DeSantis, l'alternativa impossibile
di Mario PlateroIl disastroso annuncio presidenziale di Ron DeSantis su Twitter è lo specchio di un partito repubblicano incapace di esprimere candidati alternativi a Donald Trump per la guida del Paese. Mike Pompeo, ex deputato, già capo della Cia e segretario di Stato, piacione con molte chance, ha mollato prima ancora di cominciare. Nikki Haley, donna intelligente della minoranza indiana-americana, moderata, ex governatore della South Carolina e Ambasciatore all'Onu, aveva fatto sognare. Ma non ha il fuoco per incendiare gli animi. Tim Scott, l'unico repubblicano nero al Senato, che ha annunciato la sua candidatura qualche giorno fa, non ha alcuna chance di emergere come una minaccia reale per Trump. Mike Pence l'ex vicepresidente, serio e più rappresentativo dell'ala religiosa, annuncerà a giorni. Piace a certe fazioni conservatrici classiche del partito ma è difficile che riesca a conquistare molti voti alle primarie.
Il disastroso annuncio presidenziale di Ron DeSantis su Twitter è lo specchio di un partito repubblicano incapace di esprimere candidati alternativi a Donald Trump per la guida del Paese. Mike Pompeo, ex deputato, già capo della Cia e segretario di Stato, piacione con molte chance, ha mollato prima ancora di cominciare. Nikki Haley, donna intelligente della minoranza indiana-americana, moderata, ex governatore della South Carolina e Ambasciatore all'Onu, aveva fatto sognare. Ma non ha il fuoco per incendiare gli animi. Tim Scott, l'unico repubblicano nero al Senato, che ha annunciato la sua candidatura qualche giorno fa, non ha alcuna chance di emergere come una minaccia reale per Trump. Mike Pence l'ex vicepresidente, serio e più rappresentativo dell'ala religiosa, annuncerà a giorni. Piace a certe fazioni conservatrici classiche del partito ma è difficile che riesca a conquistare molti voti alle primarie.
Restava lui, Ron, 44 anni, unico giovane contro l'accoppiata dei vecchi, Trump e Biden. Ex Navy Seal, eroe di guerra, una moglie, Sally, ex star delle news televisive. Soprattutto governatore della Florida al secondo mandato con una vittoria a valanga alle recenti elezioni. Credenziali impeccabili sulla carta. Il problema è che gli entusiasmi riposti in questo alfiere della destra conservatrice per un futuro post trumpiano erano andati delusi ben prima dello sfortunato debutto twittarolo dell'altra sera. DeSantis aveva cominciato a perdere i pezzi per strada un paio di mesi fa, quando ha detto che l'invasione della Russia in Ucraina era una semplice "disputa territoriale" e coinvolgersi ulteriormente nel conflitto non era "un interesse vitale per gli Stati Uniti d'America". Davanti alla feroce levata di scudi dei senatori repubblicani a Washington, Ron ha fatto un'inutile rapida marcia indietro. Risultato: in quel momento una vasta base fatta da imprenditori di successo capaci di influenzare un comparto determinante del partito si è allontanata da lui. Motivazione? Inesperienza, incoerenza, troppo fragile e inaffidabile per tutelare gli interessi di lungo termine del Paese.
Poi c'è stato l'incidente Disney. Mesi fa DeSantis non tollerò che la multinazionale criticasse certe posizioni antigay da lui codificate nelle leggi dello stato e ha tolto al colosso dell'intrattenimento alcuni vantaggi fiscali. La risposta non si è fatta attendere. Pochi giorni fa, come benvenuto alla sua candidatura ufficiale, Disney ha cancellato investimenti per un miliardo di dollari in Florida decisi ancora nel 2021, che avrebbero creato 2000 posti di lavoro. L'investimento andrà altrove. Errore grave. Alienare il grande business per un conflitto ideologico non è mai una buona idea, soprattutto per un conservatore. Infine DeSantis ha cercato di conquistare i blue collars, quella base fatta da una classe operaia bianca che ha trasferito le sue speranze sull'estremismo repubblicano, senza capire che quella base non avrebbe mai abbandonato l'eroe del cuore, Donald Trump. Di più, corteggiando inutilmente i blue collars, DeSantis si è anche alienato quei gruppi demografici di giovani laureati conservatori che formavano invece la base più forte dei suoi sostenitori.
È partendo da questa serie di incidenti che si è arrivati all'annuncio "storico" su Twitter Spaces: mezzo non collaudato, (si è congelato per 25 minuti); l'incontenibile Elon Musk, che gli ha rubato più volte la scena e, come se non bastasse, una perdita per guasti e incongruenze di una buona parte dei 500.000 ascoltatori iniziali e di donazioni hanno contribuito a ridicolizzare il Debutto in buona parte della stampa americana. Certo, DeSantis farà la sua battaglia, ha molti quattrini e una retorica accattivante per il suo pubblico. Ma alla fine, a meno di colpi di scena anche giudiziari, prevarrà Trump, per poi perdere con Biden. Se questo pronostico, il più accreditato a Washington, prevarrà, forse allora i repubblicani capiranno che dovranno cambiare timbro e che le elezioni, anche nell'era dei populismi, si vincono al centro e non puntando sulle basi fedeli ma aleatorie dell'estrema destra.