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Def, quale lezione per il Parlamento

Lo scivolone alla Camera può lasciare scorie nella maggioranza di centrodestra. E la strategia dell'Aventino del Pd è da utilizzare con cautela
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Infine, al secondo tentativo, il Def con lo scostamento di bilancio è stato approvato da Camera e Senato. Tutto bene, allora? Proprio no. Mai come stavolta le scorie che questa vicenda porta con sé avranno conseguenze. Se positive o negative, è tutto da scoprire. Inutile tornare sulle responsabilità della giornata di giovedì perché sono chiaramente a carico della maggioranza. Molti hanno cercato le ragioni politiche del suicidio e hanno formulato varie ipotesi. Tuttavia non c'è stato alcun complotto, bensì qualcosa di peggio: una sciatteria monumentale, un'incredibile sottovalutazione o ignoranza delle regole parlamentari. In breve, un certo numero di deputati della coalizione di governo ha dimostrato la sua immaturità.


Il fatto che il pasticcio sia stato combinato mentre la premier Meloni era a Londra, ha completato il quadro. Perché c'era una logica dietro l'incontro col primo ministro Sunak. Raf…

Infine, al secondo tentativo, il Def con lo scostamento di bilancio è stato approvato da Camera e Senato. Tutto bene, allora? Proprio no. Mai come stavolta le scorie che questa vicenda porta con sé avranno conseguenze. Se positive o negative, è tutto da scoprire. Inutile tornare sulle responsabilità della giornata di giovedì perché sono chiaramente a carico della maggioranza. Molti hanno cercato le ragioni politiche del suicidio e hanno formulato varie ipotesi. Tuttavia non c'è stato alcun complotto, bensì qualcosa di peggio: una sciatteria monumentale, un'incredibile sottovalutazione o ignoranza delle regole parlamentari. In breve, un certo numero di deputati della coalizione di governo ha dimostrato la sua immaturità.


Il fatto che il pasticcio sia stato combinato mentre la premier Meloni era a Londra, ha completato il quadro. Perché c'era una logica dietro l'incontro col primo ministro Sunak. Rafforzare il patto politico-finanziario con il Regno Unito e attraverso questa mossa consolidare il rapporto con gli Stati Uniti. Con lo sguardo rivolto all'Ucraina, dove sappiamo che la relazione tra Roma, Londra e Washington è efficace sul piano militare. Ma l'Italia del centrodestra si propone di essere o di diventare una sorta di Gran Bretagna dell'Europa del Sud, con un'intesa speciale che coinvolge il piano finanziario, ossia i mercati. La Meloni è consapevole di essere accettata a metà dall'establishment di Bruxelles e quindi dall'asse Popolari-Socialisti su cui si regge la Commissione. Probabilmente spera che la relazione atlantica la rafforzi all'interno dell'Unione.


Il progetto è ben congegnato, ma di sicuro non ha tratto giovamento dall'inciampo parlamentare che ha rivelato una qualche fragilità nel rapporto tra la presidente del Consiglio e la sua maggioranza. Che si tratti di incompetenza e non di malizia politica, lo sa chi conosce le incongruenze di un Parlamento impoverito in termini di qualità e di preparazione degli eletti. Ma all'estero si rischia di proiettare l'immagine della solita Italia inaffidabile. Nonostante che il centrodestra oggi resti una coalizione solida e una crisi non sia certo all'orizzonte.


Tuttavia lo psicodramma del Def dovrebbe insegnare qualcosa. Sul Sole 24 Ore il costituzionalista Francesco Clementi prova a essere ottimista: si augura che la lezione serva "a riscoprire il ruolo del Parlamento, dimidiato sempre più da un 'monocameralismo di fatto' che ne irride ragione e funzione". Il che implica negli eletti una nuova consapevolezza del loro ruolo "anche rispetto a procedure in apparenza inutili". Difficile non essere d'accordo, dal momento che questi incidenti sono pur sempre figli di un istituto parlamentare che negli anni, specie negli ultimi venti o trenta, ha perso parte del prestigio di cui godeva all'inizio della storia repubblicana. Con qualche differenza: l'incidente è avvenuto alla Camera, mentre al Senato tutto è filato liscio; addirittura nella nuova votazione di ieri la maggioranza ha raggranellato un voto in più del dovuto, grazie alla senatrice Musolino (che non vota la fiducia).


Il centrosinistra si è limitato a raccogliere i frutti del masochismo della destra. Semmai ha suscitato qualche interrogativo la tattica del mini-Aventino in stile "mordi e fuggi": uscita dall'aula, poi rientro e di nuovo fuori. Se è una dimostrazione di dinamismo, anche in vista delle prossime elezioni amministrative, si tratta di un episodio isolato e come tale va visto. Se viceversa è una nuova linea destinata a ripetersi nel tempo, c'è da essere perplessi. L'Aventino, ossia l'abbandono dell'aula, è una scelta estrema di fronte a gravi minacce per la vita democratica. Una bomba ad alto potenziale che ovviamente non va usata con leggerezza.