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Ridare fiducia ai mercati

La Bce alza i tassi ma resta ambigua su possibili aumenti futuri. Pesano le crisi di Credit Suisse e Silicon Valley Bank
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L’instabilità dei mercati in questi giorni non è una crisi sistemica della finanza globale, ossia un evento che nasce da una debolezza complessiva e strutturale del sistema. Ma rischia di diventarla se le banche centrali e i governi non intervengono con adeguate ciambelle di salvataggio. Per questa ragione la Bce ha alzato i tassi di interesse come previsto, ma è stata più ambigua del passato sui possibili rialzi futuri ed esplicita sulla sua disponibilità ad intervenire per fornire liquidità per stabilizzare i mercati.


Sia la caduta di Silicon Valley Bank (Svb) che del Credit Suisse (Cs) sono eventi idiosincratici, ossia che riguardano una singola banca o un limitato gruppo di banche con caratteristiche simili. Svb ha fatto un errore clamoroso di sottostima dei rischi dell’avere depositi a breve termine (i depositanti possono ritirare il loro denaro in qualunque momento) e investire in obbligazioni a lungo termine in una fase di…

L’instabilità dei mercati in questi giorni non è una crisi sistemica della finanza globale, ossia un evento che nasce da una debolezza complessiva e strutturale del sistema. Ma rischia di diventarla se le banche centrali e i governi non intervengono con adeguate ciambelle di salvataggio. Per questa ragione la Bce ha alzato i tassi di interesse come previsto, ma è stata più ambigua del passato sui possibili rialzi futuri ed esplicita sulla sua disponibilità ad intervenire per fornire liquidità per stabilizzare i mercati.


Sia la caduta di Silicon Valley Bank (Svb) che del Credit Suisse (Cs) sono eventi idiosincratici, ossia che riguardano una singola banca o un limitato gruppo di banche con caratteristiche simili. Svb ha fatto un errore clamoroso di sottostima dei rischi dell’avere depositi a breve termine (i depositanti possono ritirare il loro denaro in qualunque momento) e investire in obbligazioni a lungo termine in una fase di rialzo dei tassi di interesse (il valore delle obbligazioni scende quando i tassi salgono). Ma è un problema di liquidità, dovuto alla necessità di cedere a basso prezzo le obbligazioni, per altro in gran parte super sicure, per rimborsare i depositanti.
Cs ha invece un problema di reputazione, dovuto a una sequenza di passi falsi e pessimi investimenti. Essendo il suo business soprattutto la gestione dei risparmi di clienti piuttosto affluenti, questi passi falsi ne hanno fatti scappare un bel po’. Il problema è molto serio date le dimensioni dell’istituto, ma di nuovo non di origine sistemica.


In nessuno dei due casi si tratta di investimenti in attività in bancarotta e non più esigibili. La crisi finanziaria del 2009 era dovuta invece all’esposizione del sistema finanziario americano nel suo complesso a mutui immobiliari che nessuno poteva ripagare.
Certo, si può argomentare che il rialzo dei tassi è un problema per le istituzioni finanziarie molto indebitate. In verità, le banche fanno molti profitti lucrando la differenza tra interessi passivi e attivi. Inoltre, le riserve di capitale e liquidità accantonate dalle banche e le regole sulla gestione dei rischi rendono improbabile il verificarsi di un evento alla Svb in Europa. Possono anche esserci banche che hanno gestito male l’equilibrio temporale dei loro investimenti, o altre che hanno concesso finanziamenti diventati inesigibili, ma questo riguarderebbe ancora casi specifici, appunto idiosincratici, non un problema del sistema finanziario nel suo complesso.

Detto questo, come dimostra la drammatica volatilità dei mercati in questi giorni, anche una crisi isolata e piccola può diventare assai pericolosa e sistemica per l’alto livello di emotività che guida gli investitori o i depositanti. Inoltre, il rialzo dei tassi dopo anni di finanziamenti facili può essere un guaio per società o operatori finanziari che si sono fortemente indebitati a interessi molto bassi. Per questo è fondamentale il ruolo delle banche centrali. La loro azione era già complicata dovendo agire per ridurre l’inflazione senza frenare troppo il ciclo economico. Ora è anche necessario ridare fiducia sulla stabilità dei mercati finanziari. Il salvagente di liquidità lanciato dalla Fed e dal tesoro americano a Svb e dintorni e dalla Banca Centrale Svizzera a Cs va precisamente nella direzione di evitare panico e di garantire agli istituti di credito liquidità sufficiente a tranquillizzare i depositanti inquieti. E le dichiarazioni della Bce indicano che verrebbe seguita la stessa strada in caso di una crisi nell’area Euro. Inoltre, l’affermazione della Lagarde che il rialzo futuro dei tassi dipenderà da cosa diranno i dati, affermazione che lascia ampi margini di manovra e certo più ambigua del passato, indica chiaramente che la crescita ulteriore del costo del denaro sarà comunque limitata e resa meno certa dai rischi di instabilità finanziaria.


La lezione finale è che comunque, per quanto circoscritte possano essere le crisi delle banche, i mercati sono troppo instabili ed emotivi per non agitarsi e comunque vanno sempre a testare la disponibilità delle istituzioni pubbliche ad intervenire. Le quali sono condannate a farlo.