Questa piattaforma per ora è un gioco, ma fa parte di un filone tecnologico entusiasmante dopo anni di stanca e illusioni, dal metaverso di Zuckerberg al web 3: l’intelligenza artificiale generativa, in grado cioè di generare immagini, suoni e testi originali e coerenti. E persino belli a volte: in Cina nei mesi scorsi la canzone di maggior successo è stato un brano cantato da una interprete morta molti anni fa ma tecnicamente, vocalmente, resuscitata da una intelligenza artificiale. Come se noi facessimo cantare nuove canzoni alla voce artificiale di Domenico Modugno. Molto cringe, direbbero i miei figli.


Il prodotto di maggior successo si chiama ChatGPT, di fatto è un oracolo digitale: chiedi e risponde, ma non come Siri ed Alexa, che si impappinano appena poni loro una domanda più complicata di “chiama tizio, manda un messaggio a caio”. No ChatGPT risponde davvero. Negli ultimi giorni è spesso inaccessibile perché ha troppi utenti. Qualcuno ha evidenziato che non è perfetto, che ha sbagliato il testo di una canzone di De André o che non ha davvero capito come si gioca a scacchi. Ma ChatGPT impara, più lo usiamo più impara. Le potenzialità di uno strumento simile sono infinite: come cambierà il nostro modo di lavorare per esempio?


Insomma, mentre siamo alla vigilia del più grande salto tecnologico da quando Steve Jobs nel gennaio 2007 presentò l’iPhone, noi non abbiamo ancora capito come comportarci con gli smartphone. E con i nostri figli. Una commissione di senatori della passata legislatura ha approvato una relazione in cui paragona gli effetti del telefonini a quelli della cocaina concludendo che i nostri giovani, per effetto della loro dipendenza, sarebbero “drogati e decerebrati”. Non alcuni, ma tutti o quasi. Una generazione di deficienti. Un allarmismo così sciatto è scientificamente approssimativo da far vanificare gli sforzi di tutti coloro che si interrogano su come usarli meglio, come usarli meno, come farne strumenti che ci migliorano la vita e con come buchi neri che ce la divorano. Con la tecnologia facciamo sempre così dalla notte dei tempi. Nei giorni scorsi a proposito di ChatGPT qualcuno ha scomodato persino Platone che in un celebre dialogo faceva sostenere al protagonista la tesi per cui la scrittura avrebbe modificato le nostre capacità cerebrali indebolendo la memoria. Ma è senza dover imparare tutto a memoria che le opere di Platone sono arrivate fino a noi.


Molti si sono affrettati a dire che ChatGPT andrebbe vietato nelle scuole perché in effetti fa i compiti in pochi secondi. Ma quando il futuro arriva non basta un divieto dettato dalla paura: il fuoco all’inizio spaventò i primi essere umani sulla Terra, poi hanno imparato a usarlo e ha cambiato loro la vita. Dovremmo piuttosto ragionare su come utilizzare questo nuovo fuoco.