L’immagine dall’aereo del corteo di auto che portavano Donald Trump ad “arrendersi” perché incriminato per corruzione da una corte federale di Manhattan resterà indelebile nella Storia americana. È l’inizio di una avventura strana e pericolosa, a metà fra la vendetta subìta dagli avversari e la sorte voluta dal presunto colpevole, forse alla ricerca di una grande bandiera da sventolare per celebrare il suo ritorno in campo, nel tentativo di reimpossessarsi della Casa Bianca alle elezioni del 2024.
Dobbiamo ammettere che, nella vita di Trump, candidato, presidente, ex presidente, poi capo di una fazione agitata della destra americana, capace anche di azioni violente come l’assalto al Congresso di Washington, ogni discorso o iniziativa sono stati enigmatici e interpretabili in modo diverso. Dal presunto atto di guerra alla ricerca di qualche forma di normalizzazione e di pace. Ed ora che si avvicinano le elezioni p…
L’immagine dall’aereo del corteo di auto che portavano Donald Trump ad “arrendersi” perché incriminato per corruzione da una corte federale di Manhattan resterà indelebile nella Storia americana. È l’inizio di una avventura strana e pericolosa, a metà fra la vendetta subìta dagli avversari e la sorte voluta dal presunto colpevole, forse alla ricerca di una grande bandiera da sventolare per celebrare il suo ritorno in campo, nel tentativo di reimpossessarsi della Casa Bianca alle elezioni del 2024.
Dobbiamo ammettere che, nella vita di Trump, candidato, presidente, ex presidente, poi capo di una fazione agitata della destra americana, capace anche di azioni violente come l’assalto al Congresso di Washington, ogni discorso o iniziativa sono stati enigmatici e interpretabili in modo diverso. Dal presunto atto di guerra alla ricerca di qualche forma di normalizzazione e di pace. Ed ora che si avvicinano le elezioni presidenziali, viste da Trump come la prova finale tra lui e Biden, Trump entra nella strana storia dell’incriminazione. Perché strana? Per il fatto che la maggior parte degli americani, compresi gli esperti di macchinazioni politiche, non sono sicuri della risposta da dare a questa domanda: si tratta di un’incriminazione subìta, ovvero una trappola ben preparata per impedire a Trump di essere il prossimo rivale di Biden, oppure di una clamorosa operazione di auto — propaganda secondo il modello lanciato da Norman Mailer negli anni Sessanta, con il famoso libro Advertisement for Myself ?
Mentre aspettiamo che l’evolversi degli eventi ci porti fuori da questo strano gioco sulla vita e sul destino di un Paese che ha fra le mani la vita e il destino di tanti altri Paesi, non possiamo far finta di non vedere che, per una volta, l’America non è sola ad essere immersa in eventi imprevedibili. Anzi, potrebbe non essere neppure il motore di ciò che sta accadendo. Quando Trump è arrivato alla ribalta della politica americana da destra, come campione di tre valori fino ad allora ignoti ai progressisti — esclusione, conservazione e respingimento — il mondo era già in movimento, costruiva muri, barriere di filo spinato, e favoriva la dispersione in mare. Subito dopo, uno per uno, molti Paesi di una presunta sinistra europea sono passati a destra, ultimo, nei giorni scorsi, la Finlandia, proprio mentre stava per diventare membro della Nato.
Tutto ciò può non essere casuale. In ciò che accade in politica c’è qualcosa che ricorda il tormento medico che ha attraversato e spaventato il mondo con il nome di covid o pandemia. In politica evoca il fascismo. Può esistere il fascismo in America, il grande Paese combattente che ha spinto il fascismo italiano ed europeo fuori dal mondo? Evidentemente un contagio è stato possibile. Continuiamo a non sapere se questo è il gioco di Trump o il gioco su Trump. Possiamo solo notare la striscia bianca che ha attraversato per un giorno intero lo schermo delle tv di tutto il mondo con la scritta “Trump sta per arrendersi” dove “arrendersi” sta per sottomettersi alle formalità di un percorso giuridico che per ora è solo simbolico, ma tuttavia avviene, e non fa a meno della procedura delle impronte digitali.
La squadra di giornalisti dei grandi network americani è cambiata: si sente dalla precisione del linguaggio che sono tutti avvocati o hanno una formazione legale. E infatti siamo di fronte a un giornalismo senza enfasi e senza personalismi, molto simile a un linguaggio medico. La striscia bianca dura a lungo perché sia giornalisti che spettatori americani sanno che i grandi eventi tardano a lungo e arrivano all’improvviso.
L’evento consumato davanti ai nostri occhi nella giornata di ieri cambierà l’America e l’immenso reticolato dei rapporti col mondo. Ma solo un po’ alla volta sapremo e capiremo come.