Sono stato appena nominato presidente del Comitato tecnico scientifico per la candidatura dell’Italia ad ospitare l’Einstein Telescope (ET), il futuro grande osservatorio europeo delle onde gravitazionali che spero sia realizzato in Sardegna, a Lula in Barbagia. Siamo stati nominati dal ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, per promuovere a livello scientifico la candidatura italiana per questa importante infrastruttura di ricerca. Il comitato da me presieduto includerà l’ambasciatore Ettore Sequi, segretario generale del ministero degli Affari Esteri, i fisici Marica Branchesi e Fernando Ferroni, del Gran Sasso Science Institute, e Antonio Zoccoli, presidente dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare.
Io ho accettato molto volentieri questa nomina. L’Einstein Telescope, proposta fatta da una decina di paesi e parte del piano Europeo di infrastrutture, è scientificamente uno strumento eccezionale. La sc…
Sono stato appena nominato presidente del Comitato tecnico scientifico per la candidatura dell’Italia ad ospitare l’Einstein Telescope (ET), il futuro grande osservatorio europeo delle onde gravitazionali che spero sia realizzato in Sardegna, a Lula in Barbagia. Siamo stati nominati dal ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, per promuovere a livello scientifico la candidatura italiana per questa importante infrastruttura di ricerca. Il comitato da me presieduto includerà l’ambasciatore Ettore Sequi, segretario generale del ministero degli Affari Esteri, i fisici Marica Branchesi e Fernando Ferroni, del Gran Sasso Science Institute, e Antonio Zoccoli, presidente dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare.
Io ho accettato molto volentieri questa nomina. L’Einstein Telescope, proposta fatta da una decina di paesi e parte del piano Europeo di infrastrutture, è scientificamente uno strumento eccezionale. La scoperta sperimentale delle onde gravitazionali è stata fatta nel 2015 dalla collaborazione dei rivelatori Ligo statunitensi e di Virgo, un rivelatore franco italiano costruito vicino Pisa; due anni dopo arrivò il premio Nobel per questa scoperta a Barry Barish, Rainer Weiss e Kip Thorne. L’Einstein Telescope è la continuazione naturale di Virgo e la sua struttura principale è un lunghissimo tubo a vuoto (trenta chilometri di lunghezza) che non è circolare come per gli acceleratori di particelle, ma forma i tre lati di un perfetto triangolo equilatero.
La scoperta delle onde gravitazionali ha aperto la possibilità di rivelare eventi inaccessibili all’astronomia convenzionale come la collisione di due buchi neri o di due stelle di neutroni. Questi eventi a volte si manifestano come supernove, ma con i normali telescopi si può osservare solo quello che succede ore o giorni dopo la collisione ma non la collisione stessa. Le prime osservazioni hanno prodotto risultati inattesi e suscitato tanti nuovi interrogativi. Il rivelatore di onde gravitazionali proposto è di fatto un telescopio di nuovo tipo che ci aiuterebbe a capire, tra le altre cose, la struttura dell’universo su grande scala. La comunità scientifica internazionale è assolutamente convinta della necessità di questo nuovo grande rivelatore.
Ma perché in Italia e perché in Sardegna? L’Italia ha una lunghissima esperienza nella rivelazione di onde gravitazionali. Già cinquant’anni fa, sotto la guida illuminata del nostro grande fisico Edoardo Amaldi, furono costruiti i primi rivelatori di onde gravitazionali: erano basati con la tecnologia dell’epoca e non avevano la sensibilità sufficiente per osservare queste onde, ma furono una palestra scientifica dove si formarono tantissimi ricercatori.
Onde gravitazionali, così si sono scontrate le due stelle di neutroni
Almeno due generazioni di scienziati italiani hanno dedicato la loro attività a migliorare sempre di più le tecniche sperimentali. Un grande passo avanti fu fatto da Adalberto Giazotto, scomparso sei anni fa, che negli anni Ottanta a Pisa ideò e costruì i superattenuatori, essenzialmente dei superammortizzatori, che servono ad impedire alle vibrazioni ambientali di scuotere la strumentazione che deve rivelare solo le vibrazioni delle onde gravitazionali. Questi superattenuatori sono alla base di tutti i successivi rivelatori di onde gravitazionali. L’Italia è certamente il paese europeo scientificamente più preparato a gestire un osservatorio di onde gravitazionali come ha dimostrato il grande successo del rivelatore Virgo.
La Barbagia sarebbe un sito eccezionale: per poter rilevare le vibrazioni indotte dal passaggio delle onde gravitazionali è fondamentale avere poche vibrazioni ambientali di origine umana e la scarsa densità di popolazione della Barbagia assicura un basso livello di rumore di origine antropica. Sono convinto che riusciremo a convincere gli altri paesi a costruire l’Einstein Telescope in Sardegna. Sarebbe un grande successo per l’Italia e la Sardegna, che avrebbero non solo grandi ricadute scientifico-culturali, ma anche economiche.
L'autore è premio Nobel per la Fisica nel 2021