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A Hiroshima il G7 per l'Ucraina

Il primo ministro del Giappone Fumio Kishida durante l'incontro bilaterale con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Hiroshima (ansa)

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L'intervento del premier giapponese alla vigilia dell'appuntamento internazionale: "Con l'Italia partenariato strategico"
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La comunità internazionale si trova ora a un punto di svolta storico. Gli viene richiesto come affrontare crisi articolate, quali l’emergenza climatica, la pandemia e l’invasione russa dell’Ucraina. Sono determinato ad unirmi a tutti i leader del G7, a partire dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per affrontare queste sfide che si parano di fronte alla comunità internazionale.


È mia intenzione approfondire il dibattito in seno al vertice G7 da due prospettive. La prima è dimostrare la nostra determinazione come leader del G7 a sostenere un ordine internazionale libero e aperto, basato sullo Stato di diritto. I Paesi fragili sono quelli che più hanno bis…

La comunità internazionale si trova ora a un punto di svolta storico. Gli viene richiesto come affrontare crisi articolate, quali l’emergenza climatica, la pandemia e l’invasione russa dell’Ucraina. Sono determinato ad unirmi a tutti i leader del G7, a partire dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per affrontare queste sfide che si parano di fronte alla comunità internazionale.


È mia intenzione approfondire il dibattito in seno al vertice G7 da due prospettive. La prima è dimostrare la nostra determinazione come leader del G7 a sostenere un ordine internazionale libero e aperto, basato sullo Stato di diritto. I Paesi fragili sono quelli che più hanno bisogno dello “Stato di diritto” e si può affermare che l’osservanza dei principi della Carta delle Nazioni Unite – quali il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale, la risoluzione pacifica delle controversie o il non uso della forza - sia un presupposto fondamentale per il godimento della “libertà” all’interno della comunità internazionale. La seconda prospettiva consiste nel rafforzamento dell’impegno nei confronti dei Paesi del cosiddetto Sud globale. L’invasione russa dell’Ucraina ha inferto un duro colpo ai mezzi di sussistenza della popolazione mondiale a partire dai Paesi in via di sviluppo. Non possiamo costruire un rapporto di fiducia con loro senza rivolgere la nostra attenzione alle sfide che devono affrontare e senza lavorare per risolverle. Né le sfide della comunità internazionale possono essere risolte senza la cooperazione di questi Paesi. Anche in quest’ottica, il vertice di Hiroshima inviterà, oltre ai G7, i capi di Stato di otto Paesi e i leader di sette organizzazioni internazionali, al fine di condurre incontri di outreach a riguardo.


Sulla base di queste due prospettive, i temi in agenda al vertice di Hiroshima saranno le grandi questioni globali, quali la situazione in Ucraina, gli affari regionali, tra cui l’Indo-Pacifico, la resilienza e la sicurezza economiche, il disarmo e la non proliferazione nucleare, l’economia mondiale, ivi compresa la sicurezza alimentare ed energetica, il cambiamento climatico, la salute internazionale, lo sviluppo.


Comincio parlando dell’Ucraina, che ho visitato lo scorso 21 marzo. Per quale motivo mi sono recato nel Paese? Perché l’invasione russa dell’Ucraina non è un problema solo europeo, ma una questione globale. Ho visitato la città di Bucha, dove si ritiene siano stati massacrati dei civili, e ho assistito in prima persona alle violenze perpetrate dalla Russia. Avendo ottenuto la partecipazione del presidente Zelensky al vertice di Hiroshima, intendendo dimostrare in tale sede l’incrollabile solidarietà del G7 nei confronti dell’Ucraina. Oltre a chiedere alla Russia il ritiro immediato e incondizionato di tutte le truppe e attrezzature, intendo confermare che il G7 continuerà a imporre dure sanzioni alla Russia e a sostenere con forza l’Ucraina.


Passo quindi al tema dell’Indo-Pacifico. Anche in considerazione del fatto che il Giappone è l’unico Paese asiatico del G7, è mia intenzione rendere il vertice di Hiroshima l’occasione per confermare l’impegno del G7 per un “Indo-Pacifico libero e aperto (Foip)”. In questo momento in cui le fondamenta dell’ordine internazionale vengono scosse, la sicurezza dell’Europa e quella dell’Indo-Pacifico sono tra loro inscindibili. Anche l’Italia è sempre più coinvolta nell’Indo-Pacifico. Lo scorso gennaio, abbiamo concordato con la presidente del Consiglio Meloni di elevare le relazioni fra i nostri Paesi al rango di “partenariato strategico”. Negli ultimi anni, la cooperazione fra Giappone e Italia nel campo della sicurezza e della difesa è progredita, con iniziative quali l’annuncio a dicembre scorso dell’accordo fra Giappone, Italia e Regno Unito per lo sviluppo congiunto dell’aereo da combattimento di nuova generazione, o l’arrivo in Giappone della fregata Morosini, previsto per il prossimo giugno. Auspico che l’Italia in futuro espanda ulteriormente la propria presenza nell’Indo-Pacifico.


Il vertice G7 di Hiroshima si svolge in un momento di svolta storica. Saranno tre giorni fitti di impegni. L’invasione russa dell’Ucraina minaccia l’ordine internazionale basato sullo Stato di diritto. Collaborando con i Paesi del G7, tra cui l’Italia, che rivestirà la Presidenza il prossimo anno, e con partner quali il Sud globale, è mia intenzione inviare un messaggio forte da Hiroshima.


L’autore è primo ministro del Giappone.