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La politica rispetti la scienza

La commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid può essere utile a patto che non metta in discussione dati già assodati dai medici di tutto il mondo. A partire dai vaccini
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Il Parlamento ha istituito una commissione bicamerale di inchiesta sul Covid, che dovrà indagare su numerosi aspetti della pandemia. Avere maggiori informazioni su quanto è successo in Italia in questi ultimi tragici tre anni è senz’altro una cosa utile. Ci sono però degli argomenti che sarebbe bene che rimanessero fuori dal dibattito, perché sono aspetti medici sui quali la comunità scientifica ha da tempo raggiunto un consenso unanime.


Prima di tutto, la sicurezza dei vaccini a mRNA, dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio in seguito a miliardi di somministrazioni in tutto il mondo e a osservazioni eseguite su milio…

Il Parlamento ha istituito una commissione bicamerale di inchiesta sul Covid, che dovrà indagare su numerosi aspetti della pandemia. Avere maggiori informazioni su quanto è successo in Italia in questi ultimi tragici tre anni è senz’altro una cosa utile. Ci sono però degli argomenti che sarebbe bene che rimanessero fuori dal dibattito, perché sono aspetti medici sui quali la comunità scientifica ha da tempo raggiunto un consenso unanime.


Prima di tutto, la sicurezza dei vaccini a mRNA, dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio in seguito a miliardi di somministrazioni in tutto il mondo e a osservazioni eseguite su milioni di pazienti. In particolare, nonostante alcune false narrazioni costituite da bugie tese a spaventare la gente, non c’è stata nessuna mortalità in eccesso tra i vaccinati. In altre parole, le “morti improvvise” che si sono registrate dopo la vaccinazione non sono state in alcun modo causate dal vaccino. E se ci fossero dati che indicano una realtà diversa, è bene sapere che il luogo dove discuterne è nei convegni scientifici e non in Parlamento.
In secondo luogo, l’efficacia dei vaccini. Spero che la commissione non voglia mettersi a discutere su questo punto, considerate le decine di milioni di vite che sono state salvate grazie alla vaccinazione: sarebbe come discutere se la Terra è piatta.


Anche rispetto alla capacità dei vaccini di ostacolare la trasmissione del virus, è indispensabile non generare confusione: gli studi clinici eseguiti nell’autunno del 2020 sui quali si è basata l’approvazione dei vaccini stessi avevano lo scopo di dimostrare la loro capacità di prevenire le forme gravi di Covid. I risultati sono stati eccezionali e perfettamente confermati dall’utilizzo “sul campo”. Quegli studi clinici iniziali non avevano lo scopo di valutare la capacità dei vaccini impedire il contagio perché questo avrebbe richiesto tempo e ritardato la loro disponibilità. Non potevamo permettercelo: i vaccini servivano il prima possibile perché ogni giorno di ritardo significava tanti morti in più. Tuttavia studi successivi hanno dimostrato, anche in questo caso oltre ogni ragionevole dubbio, che fino alla comparsa della variante Omicron (dicembre 2021) la vaccinazione ha avuto una notevole efficacia nell’ostacolare la diffusione del contagio. Si può dunque essere d’accordo o meno con le decisioni politiche che hanno imposto il Green Pass, ma non si può dire che i vaccinati trasmettevano la malattia come i non vaccinati: è oggettivamente una bugia.


La commissione parlerà anche delle cosiddette “cure domiciliari”. Nella fase iniziale e caotica della pandemia ovviamente si è utilizzato, nella situazione disperata in cui ci si trovava, qualunque medicinale si immaginava potesse essere utile. Ma ben presto sono stati disponibili studi che hanno dimostrato chiaramente come nessuno dei farmaci invocati dai cultori delle “terapie domiciliari” avesse una minima efficacia clinica. Per cui io spero vivamente che la commissione non si metta a discutere sull’efficacia di ivermectina, idrossiclorochina, azitromicina, cortisone e via dicendo nella cura domiciliare del Covid perché oggi tutto il mondo scientifico è concorde sul fatto che prima dell’arrivo dei farmaci antivirali come il Paxlovid e degli anticorpi monoclonali non c’era nessuna cura efficace. Se la commissione vuole dare un contributo costruttivo, valuti invece la “timidezza” riscontrata nel nostro Paese nel prescrivere gli antivirali oppure l’incredibile comportamento di chi ha continuato, imperterrito, a prescrivere azitromicina e cortisone anche quando studi clinici solidissimi indicavano che il loro utilizzo era non solo inutile, ma anche dannoso.


Piuttosto, due considerazioni. Nel nostro Paese tutte le volte che la politica si è avvicinata alla scienza ha provocato disastri. Dalla cura Di Bella al caso Stamina, fino, negli anni più recenti, al disastro della Xylella in Puglia. Speriamo che questa volta le cose vadano diversamente. Ricordiamoci che la scienza non è democratica e il dosaggio efficace di un antivirale, così come il peso di un autobus, non si decide a maggioranza. Infine, è indiscutibile che in una democrazia la libertà di opinione sia qualcosa di sacro e di intoccabile, da difendere a tutti i costi. Però è innegabile che proprio sfruttando questa sacrosanta libertà, da tre anni c’è chi intossica la pubblica opinione, non esponendo legittimi punti di vista ma propagandando pericolose bugie che hanno generato confusione e spinto molti a comportamenti pericolosi per loro stessi e per tutta la comunità. Quasi due milioni di italiani ultracinquantenni hanno rifiutato la vaccinazione compiendo un gesto che poteva letteralmente costargli la vita, e che a non pochi sfortunati è effettivamente costato la vita. Mentre sull’efficacia dei vaccini la scienza parla e la politica deve prendere atto dei numeri, se c’è qualcuno che usa la libertà di opinione per spaventare la gente la scienza non ha nulla da dire ed è compito della politica decidere cosa fare.