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La strategia di Mbs

Volodymyr Zelensky (afp)

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Il principe saudita vuole tessere una rete con l'invito a Zelensky
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Gli Stati arabi si sono mostrati prudenti nel conflitto tra Russia e Ucraina. Il Marocco, per esempio, si era astenuto sulla mozione di condanna della Russia all’Onu, e altri Paesi avevano fatto lo stesso. Le relazioni tra Russia e Siria, così come quelle tra Russia e Algeria, sono state e rimangono strette, un lascito dell’epoca della Guerra fredda, con in sottofondo una vaga idea di socialismo, o piuttosto di stalinismo. Non bisogna dimenticare che le forze armate russe erano venute in soccorso di Bashar al-Assad, bombardando la popolazione civile in numerose città siriane.
La Siria era stata esclusa dalla Lega Araba nel 2011, dopo che l’esercito aveva sparato sui manifestanti pacifici uccidendo centinaia di persone. Quanto all’Algeria, è in Russia che acquista la maggior parte dei suoi armamenti. L’invito al presidente ucraino ha sorpreso tutti.  Non è venuto dalla Lega Araba, ma dal Paese dove si terrà il vertic…

Gli Stati arabi si sono mostrati prudenti nel conflitto tra Russia e Ucraina. Il Marocco, per esempio, si era astenuto sulla mozione di condanna della Russia all’Onu, e altri Paesi avevano fatto lo stesso. Le relazioni tra Russia e Siria, così come quelle tra Russia e Algeria, sono state e rimangono strette, un lascito dell’epoca della Guerra fredda, con in sottofondo una vaga idea di socialismo, o piuttosto di stalinismo. Non bisogna dimenticare che le forze armate russe erano venute in soccorso di Bashar al-Assad, bombardando la popolazione civile in numerose città siriane.
La Siria era stata esclusa dalla Lega Araba nel 2011, dopo che l’esercito aveva sparato sui manifestanti pacifici uccidendo centinaia di persone. Quanto all’Algeria, è in Russia che acquista la maggior parte dei suoi armamenti. L’invito al presidente ucraino ha sorpreso tutti.  Non è venuto dalla Lega Araba, ma dal Paese dove si terrà il vertice, l’Arabia Saudita, e nello specifico dal principe ereditario Mohammad bin Salman. Come e perché?
Mbs, come viene soprannominato, ci tiene a far dimenticare lo scandalo del giornalista Jamal Kashoggi, assassinato e poi tagliato a pezzi il 2 ottobre 2018 all’interno del consolato saudita a Istanbul. Questo scandalo aveva messo in grande difficoltà il principe saudita, ma poi l’America di Joe Biden lo aveva perdonato e la questione era stata archiviata.
Tutti i Paesi arabi hanno accolto l’invito di Mbs per il 32° vertice della Lega Araba. La normalizzazione delle relazioni tra l’Arabia Saudita e l’Iran (i nemici di ieri) sotto l’egida della Cina è stato un passo importante per consentire a Mbs di imporsi sulla scena internazionale e far accettare il ritorno della Siria nel grembo della Lega araba. I crimini vengono dimenticati, tutto viene cancellato e Bashar viene reintegrato in un mondo arabo noto per essere un cultore della memoria corta. L’Arabia Saudita pratica oggi quello che il primo ministro indiano chiama il «multiallineamento»: va dove la portano i suoi interessi, tenendo conto della congiuntura internazionale.
Così, Riad si allinea con la Russia per quanto riguarda i suoi interessi in materia di idrocarburi, con gli americani per armamenti e sicurezza e con la Cina per le questioni commerciali e diplomatiche. Questa nuova politica sembra sedurre anche altri Paesi arabi. Non ci sono più tabù.


È in questo quadro che è stato invitato il presidente Zelensky. È un modo di schierarsi politicamente con l’Occidente e contro la Russia? Non è detto.
Zelensky si è lamentato che «alcuni chiudono gli occhi su quello che succede nel suo Paese». Ha ricordato anche, nel suo discorso, l’esistenza di musulmani in Crimea, i tartari, vittime a loro volta dell’aggressione russa. Ha ricordato anche che erano tanti gli studenti arabi e musulmani che andavano a studiare in Ucraina.
Zelensky ha ricevuto aiuti per 400 milioni di dollari dall’Arabia Saudita. Ha detto: «Tendo la mano a tutti coloro che vogliono unirsi a noi nella battaglia per la liberazione dell’Ucraina». Parlando della crisi alimentare che minaccia il suo popolo, ha evocato anche i drammi della guerra in Libia e nello Yemen. Insomma, la sua visita è stata un momento forte in un vertice famoso per essere un consesso dove il formalismo prevale sulla concretezza.


Per il politologo e professore universitario Mohamed Chiker, il messaggio principale di questo invito è sottolineare il peso considerevole e decisivo dell’Arabia Saudita nel mondo arabo ed è rivolto da Riad… agli Stati Uniti. «Anche se su molti dossier si è fortemente distanziata da Washington, in particolare con il rifiuto di aumentare la produzione di petrolio (cosa che ha danneggiato gli Stati Uniti) e con il riavvicinamento a Iran
(con la benedizione della Cina) e Siria nonostante la ferma opposizione degli americani, Riad, con l’invito a Zelensky, segnala che può giocare un ruolo importante anche per quel che riguarda gli interessi dell’Occidente in generale», spiega Chiker nel sito le360.ma. Per il momento, è Mbs che tira le fila e si impone come stratega in seno a un mondo arabo diviso. Putin non apprezzerà molto questo numero di magia che gli ha fatto il principe ereditario saudita.
Bashar era presente. La sua reintegrazione nella famiglia araba è stata accolta male dal Qatar. Quanto a Zelensky, la sua presenza ha seminato scompiglio in un vertice da cui non ci si attendeva sorprese di sorta: ha mostrato di aver bisogno di allargare i suoi contatti al di fuori del perimetro dei Paesi occidentali.<QA0>

 


(Traduzione di Fabio Galimberti)