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Fondi per gli asili, era già tutto previsto. Botta e risposta tra Giavazzi e Boeri & Perotti

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Su Repubblica erano apparse le critiche dei due economisti al programma del governo Meloni
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Caro Direttore,
i colleghi Tito Boeri e Roberto Perotti hanno criticato, domenica sul suo giornale, il "programma asili" del Pnrr, perché "creare nuovi posti nei nidi per l'infanzia significa accollarsi ogni anno nuove spese per personale, mense e manutenzione: parliamo di circa 1 miliardo di euro l'anno. Ma il Pnrr chiude i rubinetti fra tre anni e in ogni caso non paga le spese per il personale e la manutenzione."

Nello specifico la Legge di bilancio 2022 ha previsto, per potenziare il finanziamento dei posti disponibili negli asili, un incremento del fondo solidarietà comunale di 20 milioni di euro per l'anno 2022, 25 milioni per il 2023, 30 milioni per il 2024, 50 milioni per il 2025, 150 milioni per il 2026 e 800 milioni annui a decorr…

Caro Direttore,
i colleghi Tito Boeri e Roberto Perotti hanno criticato, domenica sul suo giornale, il "programma asili" del Pnrr, perché "creare nuovi posti nei nidi per l'infanzia significa accollarsi ogni anno nuove spese per personale, mense e manutenzione: parliamo di circa 1 miliardo di euro l'anno. Ma il Pnrr chiude i rubinetti fra tre anni e in ogni caso non paga le spese per il personale e la manutenzione."

Nello specifico la Legge di bilancio 2022 ha previsto, per potenziare il finanziamento dei posti disponibili negli asili, un incremento del fondo solidarietà comunale di 20 milioni di euro per l'anno 2022, 25 milioni per il 2023, 30 milioni per il 2024, 50 milioni per il 2025, 150 milioni per il 2026 e 800 milioni annui a decorrere dal 2027. Questo finanziamento equivale, in termini di costo standard, al servizio a tempo pieno, in proporzione alla popolazione di età compresa tra 0 e 2 anni, nei comuni nei quali il predetto rapporto è inferiore al livello minimo prestabilito. Queste somme si aggiungono a quanto era già stato stanziato nella Legge di bilancio 2021: 100 milioni per l'anno 2022, 150 milioni per l'anno 2023, 200 per l'anno 2024, 250 per l'anno 2025 e 300 annui a decorrere dall'anno 2026. E si arriva così a 1,1 md annui dal 2027.


Costruiti i nuovi asili servivano poi due cose: trovare i soldi per il loro funzionamento, una volta costruiti, e monitorare che i Comuni li spendessero per quello. La prima condizione il governo Draghi la ha assicurata, la seconda compete al governo che sarà in carica quando i nuovi asili verranno aperti. A meno di cambiare la Costituzione e introdurre delle norme che obblighino i Comuni a farlo.
Temo tuttavia che l'intento di Boeri e Perotti fosse un altro: confondere i lettori sulle responsabilità di gestione del Pnrr da parte di ministri differenti appartenenti a governi diversi, e nel farlo offrire una giustificazione a chi, nel governo in carica, opera per cancellare il piano.
Liberi di farlo, ma questo è un altro discorso. E di certo non giova alla chiarezza del dibattito intorno agli obiettivi del Pnrr e alla sfida che rappresenta per l'intero sistema Paese.  

 
Bastava leggere più attentamente il nostro articolo. Francesco Giavazzi ha rifatto i conti che avevamo fatto anche noi, e che in un articolo già pieno di numeri abbiamo necessariamente sintetizzato così: "Queste spese di gestione dovrebbero essere coperte in parte dalle rette e per la parte restante da un rafforzato fondo di solidarietà comunale. Ma [...] la Corte Costituzionale ha recentemente chiarito che il fondo di solidarietà comunale non può vincolare i comuni che ricevono soldi a utilizzarli per un programma specifico". E infatti le informazioni che abbiamo raccolto evidenziano come i comuni fossero restii ad investire in asili nido nonostante l'aumento del fondo di solidarietà comunale.
Francesco pensa che basti fare una legge e mettere i soldi per risolvere tutti i problemi. È esattamente lo spirito che ha permeato tutto il Pnrr, e che ha dimostrato tutti i suoi limiti. I programmi, soprattutto se enormemente ambiziosi (o dovremmo dire irrealistici?) come tutti quelli del Pnrr, vanno seguiti, monitorati, modificati lungo il cammino per rispondere alle decine di imprevisti. Ed è ingenuo pensare che il monitoraggio della Commissione Europea risolva tutti i problemi.

Francesco ci attribuisce disegni occulti addirittura per confondere i lettori, ben sapendo che l'accusa è insensata; e accusa una parte del governo attuale di voler cancellare il piano. È possibile. Eppure ci deve essere qualcosa d'altro perché, come risulta a noi e come chiarisce un documento dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio, i problemi che abbiamo evidenziato si erano già manifestati nel 2021 e 2022, quando già il fondo di solidarietà comunale era stato aumentato.

Il programma per l'infanzia è modesto, pochi miliardi. Non osiamo immaginare i danni che può causare questa filosofia di "fai la legge, stanzia i soldi, spera nella Commissione Europea, dai la colpa agli altri se qualcosa ancora non funziona" applicata a tutto il resto del Pnrr.
(tito boeri e roberto perotti)