La Carta a difesa dell'ambiente
di Enrico Giovannini , di Enrico GiovanniniCaro Direttore, per la prima volta nella storia della Repubblica italiana, nel febbraio 2022, sono stati modificati i principi della Costituzione italiana. Un cambiamento fondamentale per il presente e per il futuro, che vorrei analizzare con un approccio trans-disciplinare partendo dalla premessa - un'evidenza scientifica nota ormai anche a gran parte della popolazione - che stiamo utilizzando un modello socioeconomico insostenibile, non solo sul piano ambientale, ma anche su quelli economico, sociale e istituzionale.
Dal secondo dopoguerra abbiamo progressivamente applicato all'intero pianeta il modello di sviluppo economico occidentale basato su produzione, consumo e crescita economica, causando un salto senza precedenti nel redd…
Caro Direttore, per la prima volta nella storia della Repubblica italiana, nel febbraio 2022, sono stati modificati i principi della Costituzione italiana. Un cambiamento fondamentale per il presente e per il futuro, che vorrei analizzare con un approccio trans-disciplinare partendo dalla premessa - un'evidenza scientifica nota ormai anche a gran parte della popolazione - che stiamo utilizzando un modello socioeconomico insostenibile, non solo sul piano ambientale, ma anche su quelli economico, sociale e istituzionale.
Dal secondo dopoguerra abbiamo progressivamente applicato all'intero pianeta il modello di sviluppo economico occidentale basato su produzione, consumo e crescita economica, causando un salto senza precedenti nel reddito medio, nell'educazione, nella salute, ecc. su scala planetaria, ma anche un salto senza precedenti nella diffusione di gas climalteranti, nell'acidificazione dei mari, nella diffusione di elementi inquinanti. Tutto ciò ha innescato il degrado degli ecosistemi (di cui anche noi facciamo parte), con effetti devastanti non solo sull'ambiente, ma anche su milioni di persone in tutto il mondo, a causa di alluvioni, siccità, incendi, ecc.
Nel settembre del 2015, insieme ad alcuni colleghi stranieri, pubblicammo un articolo sul Guardian nel quale facevamo la lista delle azioni che un "nuovo" Stato - un'ipotetica Repubblica del Benessere - avrebbe dovuto compiere per mettere al centro del proprio agire l'impegno a conseguire i 17 Obiettivi dello sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs nell'acronimo inglese) dell'Agenda 2030, che stava per essere approvata dall'Onu. La prima azione riguardava proprio l'inserimento nella Costituzione del concetto di sviluppo sostenibile. Molte di queste azioni si stanno oggi realizzando e anche in Italia, grazie al lavoro dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e all'ascolto dimostrato dai diversi governi, negli ultimi sette anni sono stati fatti dei passi in avanti, ma non c'è dubbio che la novità principale sia stato l'inserimento nella Costituzione del principio della giustizia tra generazioni: una proposta che fin da quando creammo l'ASviS, nel 2016, ritenevamo fosse prioritaria.
La riforma, votata da tutti i gruppi parlamentari, ha modificato i principi costituzionali, inserendo nell'articolo 9 tra i compiti della Repubblica (non dello Stato, cioè di tutti noi) "la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali". Inoltre, nel nuovo articolo 41 si specifica che l'iniziativa economica privata non può svolgersi "in modo da recare danno alla salute e all'ambiente" e, laddove si afferma che "la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica, pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali" sono state aggiunte le parole "e ambientali".
Si tratta di una vera e propria rivoluzione per le istituzioni pubbliche, ma anche per le imprese, che dovranno d'ora in poi cambiare l'orientamento delle proprie strategie per rispettare i nuovi principi, anche per evitare che le Corti e la stessa Corte Costituzionale siano chiamate a giudicare ricorsi contro atti ritenuti lesivi di essi, come è accaduto in quei Paesi (ad esempio, Germania e Olanda) dove l'interesse delle future generazioni è da tempo tutelato. Ma per rendere reali questi nuovi principi serve soprattutto un diverso approccio alle decisioni, individuali e collettive, e alle politiche, basato su un "pensiero integrato", che rifiuti le semplificazioni concettuali adottate in passato e prenda in considerazione schemi di funzionamento dell'economia, della società, dell'ambiente e delle istituzioni in cui "tutto è connesso", come la scienza ci insegna e come Papa Francesco ha scritto nelle sue encicliche. Aumentare il capitale naturale, il capitale umano, il capitale sociale e il capitale economico, costruendo il benessere delle persone e degli ecosistemi in modo sinergico, tenendo conto dell'equità nella distribuzione delle risorse, è possibile e l'Agenda 2030 è basata proprio su questo pensiero integrato.
Piero Calamandrei, uno dei padri costituenti, nel 1955 disse che "La nostra Costituzione è in parte una realtà e in parte ancora un programma, un'ideale, una speranza, un impegno, e un lavoro da compiere". Spetta a noi rendere i principi costituzionali pratica corrente, ora e in futuro.
L'autore è direttore scientifico dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS)