Raramente un primo ministro ha avuto una galleria fotografica così ricca come Giorgia Meloni. E raramente i fotografi sono stati così attenti a selezionare, stampare e diffondere immagini che sono spesso gradevoli, dalla tristezza all'irritazione, dalla dolcezza al piglio di comando.
Già in queste parole ho detto perché la leader dei Fratelli d'Italia tiene i fotografi molto occupati. È gradevole, a momenti bella, spesso sembra più giovane della sua giovane età, e dotata di una espressività che va dalle lacrime (in buone inquadrature in cui le lacrime si affacciano appena) all'indurimento della bella faccia quando decide qualcosa in modo aspro e irreversibile.
Raramente un primo ministro ha avuto una galleria fotografica così ricca come Giorgia Meloni. E raramente i fotografi sono stati così attenti a selezionare, stampare e diffondere immagini che sono spesso gradevoli, dalla tristezza all'irritazione, dalla dolcezza al piglio di comando.
Già in queste parole ho detto perché la leader dei Fratelli d'Italia tiene i fotografi molto occupati. È gradevole, a momenti bella, spesso sembra più giovane della sua giovane età, e dotata di una espressività che va dalle lacrime (in buone inquadrature in cui le lacrime si affacciano appena) all'indurimento della bella faccia quando decide qualcosa in modo aspro e irreversibile.
Come si vede, appena guardi la ricca galleria delle immagini di Giorgia Meloni, primo presidente donna del Paese Italia, ti accorgi che ci sono due Giorgia Meloni. Una quando parla della figlia ("non rinuncerò mai a mia figlia") o visita con un velo di lacrime i caduti della guerra in Ucraina. O quando ascolta e guarda Zelensky che le racconta il dramma del suo Paese, e persino quando il leader ucraino le dice un po' brutalmente cose sgradevoli sul suo amico Berlusconi. Importante e da considerare con attenzione la conferenza stampa di martedì 21 febbraio con Zelensky, lei affabile e quasi confidenziale. In situazione del genere il volto della Meloni è formato famiglia, caldo, chiaro e con una sfumatura attentamente controllata di decisionismo, nella voce cordiale. Un altro volto è quello della Meloni quando ha detto "ok" all'idea di costruire un muro nel cuore dell'Europa. Nel dossier italiano c'è anche la possibilità di misure operative in mare, fino al famigerato blocco navale di cui spesso ha parlato la premier (come raccontato su Repubblica da Alessandra Ziniti il 12 febbraio). Come si vede, la stessa Giorgia Meloni dagli occhi umidi - la giovane donna che mostra immagini efficaci e toccanti di tenerezza per adulti e bambini, quando entrano nella sua area di accettazione - ha i suoi nemici, destinati a restare nemici, e il suo volto diventa implacabile, la sua voce diversa, e senti subito che non ci sono eccezioni.
"Pugno duro sui migranti" titolano i giornali d'Europa dopo il decreto Meloni-Piantedosi. "L'Italia sta violando il dovere di fornire assistenza ad ogni naufrago con il nuovo decreto- legge del 2 gennaio 2023 che limitala ricerca e il salvataggio da parte delle organizzazioni non governative". "Questo nuovo decreto contraddice il diritto marittimo, il diritto internazionale, i diritti umani e il dritto europeo, e porterà ad avere più morti nel Mediterraneo". Lo dicono le Nazioni Unite, le Organizzazioni internazionali, ogni altra voce umanitaria e religiosa.
Ora, dopo l'avventuroso e non felice viaggio in Ucraina, le due diverse immagini, anche fisiche, di Giorgia Meloni sono fissate per sempre: la Madonna di Kiev e la guardiana del mare. La Madonna di Kiev grida "che senso ha?" di fronte ai luoghi ucraini di sepoltura dove sono depositati i pelouche dei bambini morti notte per notte dopo ogni esplosione insensata dei missili russi. Il suo è un grido sincero, il grido di ogni essere umano, con la disperazione vera di una madre. Il suo volto è segnato da vero dolore. La guardiana del mare, invece, è un'altra Giorgia Meloni. Non prova e non mostra tenerezza. Qui la madre non compare. Impartisce ordini. E sono ordini inimmaginabili per la Madonna di Kiev.
Qui i bambini dei migranti scivolano nel mare, se la nave umanitaria che dovrebbe salvarli è stata mandata 1500 miglia lontano a cercare un porto sicuro, col divieto, se ha già salvato esseri umani, di salvare un secondo gruppo di esseri umani anche se stanno morendo. È vietato dalla legge Meloni. Famiglie di scampati (il lavoro dei volontari) alle acque gelide del Mediterraneo restano in mare, senza cure e senza medici, per giorni e giorni, prima che sia permesso uno sbarco. Nella galleria fotografica di Giorgia Meloni, il volto della guardiana del mare con la sue regole "vita e morte" a discrezione del governo fa differenza e si vede. Ma non si tratta di umore o di bipolarismo politico. Della forza e della volontà ideologica di Giorgia Meloni sappiamo ancora molto poco. Sappiamo della sua preferenza per i Donzelli, e i Delmastro, per i suoi giovani camerati picchiatori di ragazzini. Il resto è una sorpresa che deve ancora venire.