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Natalità, ascoltate le donne

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A giudicare il tema sono soltanto i maschi, ma le loro compagne vivono le difficoltà quotidiane nel gestire i figli
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Pare una bizzarria dei tempi il fatto che a giudicare la natalità siano solo maschi, unanimi nel definire molto sconveniente, in quanto ministri di mezza età, e senza nominare le femmine, in gran parte colpevoli della disgraziata congiuntura di non dar figli alla patria. E con una certa frequenza, affinché si superino quei famigerati 390 mila piccini che le famose mamme d’Italia più o meno contente di metterli al mondo, dovrebbero felicemente e abbondantemente superare.

Furbe, le femmine tacciono perché, pur non avendo gli strumenti per renderle gravide, ci pensano su parecchio, sarà mica una cosa così semplice darsi questa gioia per poi dover affrontare la grave e costosa ricerca di farli star bene, con tutte le cose che ci …

Pare una bizzarria dei tempi il fatto che a giudicare la natalità siano solo maschi, unanimi nel definire molto sconveniente, in quanto ministri di mezza età, e senza nominare le femmine, in gran parte colpevoli della disgraziata congiuntura di non dar figli alla patria. E con una certa frequenza, affinché si superino quei famigerati 390 mila piccini che le famose mamme d’Italia più o meno contente di metterli al mondo, dovrebbero felicemente e abbondantemente superare.

Furbe, le femmine tacciono perché, pur non avendo gli strumenti per renderle gravide, ci pensano su parecchio, sarà mica una cosa così semplice darsi questa gioia per poi dover affrontare la grave e costosa ricerca di farli star bene, con tutte le cose che ci vogliono se no si arrabbiano o vanno in depressione. Perché poi c’è anche questa voglia di vestirlo in Gucci anche se sei una mamma dedita all’accattonaggio, perché il bimbo, peggio ancora la bimba, non deve essere diverso dagli altri, anche se il fintogucci viene venduto a un euro negli store. Se la natalità è asessuata, è ovvio che le colpevoli siano proprio le donne che dopo averne fatto uno i sentono innamoratissime di quello e non vedono perché farne degli altri. Certo sarebbe bello metterne al mondo almeno 16, come la coppia che anni fa andò a Sanremo, facendo poi accorrere le signore al più vicino ginecologo per rendersi non più figliabili.

E se sei in carriera? E se fai il primo ministro e i figli non li vedi mai? E se il Gran Cancelliere di un ricco Paese sunnita ti insegue nelle oscure stanze del castello e devi dargliela vinta giusto per non perder tempo? E se come in Diplomat la bella ambasciatrice magra e giustamente spettinata va a letto col marito da cui vuole divorziare mentre la Russia ne sta facendo di ogni colore? E quella buona e dolce che ha appena ammazzato il figlio piccino perché le dava noia e forse l’arresteranno? Bisognerebbe intanto capire che fare figli non è da tutti, che non tutte hanno quell’estro, che forse la storia della maternità è una invenzione tanto per farle star zitte, e che i veri appassionati siano invece gli uomini che li desiderano al punto di farne uno a 78 anni tipo De Niro, contentissimo, mentre noi, giustamente, e prima di essere troppo distrutte dal grande casino che comporta un figlio, a un certo punto basta, che sollievo.

 

Poi c’è l’ennesimo casino che chissà perché è stato affidato alle donne, che ne sono diventate le sole responsabili (anche la Meloni se si rompe un rubinetto immagino debba accorrere lei). I lavori domestici! Ecco una legge che il nuovo Gabinetto (senza offesa!) con la Meloni dovrebbe subito applicare per consentire alle donne di arrivare come lei al massimo grado del potere; che ci sia una legge in cui gli uomini imparino a far da mangiare anche gourmet e a pulire i pavimenti, e siano obbligati a farlo, se no l’apposita moglie gli dà le multa. È una chimera, e lo dico sconfortata, perché neppure gli uomini diventati donna lo farebbero. Il sangue non è acqua. C’è poi qualche nervosismo attorno all’idea delle donne che fanno più figli di quanti vorrebbero. C’è l’interruzione di gravidanza con l’aiuto dei servizi sociali, sempre più difficile, l’aborto come una semplice operazione senza condanne e senza rimorsi, c’è l’idea di Giorgia Meloni di non volerla cambiare ma solo quella di agire meglio sulla prevenzione, (mah!). L’aborto è la mannaia su cui i cattolici non hanno mai smesso di combattere anche per chi cattolico non è. L’Ungheria ha già inflitto ai medici di far sentire il battito del cuore del feto, in Polonia la legge antiaborto è passata, negli Stati Uniti molti Stati hanno applicato il divieto. E per noi? Il passaggio dalla natalità all’aborto non è così lontano.