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Emmanuel Macron tra Marocco e Algeria: crisi nel Maghreb

Il presidente francese Emmanuel Macron (reuters)
Il presidente francese punta a superare le tensioni fra Parigi e Algeri. Ma mette in secondo piano gli altri Paesi. Con il risultato di litigare con tutti
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La crisi fra la Francia e il Marocco è seria e nessuno sa come risolverla. Perdura, fra malintesi, goffaggini e parole infelici, e nuoce alle tradizionali relazioni di amicizia fra i due Paesi. A un certo punto si è scorta una distensione, la visita di Emmanuel Macron era programmata per gennaio o febbraio. Le commissioni si sono messe al lavoro per prepararla ma all'improvviso si è fermato tutto. Che cosa è successo?

La risoluzione adottata il 19 gennaio dal Parlamento europeo a Strasburgo è passata con 356 voti a favore, 32 contrari e 42 astensioni. Si tratta di un testo che chiede alle autorità marocchine di "rispettare la libertà di espressione e di stampa" nel Paese. E di "garantire ai giornalisti in carcere un processo equo".

Le autorità marocchine sono convinte che la risoluzione non sarebbe passata senza la mobilitazione di Renew Europe, la corrente centrista nel Parlamento Ue. E il presidente de…

La crisi fra la Francia e il Marocco è seria e nessuno sa come risolverla. Perdura, fra malintesi, goffaggini e parole infelici, e nuoce alle tradizionali relazioni di amicizia fra i due Paesi. A un certo punto si è scorta una distensione, la visita di Emmanuel Macron era programmata per gennaio o febbraio. Le commissioni si sono messe al lavoro per prepararla ma all'improvviso si è fermato tutto. Che cosa è successo?

La risoluzione adottata il 19 gennaio dal Parlamento europeo a Strasburgo è passata con 356 voti a favore, 32 contrari e 42 astensioni. Si tratta di un testo che chiede alle autorità marocchine di "rispettare la libertà di espressione e di stampa" nel Paese. E di "garantire ai giornalisti in carcere un processo equo".

Le autorità marocchine sono convinte che la risoluzione non sarebbe passata senza la mobilitazione di Renew Europe, la corrente centrista nel Parlamento Ue. E il presidente della corrente altri non è che Stéphane Séjourné, fedelissimo di Macron.

Si tratterebbe di una vendetta di Macron, convinto, malgrado le smentite, di essere stato intercettato con il sistema Pegasus. La questione delle intercettazioni è complessa. C'è chi dice che sia stato intercettato anche il re Mohammed VI. Il Marocco ha sporto denuncia, c'è un'inchiesta in corso.

Ma l'origine del problema è altrove. Fin dal suo arrivo all'Eliseo, Macron avrebbe deciso di superare le tensioni fra Francia e Algeria. Un'iniziativa lodevole, che il Marocco non può che approvare. Mettendo mano a questo dossier, Macron ha di fatto messo in secondo piano gli altri Paesi del Maghreb.

In campagna elettorale, quando si è recato ad Algeri, ha dichiarato che "la colonizzazione è un crimine contro l'umanità". Affermazione che ha preso in contropiede la classe politica francese.

Il 24 luglio 2020 Macron ha chiesto allo storico Benjamin Stora di preparare un rapporto "sulla memoria della colonizzazione e della guerra d'Algeria". Una commissione di storici ha lavorato mesi, il rapporto è stato consegnato al presidente il 20 gennaio 2021. Lo Stato algerino ha reagito con veemenza. Macron si è reso conto che ciò che riguarda l'Algeria è complesso.

Quando, il 20 settembre 2021, ha ricevuto i figli degli harki (coloro i cui genitori, durante la guerra d'Algeria, si sono uniti all'esercito francese) ha domandato loro "perdono" a nome della Francia. Qualche giorno più tardi ha detto che "il sistema politico-militare algerino si è costruito su una rendita della memoria".

Lo Stato algerino ha reagito violentemente. Richiamo dell'ambasciatore. Crisi aperta fra i due Paesi. I media algerini si sono scagliati contro Macron. Lui ha proseguito con il progetto di risanare le relazioni. È stato programmato un viaggio di Stato.

Al ritorno, interpellato sul Marocco, ha risposto: "Andrò in Marocco alla fine di ottobre". Un'improvvisazione. Come ha potuto sostenere che sarebbe andato in Marocco se non aveva ricevuto alcun invito? Dimostra la poca considerazione che ha del Paese. Il protocollo è stato stravolto e sbeffeggiato. Poi è arrivata la decisione di limitare il rilascio di visti per i magrebini. Ne è seguita una serie di umiliazioni.

La premier, con 15 ministri, si è recata in visita ufficiale in Algeria. Il 23 gennaio Macron ha ricevuto Saïd Chengriha, il capo di Stato maggiore algerino, pochi giorni dopo la risoluzione dei deputati europei contro il Marocco.

Macron è ancora convinto di riuscire a realizzare ciò che nessun presidente francese ha mai ottenuto: una relazione sana con la giunta algerina. Per farlo bisogna sacrificare le tradizionali buone relazioni fra Francia e Marocco. Inoltre, non ci si può permettere di rinunciare all'8% del fabbisogno di gas francese che proviene dall'Algeria. Il Paese ha una riserva di 2.400 miliardi di metri cubi di gas.

La crisi fra Marocco e Francia si è aggravata. La visita di Macron in Marocco è stata annullata. L'opinione pubblica marocchina non ha fatto mistero della delusione e in certi casi ha ammesso di detestare la Francia. Si teme che la situazione possa diventare irreversibile.

Dopo che, nell'agosto 2022, il re ha dichiarato che "la questione del Sahara è il prisma attraverso cui il Marocco guarda il mondo", Macron si è reso conto di non poter modificare la posizione del suo Paese riguardo al conflitto. Non seguirà la linea di spagnoli, tedeschi o austriaci, che hanno offerto sostegno al progetto di autonomia del Sahara proposto dal Marocco.

Per niente al mondo Macron intende irritare l'Algeria. Ha bisogno del suo gas e sa che gli immigrati dall'Algeria in Francia sono i più numerosi. Ma l'Algeria non demorde. Vuole dichiarare guerra al Marocco.

Il Paese, che non ha né petrolio né gas, in pochi anni è diventato emergente e sulla questione del Sahara ha fatto progressi, fra cui la sottoscrizione degli "Accordi d'Abramo", a cui l'Algeria ha reagito affermando di avere "il nemico sionista alle frontiere", dal momento che gli accordi prevedono l'obbligo, per il Marocco, di riallacciare i rapporti con lo Stato di Israele.

Nemmeno la Francia ha ammesso la vittoria diplomatica marocchina, dalla quale si è trovata esclusa. Di qui l'esasperazione di Macron e l'aggravarsi della crisi. Come ha commentato un ex ambasciatore: "Macron è riuscito a farci litigare con tutti i Paesi del Maghreb".

Traduzione di Alessandra Neve