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Tutti i dubbi di Francesco

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Il Papa è stato stato sfuggente su eventuali sue dimissioni. Ma il ricovero al Gemelli può cambiare lo scenario
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Il ricovero di Francesco al policlinico Gemelli suscita due ordini di preoccupazioni.
Per un verso, infatti, s'è aperto ieri sera uno squarcio sull'entourage del Papa: lì non è stato un medico, ma un infermiere a suggerire il ricovero al Gemelli; e lì s'è concepita l'idea di coprire con la bugia di un "ricovero programmato" una polmonite che risponde alle cure. Nulla di paragonabile alle miserie dell'archiatra pontificio di Pio XII che si vendette le foto del papa morente o alle funamboliche descrizioni di Navarro-Valls (che nel 2005 raccontava d'un papa malatissimo che s'era mangiato "uno yogurt e sette biscotti"): ma il segno di un'ingenuità assai poco rassicurante.

Il ricovero di Francesco al policlinico Gemelli suscita due ordini di preoccupazioni.
Per un verso, infatti, s'è aperto ieri sera uno squarcio sull'entourage del Papa: lì non è stato un medico, ma un infermiere a suggerire il ricovero al Gemelli; e lì s'è concepita l'idea di coprire con la bugia di un "ricovero programmato" una polmonite che risponde alle cure. Nulla di paragonabile alle miserie dell'archiatra pontificio di Pio XII che si vendette le foto del papa morente o alle funamboliche descrizioni di Navarro-Valls (che nel 2005 raccontava d'un papa malatissimo che s'era mangiato "uno yogurt e sette biscotti"): ma il segno di un'ingenuità assai poco rassicurante.


Per altro verso preoccupa invece il fantasma del 2005: l'unico anno in cui Giovanni Paolo II non poté presiedere il triduo pasquale (sarebbe morto il sabato in albis). È questo che sta spingendo i curanti a cercare di guarire Francesco in fretta, così che celebrare o almeno dire l'Angelus: ma l'assenza di Francesco dalla Settimana santa farebbe crescere i discorsi sulle dimissioni del Papa, rispetto ai quali la crisi cardio-respiratoria di ieri ha segnato un cambio di passo.


Papa Bergoglio aveva giocato a più riprese con le sue dimissioni nelle innumerevoli interviste, a giornali, periodici, radio e tv, di questi anni: in quelle conversazioni che hanno creato un nuova tipologia di magistero - il "magistero liquido" - Francesco ha spesso sondato, aggiustato, corretto, enunciato, eluso temi e problemi. Ha parlato della durata del pontificato ("breve", lo profetizzò a Spadaro ben dieci anni fa) e sulle ragioni delle sue possibili dimissioni("si governa con la testa e non la rotula", ha detto di recente): e ha giocato al gatto col topo coi giornalisti.
Ad alcuni di loro ha confidato di aver dato al Segretario di Stato Bertone una lettera di dimissioni per il caso che fosse sopraggiunto un impedimento medico: atto che non ha alcun valore, perché il collegio cardinalizio ha da sé il dovere di provvedere a dare un vescovo a Roma quando la prima sede diventa vacante (per morte, o per rinuncia o per inabilità a comunicare almeno "per lettera" coi fedeli). Ad altri ha spiegato di essere in salute, pur sapendo di poter morire l'indomani: cosa è davvero lapalissiana. Ad altri ha ripetuto che se si sentisse incapace di decidere (o se qualcuno glielo "gridasse"), si dimetterebbe; ma ad altri ancora ha confidato il timore che la sua eventuale rinuncia crei una prassi e condizioni il successore: promesse e timori senza ragion d'essere perché la rinuncia del Papa deve solo essere libera e non può essere né accolta, né cercata, né respinta da chicchessia.
Poi l'età è venuta a ricordare a tutti - Papa incluso - che in quella libertà interiore e canonica accade anche l'imprevedibile.


Francesco è un uomo abituato a decidere tutto da solo anche quando contava pochissimo, e ha continuato a farlo anche nell'esercitare il ministero di comunione fra vescovi e d'unità fra le chiese: e senza giornalisti, da solo dovrà decidere il peso da dare a questa prova che non potrà non ricordargli le parole del Risorto a Pietro: "Quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi" [...] E detto questo aggiunse: Seguimi".