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Giuseppe Sala: "Quello che serve alla Lombardia"

Milano: Pierfrancesco Majorino, candidato di Pd e M5S alle elezioni regionali in Lombardia (ansa)
L'intervento del sindaco di Milano in vista delle elezioni regionali del 12 e 13 febbraio
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Caro Direttore, il 12 e 13 febbraio si vota per l'elezione del Consiglio e del Presidente della Regione Lombardia. Che si tratti di una consultazione regionale è vero fino a un certo punto. Il territorio lombardo genera quasi un quarto del Pil italiano. L'incidenza sul commercio estero nazionale si avvicina al 30%.

E nel perenne "miracolo lombardo" va tenuto conto del peso di Milano, la cui provincia concentra quasi il 40% delle imprese lombarde. Si deve votare guardando a questo contesto, che è certamente operoso e produttivo, ma non sempre adeguato al funzionamento e alle esigenze di base dei cittadini e di questo tempo.

Vorrei indicare alcune criticità della gestione recente del modello lombardo. Per stile e convinzione, non sono un patito della critica fine a se stessa. Perciò avanzo alcune proposte in merito.

Siamo in un'epoca di forte transizione. Ecologica, produttiva, economica, sanitaria, tecnologica. Alcune direttrici di q…

Caro Direttore, il 12 e 13 febbraio si vota per l'elezione del Consiglio e del Presidente della Regione Lombardia. Che si tratti di una consultazione regionale è vero fino a un certo punto. Il territorio lombardo genera quasi un quarto del Pil italiano. L'incidenza sul commercio estero nazionale si avvicina al 30%.

E nel perenne "miracolo lombardo" va tenuto conto del peso di Milano, la cui provincia concentra quasi il 40% delle imprese lombarde. Si deve votare guardando a questo contesto, che è certamente operoso e produttivo, ma non sempre adeguato al funzionamento e alle esigenze di base dei cittadini e di questo tempo.

Vorrei indicare alcune criticità della gestione recente del modello lombardo. Per stile e convinzione, non sono un patito della critica fine a se stessa. Perciò avanzo alcune proposte in merito.

Siamo in un'epoca di forte transizione. Ecologica, produttiva, economica, sanitaria, tecnologica. Alcune direttrici di questo processo trasformativo sono evidenti ed è impossibile sottrarsi alla schiettezza nell'indicare cosa non sta andando.

Anzitutto la mobilità, cioè le infrastrutture. Qual è il progetto di sviluppo lombardo per una mobilità sostenibile? C'è bisogno innanzitutto di un grande piano ferroviario, un piano veramente capillare. Il traffico su rotaia incide per lo 0,4% sul totale emissioni, il traffico su gomma pesa per il 71%. Il passaggio da traffico su gomma a traffico su ferro è urgente e inderogabile.

Prima del Covid la Regione Lombardia ha deliberato per favorire lo sviluppo del trasporto merci su rotaia uno stanziamento di 600mila euro all'anno per tre anni. Praticamente niente. Le politiche della costruzione di cattedrali nel deserto, come BreBeMi o Pedemontana, sono ormai indifendibili. A maggior ragione considerando le condizioni in cui i pendolari arrivano a Milano: parliamo di 800mila persone.

Perché scegliere il treno anziché l'auto? Ritardi, cancellazioni, pessime condizioni delle carrozze, un grave problema di sicurezza. È stato stipulato un accordo tra Ferrovie Nord e Fs. Funziona? Se gli indicatori confermano la percezione dei cittadini, la risposta è no. E, se non funziona, è doveroso cambiarlo. Non è plausibile che l'ingresso all'area milanese non sia garantito da un sistema di metropolitana leggera. Le linee di accesso a Milano devono essere ripensate secondo gli standard della metropolitana leggera.

Seconda osservazione: la sanità. È vero che la sanità lombarda offre un'eccellenza: quella dell'alta specializzazione, come la chirurgia. Un'offerta di alto livello che precede persino l'istituzione delle Regioni. Ciò che è andato crollando, e non c'è cittadino che non denunci questo stato di derelizione, è il trattamento "normale" della malattia, la sua cronicità.

Il sistema dei medici di base convenzionati ha mostrato la corda. Il Covid ha reso evidenti le contraddizioni di un sistema che ha compiuto errori fatali, facendo saltare l'assistenza territoriale. Di Case di Comunità, luogo di primo soccorso e specializzazione dell'intervento medico, si fa un gran parlare ma ancora si capisce poco.

Terzo punto: la rigenerazione urbana. Non è plausibile che si pensi all'edificazione a scapito della sostenibilità ambientale. A fine 2021 la Consulta ha stabilito che la legge regionale della Lombardia sulla rigenerazione urbana è incostituzionale. L'incostituzionalità è non un indizio, ma la prova della gravità di un disegno sul territorio lombardo. Le norme concedevano bonus volumetrici eccessivi. Il contrario di ciò che facciamo e intendiamo continuare a fare a Milano.

Quelle che ho elencato non sono istanze ideologiche. Sono concrete difficoltà nel funzionamento della vita di tutti i giorni. Alle quali bisognerà porre rimedio. Sono proposte per la regione, ma lo sono anche per il Paese. Penso che Pierfrancesco Majorino abbia idee e energia per cambiare pelle alla struttura politica di Regione Lombardia.

Giuseppe Sala è sindaco di Milano