Perché insegnare la matematica: saper contare serve a capire
di Chiara Valerio , di Chiara Valerio"Mi scusi professore, a che cosa serve la matematica?", "Perché, mi scusi, lei a che cosa serve?". La risposta, tragica e comica, è di Paolo Zellini, matematico e saggista, (i suoi libri sono pubblicati dalla casa editrice Adelphi) e svela il pensiero racchiuso nella domanda e condiviso da molti: le matematiche o servono a qualcosa o è inutile conoscerle.
A che cosa serve studiare matematica? La domanda è sempre tardiva (la matematica si insegna dalle scuole primarie in poi) ma sempre attuale (le competenze matematico-scientifiche sono ormai talmente basse che si potrebbe a ciò addurre la diffusione delle patologie da gioco d'azzardo e, di certo, la tendenza al complottismo di qualsiasi natura). Le risposte le prendiamo dalla cronaca.
Prima però soffermiamoci su qualcosa di ancora più quotidiano del gratta-e-vinci (ma forse meno del non-ce-lo-dicono): lo Spid. I sentimenti degli italiani riguardo le matematiche…
"Mi scusi professore, a che cosa serve la matematica?", "Perché, mi scusi, lei a che cosa serve?". La risposta, tragica e comica, è di Paolo Zellini, matematico e saggista, (i suoi libri sono pubblicati dalla casa editrice Adelphi) e svela il pensiero racchiuso nella domanda e condiviso da molti: le matematiche o servono a qualcosa o è inutile conoscerle.
A che cosa serve studiare matematica? La domanda è sempre tardiva (la matematica si insegna dalle scuole primarie in poi) ma sempre attuale (le competenze matematico-scientifiche sono ormai talmente basse che si potrebbe a ciò addurre la diffusione delle patologie da gioco d'azzardo e, di certo, la tendenza al complottismo di qualsiasi natura). Le risposte le prendiamo dalla cronaca.
Prima però soffermiamoci su qualcosa di ancora più quotidiano del gratta-e-vinci (ma forse meno del non-ce-lo-dicono): lo Spid. I sentimenti degli italiani riguardo le matematiche mi pare possano essere esemplificati dallo Spid - sì, sentimenti - senso di inadeguatezza, paura, insofferenza, desiderio di uscire all'aria aperta, in taluni, irritazione cutanea.
Si potrebbero prendere a esempio anche le password e, in generale, qualsiasi codice alfanumerico, qualcosa, insomma, che ponga di fronte all'evidenza di un mondo per accedere al quale, volenti o no, abbiamo bisogno dei numeri e delle relazioni che tra essi intercorrono.
La matematica, come in effetti sanno bene tutti coloro che almeno una volta si sono trovati a ripetere una tabellina, consta e racconta sé stessa, le sue necessità e funzioni, non tanto attraverso i singoli numeri, simboli o figure geometriche, ma attraverso le relazioni che tra essi intercorrono. Relazione. Mediazione. Intersezione. Comprensione. Accettazione della non conformità dei corpi e del mondo tutto.
Dunque, a cosa serve studiare matematica? La storia di Giacomo Signorino - intervistato su Repubblica - risponde "la matematica serve a trovare lavoro". In effetti, il dottor Signorino, nato in Sicilia, 26 anni, laureato in Matematica il 14 dicembre 2022, è, dall'11 gennaio scorso, seduto dietro la cattedra dell'Istituto Marco Polo di Firenze. Il dottor Signorino è già professore.
La carenza endemica di insegnanti di matematica e fisica si è fatta pandemica, per riesumare un aggettivo assai utilizzato negli ultimi anni e, inoltre, nell'ultimo concorso per il reclutamento degli insegnanti di materie Stem - giugno 2021 - solo il 10% dei candidati ha superato la prova scritta. Se non vogliamo immalinconirci su questioni percentuali - meno indicative degli oroscopi perché di certo meno frequentate - possiamo riformulare il tragico (ma anche comico) risultato con "solo un candidato su dieci ha superato la prova scritta".
Daniele Gouthier, matematico impegnato nell'insegnamento e nella comunicazione della matematica ha lanciato (ottobre 2022) dalle pagine di MaddMaths! - il sito di divulgazione dell'Istituto di Calcolo del Cnr diretto da Roberto Natalini, pure lui matematico - la proposta di una certificazione delle competenze matematiche. Come per le lingue straniere (altro ambito dove spesso capita di sentire che certuni "non ci sono portati" e certi altri sì).
Gouthier propone di lavorare "sull'accettazione sociale" delle matematiche - per noi "coscienza dello Spid" - cioè la coscienza di vivere in un'epoca e in un mondo per i quali è necessario poter interagire e non solo subire la grana matematica del quotidiano, specialmente nella sua declinazione tecnologica (la più evidente ma non la sola). La proposta di Gouthier risponde alla domanda con "la matematica serve a vivere, giorno per giorno, in questo nostro mondo".
L'ostilità alle matematiche, per il Paese (che è ostile invero da più di un secolo) è un freno politico, economico e sociale. Per questo il governo - non solo il ministero dell'Istruzione e del Merito ma pure Economia e Cultura - deve occuparsi di ripensare testi scolastici che riformino l'insegnamento delle discipline Stem, di formare insegnanti che sappiano utilizzare i nuovi testi e di ridefinire i compensi e gli scatti professionali di modo che insegnare matematica e fisica (e tutto il resto) somigli al mestiere che più contribuisce alla democrazia e non se ne parli più solo come una passione o una missione civile.