MIgranti, sempre più bambini e sempre più soli
di Karima Moual , di Karima MoualChe parole si possono usare quando a scendere dal barcone, ci si imbatte con volti delicati ma già consumati dal sole e dalla salsedine della traversata del mare? Corpi minuti di bambini, o di adolescenti appena, che si portano già un'ombra negli occhi. Quella del peso di un viaggio che è insieme un passo che sfiora la morte, ma anche quello della responsabilità che gli è stata affidata nel giorno stesso della loro partenza, per emigrare dove si crede ci sia speranza, non solo per se stessi ma soprattutto per la propria famiglia che si lascia alle spalle e che quel viaggio magari lo ha anche finanziato.
Sono i minori non accompagnati che sbarcano alle nostre coste, e sono sempre più numerosi. Negli ultimi dieci anni sono arrivati via mare da soli in Italia 103.842 minori stranieri non accompagnati (Msna), prevalentemente adolescenti e preadolescenti, ma non di rado anche bambini. Alcuni mandati dalle loro famiglie, altri prendono l'i…
Che parole si possono usare quando a scendere dal barcone, ci si imbatte con volti delicati ma già consumati dal sole e dalla salsedine della traversata del mare? Corpi minuti di bambini, o di adolescenti appena, che si portano già un'ombra negli occhi. Quella del peso di un viaggio che è insieme un passo che sfiora la morte, ma anche quello della responsabilità che gli è stata affidata nel giorno stesso della loro partenza, per emigrare dove si crede ci sia speranza, non solo per se stessi ma soprattutto per la propria famiglia che si lascia alle spalle e che quel viaggio magari lo ha anche finanziato.
Sono i minori non accompagnati che sbarcano alle nostre coste, e sono sempre più numerosi. Negli ultimi dieci anni sono arrivati via mare da soli in Italia 103.842 minori stranieri non accompagnati (Msna), prevalentemente adolescenti e preadolescenti, ma non di rado anche bambini. Alcuni mandati dalle loro famiglie, altri prendono l'iniziativa per disperazione perché a casa propria essere bambini è un privilegio che non si possono permettere tante vale fare i grandi allontanandosi, scappando nel sogno dell'emigrazione. Ma i numeri sono aumentati. Dall'inizio dell'anno sulle coste italiane sono sbarcati 4.173 Msna. Al 30 aprile del 2022 erano un terzo: 1.232. Numeri che ovviamente non comprendono chi entra via terra, dalla frontiera orientale, o in altri modi.
Ma cosa ci dice lo sbarco di tanti minori? L'arrivo dei minori non accompagnati che cresce è un ulteriore segnale di disperazione che spiegano e confermano le ragioni dell'emigrazione che continuiamo a non capire con il risultato di trovarsi impreparati ad accogliere quest'altra fattispecie di arrivi che necessita altri percorsi di inserimento e c'è già chi grida all'allarme perché mancano tutori e figure che servono ad accompagnare l'inserimento diverso che per i migranti adulti.
Oggi si parla di trasferimenti da Lampedusa ad altri centri di accoglienza. Ci sono Taranto e Brindisi tra le città di destinazione di alcuni dei 1.382 migranti che lasceranno Lampedusa nel piano di trasferimenti dall'hotspot dell'isola siciliana, sempre più sotto pressione. Con il traghetto Galaxy partiranno in 170, tra questi 50 minori non accompagnati.
Sono solo bambini, minori da tutelare ai nostri occhi, ma ci dimentichiamo che in altre parti del mondo, l'essere bambini è un lusso, un privilegio che non tutti si possono permettere.
I minori non accompagnati che arrivano come migranti, per il contesto in cui nascono e crescono, non sono così piccoli ma piccoli uomini in crescita con alle volte responsabilità familiari precise, altre invece hanno storie drammatiche alle spalle anche di sradicamento e solitudine. Sono minori cresciuti troppo in fretta per il contesto del loro vissuto. Molte volte sono il primogenito di un nucleo familiare sul quale puntare tutte le proprie aspettative per rialzarsi. La perversione di questa scelta però, sta nel fatto che si sa che per l'Occidente, più sono minori e più hanno la possibilità di non essere rimpatriati. Di rimanere in Europa, il tempo necessario per diventare adulti e cominciare a lavorare. Si arriva soprattutto dal Bangladesh, Pakistan, Egitto, Tunisia, ma anche Africa subsahariana. Piccoli che si portano dietro storie complesse, accomunate da viaggi impegnativi, con attraversamento di frontiere, paure, violenze, soprusi e sfruttamento. Ecco, è tutta qui l'ombra che si nasconde nello sguardo di alcuni di loro. Ma il problema è sempre lo stesso. È stato indetto uno Stato di emergenza sul tema immigrazione, ma sono pronti ad affrontare anche questo?