Ci sono cose che sembrano lontane o che come tali sono raccontate. Penso, per esempio, al disastro in Emilia-Romagna, alle responsabilità politiche che testimoniano sempre, in fondo, di una mancanza di immaginazione. Non immaginare dove sta andando il mondo, e dove stiamo andando noi che nel mondo siamo.
Il disastro climatico è un disastro politico ed è un disastro civile, la mancanza di responsabilità politica e civile è mancanza di responsabilità al contesto. Per antropocentrismo o stanchezza che, ad oggi in questa parte di mondo, è la stessa cosa.
L'apocalisse, d'altronde, è deresponsabilizzante, se il mondo finisce domani, del dopodomani non dobbiamo occuparci, figuriamoci della settimana, del mese, del quinquennio a venire. Se i governi durano una stagione, della stagione prossima o del destino di una nazione - per utilizzare una forma epica, ma perché no, è ben augurale, in fondo l'epica è…
Ci sono cose che sembrano lontane o che come tali sono raccontate. Penso, per esempio, al disastro in Emilia-Romagna, alle responsabilità politiche che testimoniano sempre, in fondo, di una mancanza di immaginazione. Non immaginare dove sta andando il mondo, e dove stiamo andando noi che nel mondo siamo.
Il disastro climatico è un disastro politico ed è un disastro civile, la mancanza di responsabilità politica e civile è mancanza di responsabilità al contesto. Per antropocentrismo o stanchezza che, ad oggi in questa parte di mondo, è la stessa cosa.
L'apocalisse, d'altronde, è deresponsabilizzante, se il mondo finisce domani, del dopodomani non dobbiamo occuparci, figuriamoci della settimana, del mese, del quinquennio a venire. Se i governi durano una stagione, della stagione prossima o del destino di una nazione - per utilizzare una forma epica, ma perché no, è ben augurale, in fondo l'epica è il contrario della tragedia quasi sempre - , del futuro non dobbiamo occuparci. Amen. Così sia.
Non stupisce dunque che, in apertura del G7, a Hiroshima, mentre Justin Trudeau, primo ministro canadese, sa e agisce in base al principio che tutto è connesso e che la realtà è fatta di cause e concause, e dunque che i diritti Lgbtq+ vanno insieme alla discussione sulle risorse, alla situazione della guerra ucraina, e agli accordi economici tra Canada e Unione europea, e di questo lasci nota scritta sul sito del governo, Giorgia Meloni, e il sito di Palazzo Chigi, tengano la questione dei diritti Lgbtq+ e la discussione su Ucraina, accordi economici, e gestione delle risorse, separate.
Lontanissimi. Diritti civili distanti da diritti politici o ecologici. Una graduatoria di diritti che assona sinistramente a un consolidamento di privilegi di qualche tipo. Sul sito di Palazzo Chigi della preoccupazione di Justin Trudeau riguardo i diritti delle persone Lgbtq+ non c'è niente.
L'Ansa riporta il dialogo di Hiroshima, che non esiste in italiano - mentre scrivo - su nessuna pagina del governo italiano: uno "scambio di opinioni" sui diritti Lgbtq+ è avvenuto, come riporta il comunicato sul sito della presidenza canadese, tra il primo ministro Justin Trudeau e la premier Giorgia Meloni, nel corso del bilaterale che si è tenuto a Hiroshima prima dell'avvio dei lavori del G7.
Secondo i media canadesi presenti alla prima parte del bilaterale, Trudeau si è detto "preoccupato da alcune" delle posizioni "che l'Italia sta assumendo in merito ai diritti Lgbtq+". La premier, si legge nella nota canadese, "ha risposto che il suo governo sta seguendo le decisioni dei tribunali e non si sta discostando dalle precedenti amministrazioni".
La risposta di Giorgia Meloni somiglia all'episodio di Pinocchio e i carabinieri, si appella, la premier, a una autorità superiore, giuridica, indiscutibile. In Collodi punizione, e qui consolazione. Court in inglese. Tribunali traduce l'Ansa. Se lo dice il tribunale, non c'è discussione. Si alzi la corte.
Eppure c'è una certa malinconia in questa risposta, e nella successiva omissione, una profonda tristezza civile e dunque politica e dunque ecologica a tenere separato ciò che separato non è perché riguarda la vita umana nel suo intreccio e mescola di natura e cultura. E dopo la tristezza, la responsabilità e dunque, come in apertura, la mancanza di immaginazione e infine l'oltraggio.
Per essere informati su come pensa il nostro primo ministro Meloni bisogna insomma leggere il sito del premier canadese, buffa situazione visto che si preferisce l'uso dell'italiano ad altre lingue nelle comunicazioni.
Insomma ci sarebbe da ridere della contraddizione in pratica, e sottolineare quanto le teorie che non siano prassi, le dichiarazioni che vengono smentite e contraddette, siano la manifestazione di una politica confusa, irresponsabile, e ancora una volta priva di immaginazione.