Tutti i capi di Stato e di governo, che devono decidere e dichiarare ciascuno per se stesso, ma anche ciascuno per gli altri, ciò che sta per accadere: è una situazione che genera per forza, a Bruxelles, la tensione di una grande tempesta. In quella tempesta arriva Zelensky, il presidente ucraino, che ha qualcosa da chiedere a tutti, e lo sbandamento del barcone Europa si fa più forte e nervoso.
Il problema per l'Italia è che la sua presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata nel mezzo della tempesta consultando soltanto se stessa (dopo uno scontro duro e dai toni definitivi con la Francia che non è mai stato spiegato o chiarito, e certamente non risolto) mentre i suoi più fidati collaboratori erano stati tenuti impegnati, chi da un centinaio di anarchici che stavano assediando lo Stato, chi da un delicato lavoro politico verso le opposizioni affidato a Donzelli, chi dal rapporto ormai troppo pericoloso tra Serracchiani e …
Tutti i capi di Stato e di governo, che devono decidere e dichiarare ciascuno per se stesso, ma anche ciascuno per gli altri, ciò che sta per accadere: è una situazione che genera per forza, a Bruxelles, la tensione di una grande tempesta. In quella tempesta arriva Zelensky, il presidente ucraino, che ha qualcosa da chiedere a tutti, e lo sbandamento del barcone Europa si fa più forte e nervoso.
Il problema per l'Italia è che la sua presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata nel mezzo della tempesta consultando soltanto se stessa (dopo uno scontro duro e dai toni definitivi con la Francia che non è mai stato spiegato o chiarito, e certamente non risolto) mentre i suoi più fidati collaboratori erano stati tenuti impegnati, chi da un centinaio di anarchici che stavano assediando lo Stato, chi da un delicato lavoro politico verso le opposizioni affidato a Donzelli, chi dal rapporto ormai troppo pericoloso tra Serracchiani e mafia, chi dal festival di Sanremo.
Giorgia Meloni è arrivata sola, sicura e senza allacciare la cintura di sicurezza (un minimo di prudenza in certe situazioni evidentemente pericolose) e si è messa ad aspettare gli inviti agli incontri più esclusivi, in quanto personaggio chiave di un nuovo modo di far politica. Nessuno ha chiamato.
Ma non bastano piccoli incidenti come questi ad avvertire Meloni che qualcosa sta andando storto. Del dritto e rovescio è lei la maestra. E insiste. Meloni: "È stato un grave errore non invitarci". Lei intende dire: non si lavora ai destini del mondo senza Giorgia. Ci può essere un momento di pessimo umore per tutti, di frasi non riuscite. Dire così vuol dire non conoscerla.
Infatti lei aggiunge (in una immediata conferenza stampa senza ragioni o eventi da spiegare o da condividere): "Non invitarmi è stato inopportuno e sbagliato". Spiega, in altre parole, a chi non l'ha invitata, in quale madornale groviglio di trappole siano caduti, danneggiando per sempre se stessi. Infatti un mondo senza Meloni non può esistere né dare frutti. Però attenzione. Se sei Giorgia Meloni e vali quello che vali, sei anche perseguitata.
Ecco un'altra dichiarazione di pochi giorni prima. Meloni: "Segnalo, in questo polverone, a mio avviso, aspetti chiaramente strumentali, quando la sinistra muove alla sottoscritta l'accusa di essere la mandante morale dei morti in mare". Su questo punto, invece, la premier dovrebbe riconoscere ai suoi accusatori una qualità di anticipazione di eventi, anche se tutto li rendeva probabili.
Infatti, dopo queste affermazioni e questa fiera ostentazione di offesa, il suo ministro degli Interni ha per due volte condannato navi dei Medici senza frontiere, cariche di centinaia di persone appena scampate alla morte in mare fra cui molti bambini, a percorrere un migliaio di miglia marine in più per raggiungere un lontanissimo "porto sicuro". Un calcolato atto di crudeltà, una lezione da imparare subito per i bambini salvati.
Ma le iniziative che annunciano il mondo nuovo di questa destra si affollano nel programma di un possibile lavoro per una nuova civiltà europea. "Costruire muri per fermare i migranti", con i soldi dell'Unione Europea. E l'Italia non si è opposta. Palazzo Chigi ha dato esplicitamente il via libera. È un do ut des per avere in cambio il riconoscimento che le vie marittime dell'emigrazione sono la porta principale da cui far passare una svolta anche militare nel controllo dei flussi migratori.
Resta il fatto che il presidente de Consiglio italiano ha dato il suo ok all'idea di costruire un muro nel cuore dell'Europa con l'idea di conquistare spazio nel Mediterraneo... dalla rivalutazione della missione Sophia, con navi militari europee, fino al "blocco navale" di cui spesso ha parlato l'attuale premier. È un progetto (e uno specifico e ben calcolato atto di crudeltà) che resterà nella storia italiana anche molto dopo il governo di Giorgia Meloni, donna, madre, cristiana, italiana.