Se si vieta il futuro
di Beniamino Pagliaro , di Beniamino PagliaroL'intervento del Garante della privacy su ChatGpt denuncia seri problemi di comprensione di una realtà in grande evoluzione come quella della rincorsa per l'intelligenza artificiale. Il blocco deciso ha un'efficacia limitata, quando invece le regole ci dovranno essere, e però condanna l'Italia a subire un grave problema reputazionale. L'unico merito, paradossale, è nel descrivere in chiaro l'arretratezza con cui una parte del Paese guarda a ciò che non è stato ma sarà, omaggiando i bei tempi andati (con vistose amnesie) e diffondendo sfiducia sul futuro. In sintesi, nella tragedia, è un capolavoro.
L'intervento del Garante della privacy su ChatGpt denuncia seri problemi di comprensione di una realtà in grande evoluzione come quella della rincorsa per l'intelligenza artificiale. Il blocco deciso ha un'efficacia limitata, quando invece le regole ci dovranno essere, e però condanna l'Italia a subire un grave problema reputazionale. L'unico merito, paradossale, è nel descrivere in chiaro l'arretratezza con cui una parte del Paese guarda a ciò che non è stato ma sarà, omaggiando i bei tempi andati (con vistose amnesie) e diffondendo sfiducia sul futuro. In sintesi, nella tragedia, è un capolavoro.
Bisogna partire dalla comprensione perché evidentemente è poco chiaro che cosa sia ChatGpt. Il Garante scrive nel provvedimento che "le informazioni fornite da ChatGpt non sempre corrispondono al dato reale". Ha ragione, ma la premessa è sbagliata. Gpt sta per Generative Pre-trained Transformer, ovvero trasformatore pre-istruito generatore di conversazioni. Indubbiamente qualche anno di chiacchiere con Siri, Alexa e decenni di ricerche e domande rivolte a Google ci hanno convinto che fosse la stessa cosa. Non è così: non è un'enciclopedia. Un buon modo per capire come lavora Gpt è la frase: "Una parola alla volta". Diversamente dagli umani che scelgono un concetto e lo descrivono, come si dice, con parole loro, Gpt sceglie una parola alla volta. Ogni parola successiva è un calcolo probabilistico. Gpt risponde ai comandi: l'aspetto rivoluzionario - per una volta il termine sembra adatto - è nella velocità di analisi e nella capacità del sistema di capire il contesto. Ma, come nella vita, bisogna saper fare le domande giuste. Nascono nuove figure professionali: gli scrittori di prompt, ovvero coloro che sanno fare meglio queste domande.
Dunque, il nodo delle inesattezze è mal posto e tra l'altro non è ben chiaro in che modo il Garante della privacy possa stabilire cosa sia vero e cosa no. Passiamo dunque alla privacy: qui l'accusa è di aver utilizzato dati personali "per scopo di addestramento degli algoritmi sottesi al funzionamento di ChatGpt". Ma OpenAI, la società che sviluppa il sistema, dice di aver utilizzato database pubblici per istruire Gpt. Visto l'interesse globale su questo fronte, siamo di fronte a uno scoop? Anche sul tema dell'utilizzo da minori di 13 anni e di un recente furto di dati, molti esperti fanno notare che l'intervento dell'authority poteva essere più misurato, limitarsi a un richiamo, come avviene spesso. Invece il blocco c'è stato.
Oggi le testate specializzate di tutto il mondo parlano dell'Italia per questa decisione: il pregiudizio sul Paese dove si può soltanto venire in vacanza viene confermato. Gli strateghi del branding potranno misurare i danni nel tempo in termini di minori investimenti raccolti. Quante missioni in California dei venture capitalist italiani serviranno per sanare la ferita?
Gpt non è la rivoluzione: è uno strumento, e come tale va usato e anche regolato, dopo aver studiato. Ma oltre alla chat, che è l'interfaccia per il grande pubblico, una nuova industria trasversale sta nascendo: cambierà come lavoriamo. Goldman Sachs ha stimato in questi giorni benefici e rischi: l'economia globale potrebbe crescere del 7% grazie a questi strumenti, e porterà un impatto su 300 milioni di lavoratori nel mondo. L'attenzione di imprese, decisori, intelligence preoccupate dalla diffusione di immagini e notizie false, è evidente. Le regole dovranno per forza trovare un equilibrio tra competizione economica e sfide geopolitiche, perché mentre meritoriamente l'Unione europea pensa a un intervento strutturato, la Cina non attende. Dal Garante alla cybersicurezza al governo, l'Italia ha strumenti e profili adatti a giocare il proprio ruolo in questa fase? Con il blocco di venerdì, il Paese si unisce a un club di sei nello stop al servizio: Cina, Iran, Corea del Nord, Russia, Venezuela e Bielorussia. Noi non siamo un regime ma la capacità di farci del male e non accettare il futuro, a volte, è totalitaria.