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Aspettando le idee di Schlein

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La nuova segreteria del Pd è stata varata, ma in tanti - fuori e dentro il partito - vogliono sapere la posizione della leader su temi come economia, sviluppo e sicurezza
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È comprensibile che Elly Schlein senta il bisogno di un po' di riposo dopo aver composto il mosaico della nuova segreteria, coincidente di fatto con il "governo ombra" espresso non dall'opposizione nel suo insieme, ma dal Pd. La fatica del gioco a incastro si è fatta sentire, tuttavia il risultato finale è a immagine della nuova leader: descrive più il partito delle primarie aperte, le primarie dei "non iscritti", che non il partito dei militanti e dei quadri. Quello, per intenderci, che in un primo tempo aveva dato la vittoria a Bonaccini. Viceversa nel secondo tempo è nato il Pd di Elly Schlein, in cui si cerca di coniugare una certa tradizione del partito strutturato con la volontà di aprirsi ai movimenti: nel segno dei diritti e delle minoranze. E la bilancia pende senz'altro dalla parte di questi movimenti disordinati ma vitali. Una novità nel segno del radicalismo che implica estrema fiducia nell…

È comprensibile che Elly Schlein senta il bisogno di un po' di riposo dopo aver composto il mosaico della nuova segreteria, coincidente di fatto con il "governo ombra" espresso non dall'opposizione nel suo insieme, ma dal Pd. La fatica del gioco a incastro si è fatta sentire, tuttavia il risultato finale è a immagine della nuova leader: descrive più il partito delle primarie aperte, le primarie dei "non iscritti", che non il partito dei militanti e dei quadri. Quello, per intenderci, che in un primo tempo aveva dato la vittoria a Bonaccini. Viceversa nel secondo tempo è nato il Pd di Elly Schlein, in cui si cerca di coniugare una certa tradizione del partito strutturato con la volontà di aprirsi ai movimenti: nel segno dei diritti e delle minoranze. E la bilancia pende senz'altro dalla parte di questi movimenti disordinati ma vitali. Una novità nel segno del radicalismo che implica estrema fiducia nell'energia rigenerante delle masse. Il vertice politico - ecco il sottinteso - ha il dovere di accendere tali energie, ma deve anche saperle assecondare nel loro sviluppo, senza pretendere di incanalarle con spirito burocratico.


Vedremo se questa scelta innovativa avrà successo nel medio termine. Per ora la Schlein ha sfruttato a dovere l'effetto novità, il che le ha permesso di riguadagnare qualche punto nei sondaggi a scapito soprattutto di Conte e dei 5S. Non a caso dal campo dell'ex premier si sono già levati toni non troppo amichevoli, ad esempio sulla politica estera e il sostegno all'Ucraina. Ma il problema principale della nuova leadership non sono i calcetti sotto il tavolo da parte dei "grillini". Semmai si porrà presto la questione di un Pd che non può farsi trascinare dall'alleato-rivale sul proprio terreno, magari nella speranza di sottrargli altri voti. L'esperienza insegna che sarebbe una tattica alla lunga di scarso successo.


Invece il tema è che cosa propone il Pd al Paese. Va bene attendere che Giorgia Meloni compia qualche altro passo falso. Va bene giocare di rimessa sugli errori del centrodestra, ma è evidente che non basta. Dopo le giornate di riposo a cui ha diritto, Elly Schlein dovrebbe riuscire a dire quali sono le sue idee in campo economico e sociale. Non solo promesse elettorali, dal momento che siamo molto lontani dalle elezioni. Quel che serve al Paese, soprattutto all'elettorato potenziale del Pd, è conoscere i punti concreti di un progetto per l'Italia a opera di chi intende rappresentarsi come un'alternativa alla destra. Si dirà che questa destra, quando era all'opposizione, non si è distinta per la concretezza delle proposte quanto per un ben orchestrato populismo. Tuttavia questa è un'ottima ragione perché il nuovo centrosinistra segua una strada diversa, anziché rifugiarsi nei soliti slogan e nelle ricette generiche.


Ieri, in un'intervista al Riformista (ancora firmato da Piero Sansonetti), Luigi Zanda, uomo di centrosinistra qui nelle vesti di osservatore non più coinvolto nelle responsabilità parlamentari, diceva di Elly: "Enuncia questioni condivisibili, ma sappiamo ancora molto poco su cosa pensa in tema di economia, occupazione, sviluppo, giustizia, sicurezza. I grandi leader hanno una visione del futuro. Schlein deve ancora mostrare qual è la sua. Elencare i titoli dei problemi non è sufficiente". È il nodo che la neo segretaria è chiamata a sciogliere al più presto, prima che lo slancio di simpatia con cui è stata accolta dall'opinione pubblica si affievolisca. Nel frattempo ha trovato due parole per esprimere umana solidarietà a Berlusconi. Va detto che a suo tempo Bersani fu assai più rapido e spontaneo, quando il capo della destra finì in ospedale colpito dalla famosa statuetta del Duomo.