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Chiara Ferragni e Elisa Esposito, la morale è sempre social

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In questa guerra virtuale non conta chi ha ragione o chi ha torto. Conta solo chi è in grado di inventare una guerra al giorno, per attirare su di sé sguardi e quindi denaro
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Se io fossi pagata un tanto a sguardo, farei di tutto per attirare sguardi. Ma nello stesso modo se fossi quella che guarda tenderei a non scandalizzarmi se qualcun altro oltre a me guarda, facendo guadagnare sempre di più a quella che viene pagata un tanto a sguardo.

Lo so, è più complicato di così, ma neanche tanto. I social funzionano in questo modo perverso: accusatori e accusati sono avvinti in un vincolo perverso, hanno bisogno gli uni degli altri per sopravvivere.

Se di colpo nessuno si soffermasse più a guardare, commentare, deprecare il fondoschiena che Chiara Ferragni si fotografa, i suoi affari finirebbero immediatamente. Intendo in un istante: fine di tutto. E non sto dicendo che sarebbe un bene.

Sicuramente non lo sarebbe per Chiara Ferragni, ma forse neanche per noi, che su quel fondoschiena e la riprovazione che suscita costruiamo conversazioni, trasmissioni televisive, articoli di giornale come questo. Sono le regole della rete, e …

Se io fossi pagata un tanto a sguardo, farei di tutto per attirare sguardi. Ma nello stesso modo se fossi quella che guarda tenderei a non scandalizzarmi se qualcun altro oltre a me guarda, facendo guadagnare sempre di più a quella che viene pagata un tanto a sguardo.

Lo so, è più complicato di così, ma neanche tanto. I social funzionano in questo modo perverso: accusatori e accusati sono avvinti in un vincolo perverso, hanno bisogno gli uni degli altri per sopravvivere.

Se di colpo nessuno si soffermasse più a guardare, commentare, deprecare il fondoschiena che Chiara Ferragni si fotografa, i suoi affari finirebbero immediatamente. Intendo in un istante: fine di tutto. E non sto dicendo che sarebbe un bene.

Sicuramente non lo sarebbe per Chiara Ferragni, ma forse neanche per noi, che su quel fondoschiena e la riprovazione che suscita costruiamo conversazioni, trasmissioni televisive, articoli di giornale come questo. Sono le regole della rete, e in particolare dei social.

Chiara Ferragni su Instagram 

Il mondo, intendo questo mondo, questo dove la gente fa lavori tradizionali, è diverso. Qui non scompari se nessuno ti guarda. Sì, certo, ti senti solo, poco amato, i giorni sono meno allegri se nessuno ti guarda, ma non scompari.

Puoi continuare a fare il pane, guidare l'autobus, vendere telefonini. Puoi continuare a fare tutti quei lavori per i quali vieni retribuito circa 1.300 euro al mese, come scrive la "maestra di corsivo su TikTok" (qualunque cosa voglia dire).

Se guadagnate 1.300 euro al mese (intendendo "una miseria"), scrive Elisa Esposito insultata da qualcuno dei suoi seguaci per una ragione a caso, non è colpa mia. Frase che peraltro ha anche una sua ragionevolezza.

Non è certo colpa di una tale Elisa Esposito se un insegnante guadagna cifre ridicole, ma di chi stabilisce che insegnare a scuola o assistere i malati negli ospedali, o curarli, vale una miseria. Mestieri che andrebbero piuttosto retribuiti tantissimo, così da essere appetibili ai ragazzi e le ragazze che escono dalle scuole superiori.

Elisa Esposito su TikTok 

E invece no, e infatti i più astuti di loro, come Chiara Ferragni e la "maestra di corsivo", impiegano il loro talento ingaggiando quotidiane tenzoni con caterve di utenti misteriosi, al fine di renderli sempre più numerosi.

E in questa guerra virtuale non conta chi ha ragione o chi ha torto, neanche chi è più forte o chi è più debole, conta solo chi è in grado di inventare una guerra al giorno, per attirare su di sé sguardi e quindi denaro.

In questo logorante gioco delle parti tra chi si indigna e chi si lagna, l'eroina del giorno è la presunta undicenne che non si sente rappresentata dal fondoschiena di Chiara Ferragni e contro quel fondoschiena punta il suo ditino. Vero, falso, chissà.

Chissà se dietro quella undicenne si nasconde un adulto, o magari Chiara Ferragni stessa. E se davvero si tratta di una bambina di 11 anni, viene da chiedersi per quale ragione sente il bisogno di puntare il suo ditino contro Chiara Ferragni anziché occuparsi di qualcos'altro.

Perché una bambina tratta una star dei social come la sua bambola, chiedendole di fare quello che le piace o che le sembra giusto? Ma come dicevo Instagram ha le sue ragioni che la ragione non comprende.

Tanto domani ce lo saremo dimenticato e oggi di nuovo abbiamo parlato di Chiara Ferragni, garantendole di non dover chiudere la baracca, e di una tizia, famosa perché si esprime ad alta voce in un carattere di scrittura, che viene accusata di non avere un lavoro serio da persone che fanno lavori seri e nel tempo libero, seguendola e insultandola, le permettono di guadagnare tutti i soldi che guadagna. Avete presente l'uroboro? Ecco.