Se non riconosci che questa signora presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni ha fatto, in soli quattro mesi, molto di più di tutti i governi precedenti alla scadenza del loro pieno mandato, lei reagisce con irritazione e ripete da capo la lista di ciò che è riuscita a fare, senza sprecare un minuto, ogni giorno del suo governo. Così siamo costretti a rivedere con lei il suo già fatto, che celebra come un continuo successo e molti altri vedono come una insanabile ossessione.
I migranti. Se immaginiamo i giorni di governo del Presidente Meloni come i giorni della creazione di Dio, troviamo il primo giorno colmo di nuove regole e leggi sul come fare le Ong che salvano le persone. D’ora in poi il “porto sicuro” dove la nave stremata e carica di persone (adulti e bambini) appena strappati alla morte, è autorizzata a sbarcare, è almeno 1500 miglia marine lontana dal punto in cui è avvenuto il soccorso.…
Se non riconosci che questa signora presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni ha fatto, in soli quattro mesi, molto di più di tutti i governi precedenti alla scadenza del loro pieno mandato, lei reagisce con irritazione e ripete da capo la lista di ciò che è riuscita a fare, senza sprecare un minuto, ogni giorno del suo governo. Così siamo costretti a rivedere con lei il suo già fatto, che celebra come un continuo successo e molti altri vedono come una insanabile ossessione.
I migranti. Se immaginiamo i giorni di governo del Presidente Meloni come i giorni della creazione di Dio, troviamo il primo giorno colmo di nuove regole e leggi sul come fare le Ong che salvano le persone. D’ora in poi il “porto sicuro” dove la nave stremata e carica di persone (adulti e bambini) appena strappati alla morte, è autorizzata a sbarcare, è almeno 1500 miglia marine lontana dal punto in cui è avvenuto il soccorso.
Il secondo giorno i cittadini devono imparare che non ti devi occupare di tuo fratello, che stava per morire in mare ed è stato salvato da barche private per ragioni d’affari (non c’era traccia di disponibilità di Guardiacoste o di Marina militare) per invadere a nome di potenti organizzazioni internazionali, ora guidate da Soros, ora da devoti cristiani americani che cercano di impedire (non gratuitamente) la contaminazione della razza.
Nel terzo giorno il creatore Meloni si occupa dei bambini. I loro genitori devono imparare che non si portano i figli allo sbaraglio nel mare in tempesta e che, qualsiasi cose sgradevoli accadano a casa, il dovere del migrante è di non partire. Altrimenti crea problemi insolubili sia a chi — per ragione di rispetto alle frontiere — non li vuole salvare, sia a chi li salverebbe volentieri se non fossero troppi e non sapesse a chi darli.
Il quarto giorno della creazione di Meloni è il giorno delle punizioni. Come nel libro delle punizioni di Dio, il libro delle punizioni dI Meloni non porta prove, porta accuse che non si cancellano. Per esempio gli scafisti, che pure vengono imbottiti di cifre enormi per ogni imbarco, salpano come tutti sulla barca in pericolo e, come tutti, se accade, muoiono in mare. Con loro muore un mistero. Chi sono, muoiono per chi? Il loro è un sacrificio o un dovere? Dietro di loro, nel grande buio delle notti dove nessun salvataggio è possibile, benché nessuno ti dica la ragione, ci sono i “trafficanti” che sono per forza una organizzazione segreta e robusta molto finanziata, di cui sappiamo tutto (ma loro ti suggeriscono che i persecutori e finti sostenitori dei migranti sono organizzazioni attive nel mondo, come Medici senza frontiere e gruppi internazionali di volontariato senza costo per i cittadini). Ma ora, visto che finora hanno approfittato di molta libertà, dovranno fare i conti con nuove regole imposte da una leader che, con il famoso urlo di Vox, si è presentata come donna, madre, cristiana, italiana. Ha una voce molto forte ma anche la sua volontà di imporre ciò che ordina appare molto forte.
Una cosa che Meloni vuole con fermezza assoluta sono i bambini i prigione. È accaduto così: gruppi di giovani della destra si sono sparsi sulla metropolitana di Milano per fotografare e poi arrestare giovani ragazze incinte di etnia rom, che avevano ancora in mano la refurtiva. Per fargliela mollare, mostravano i film educativi sponsorizzati dal nuovo governo, bastavano un po’ di botte. Poi subentravano i carabinieri che provvedevano a “tradurre in carcere le bambine” con il loro carico di figli che stanno per nascere e nasceranno in carcere, figli di ladre. E allora? Il respiro della destra rapace si espande sull’Italia e la rende peggiore giorno anche perché non trascura la continua propaganda.
Senza esitazione, Giorgia Meloni e il suo cerchio interno hanno adottato la più classica persuasione fascista: ogni attacco al regime è un attacco all’Italia e dunque un tradimento. La formula è stata recitata in prima persona da Meloni in modo che non possa creare malintesi. Dice: chi attacca le nostre idee, colpisce l’Italia, è contro lo Stato.
Il piano Mattei. Giorgia Meloni deve avere probabilmente visto il bellissimo film di Francesco Rosi, Il caso Mattei, e conosciuto la splendida figura di grande italiano interpretato con l’energia e la forza di Gianmaria Volontè. Mattei, allora presidente dell’Eni, aveva avuto l’idea di associare l’Italia ai Pesi Petroliferi in Africa e Medio Oriente attraverso una condivisione dei profitti deliberatamente sbilanciata a favore dei nuovi partner liberati dalla sudditanza. Il piano della Meloni è come l’idea di entrare a far parte del progetto Manhattan sull’energia nucleare senza essere Einstein. Meloni pensa molto di sé, ma forse persino per lei è azzardato sentirsi Mattei e essere vista come Mattei da coloro che dovrebbero essere i nuovi partner e che finora si sono visti respinti come una disgrazia.