Un Paese diviso
di Giovannni Floris , di Giovannni FlorisCaro Direttore
Fascismo e Antifascismo. Sovranismo ed Europeismo. Destra e Sinistra. Proviamo a dimenticare per qualche riga (ma solo per qualche riga) queste categorie.
Proviamo ad immaginare che molte persone non abbiano più la volontà di riconoscerle, e concentriamoci su altre classificazioni. Proviamo ad immaginare ad esempio che gli Italiani scelgano a chi affidarsi sulla base di due modelli: il primo basato sulla Competenza, il secondo sull’Empatia.
Se adottiamo questa chiave di lettura, scopriamo che i due modelli si alternano.
Quando fallisce uno, si ricorre in fretta all’altro.
Silvio Berlusconi lascia il posto a Mario Monti ed Enrico Letta, che lasciano il posto a Matteo Renzi, che lascia il posto a Gentiloni, che passa la campan…
Caro Direttore
Fascismo e Antifascismo. Sovranismo ed Europeismo. Destra e Sinistra. Proviamo a dimenticare per qualche riga (ma solo per qualche riga) queste categorie.
Proviamo ad immaginare che molte persone non abbiano più la volontà di riconoscerle, e concentriamoci su altre classificazioni. Proviamo ad immaginare ad esempio che gli Italiani scelgano a chi affidarsi sulla base di due modelli: il primo basato sulla Competenza, il secondo sull’Empatia.
Se adottiamo questa chiave di lettura, scopriamo che i due modelli si alternano.
Quando fallisce uno, si ricorre in fretta all’altro.
Silvio Berlusconi lascia il posto a Mario Monti ed Enrico Letta, che lasciano il posto a Matteo Renzi, che lascia il posto a Gentiloni, che passa la campanella ai gialloverdi di Conte.
Conte è la prima variabile originale, perché fa capire come il ruolo vinca sull’interprete, visto che è la stessa persona a gestire con successo sia il momento della Passione sia quello della Competenza. Il “Conte uno” arriva a furor di Popolo, il “Conte due” combatte la pandemia sotto braccio agli Scienziati.
Giorgia Meloni, in fondo, sta cercando di replicare. Lei succede alla tecnica di Mario Draghi cavalcando l’onda dell’empatia, ma ora cerca di ingannare l’alternanza passando la campanella alla nuova Giorgia moderata e competente, riconosciuta interlocutrice del sistema internazionale.
Ma la Natura non fa il salto, ed è difficile cambiarsi d’abito se i tuoi parlano di sostituzione etnica, o se salutano gli studenti della scuola Bakelèt. Se pensano che a via Rasella risiedessero dei musicisti in pensione, se parlano di esseri umani come di carichi residuali o se si preparano per il 25 aprile con supercazzole che evitino la parola “Antifascismo”.
Le categorie di Destra e Sinistra, se le prendi troppo in giro, si vendicano. Se una Destra così forte si proclama Reazione, non può che trasformare la Sinistra in Progresso. E molti Italiani, che pure avevano perso la voglia di interrogarsi sui temi fondanti della convivenza civile, sono costretti a ragionare in chiave di Apertura e Chiusura, non più di competenza ed empatia. E se cambiano le regole, si rifanno le squadre.