L’incredibile è avvenuto. Giovane, impunita, coraggiosa e chiara, una che non si spaventa e non si ritira, Elly Schlein è stata eletta segretaria del Pd, grande partito stanco che ha risposto con un guizzo di forza al guizzo della Schlein che chiedeva il voto. E oggi la nuova, inattesa segretaria si insedia. In certe circostanze — per esempio se la vittoria cambia radicalmente le carte in tavola — il vincitore è un personaggio mascherato, e il momento di togliere la maschera è sempre rischioso.
Pensate a Giorgia Meloni, donna, madre, cristiana, italiana, che, da primo ministro di questa Repubblica, e titolare esclusiva di una sua politica, non ha voluto neppure vedere le piccole bare bianche dei bambini morti a causa di una sequenza di errori del suo governo.
Che cosa ci sarà sotto la maschera giovane, sfrontata e pronta a tutto di questa nuova e inaspettata segretaria del Pd ? Ci sono alcune buone cose per lei. Primo:…
L’incredibile è avvenuto. Giovane, impunita, coraggiosa e chiara, una che non si spaventa e non si ritira, Elly Schlein è stata eletta segretaria del Pd, grande partito stanco che ha risposto con un guizzo di forza al guizzo della Schlein che chiedeva il voto. E oggi la nuova, inattesa segretaria si insedia. In certe circostanze — per esempio se la vittoria cambia radicalmente le carte in tavola — il vincitore è un personaggio mascherato, e il momento di togliere la maschera è sempre rischioso.
Pensate a Giorgia Meloni, donna, madre, cristiana, italiana, che, da primo ministro di questa Repubblica, e titolare esclusiva di una sua politica, non ha voluto neppure vedere le piccole bare bianche dei bambini morti a causa di una sequenza di errori del suo governo.
Che cosa ci sarà sotto la maschera giovane, sfrontata e pronta a tutto di questa nuova e inaspettata segretaria del Pd ? Ci sono alcune buone cose per lei. Primo: non ha mai mentito, negato e contraddetto, non la sua vita, non il suo passato, non le sue scelte personali e private. Secondo: non ha mai smentito o attenuato la sua ferma persuasione antifascista, pur iscrivendosi a un partito in cui tanti si affannavano a dichiarare “sì, ma basta parlare di fascismo”. Terzo: il suo antifascismo non è un continuo ritorno al passato ma una attentissima vigilanza sul futuro. Quarto: i diritti umani e civili sono il fondamento della politica, della morale, ma anche del nostro agire personale e non entrano mai in sospensione. Questo vuol dire che c’è sempre una risposta a domande accorate e apparentemente sincere, come quella della Meloni, quando si riferisce alla strage di Cutro e dice: “Ma vi pare che la nostra intenzione fosse davvero quella di lasciarli morire?”. Probabilmente Schlein avrebbe risposto: “No, ma sono morti. E il nostro dovere è che non accada.”
Elly Schlein poi non è intervenuta in aula su Cutro. Il silenzio della Schlein è stato un modo di impedirsi l’attacco o il sarcasmo sullo squallido errore di fare un consiglio dei Ministri con nuove strette per impedire il passaggio umano e sicuro del mare, a pochi metri dai piccoli cadaveri dei bambini travolti dalle regole già crudeli e già impossibili di quella traversata? Ma Elly Schlein ha taciuto anche di fronte alla foto di tre persone ridenti (una è Giorgia Meloni) scattata a una festa di compleanno nel giorno e nell’ora che avrebbe potuto essere dedicato a una finzione di preghiera o almeno a un minuto di silenzio. Eppure tutto ciò non è una sorta di rivincita sull’incredibile evento di Cutro e la carovana di auto blu che va e non va al cimitero dei bambini. La vita dei fratelli e sorelle d’Italia ha un solo punto di festa, la vittoria elettorale. Il resto, con la strage provocata, e poi negata, di Cutro è troppo profondamente triste per dare vita a qualsiasi tipo di compiacimento.
Ma la tristezza cade anche sul primo giorno di vittoria di Elly Schlein. Il suo compito di giovane donna decisa a tutto diventa di un peso e di una gravità enorme: restituire dignità e rispetto a tutto ciò che è italiano, e che a Cutro (prima, durante e dopo la strage) è diventata vergogna. Elly lo può fare e lo sa fare. Ma quello che dovrà accadere è una grande prova del vecchio, affannato partito che dovrà, insieme e con la guida della Schlein, ritrovare tutto il suo orgoglio, la sua forza, la sua unità per salvarsi e rilanciarsi. Servono persino Calenda e Renzi, Conte e tutta la sinistra più estrema. Niente può essere più estremo dei piccoli morti di Cutro che chiedono giustizia.