Elezioni comunali, il buio del centrosinistra
di Francesco BeiIl secondo turno delle amministrative si abbatte su un centrosinistra già allo sbando, aggravando una situazione di debolezza al momento irrecuperabile. Per dire dell'abisso dal quale si deve risalire, i leader dello schieramento che dovrebbe contendere il governo alla destra non sono riusciti nemmeno a salire una volta sullo stesso palco durante tutta la campagna elettorale. Tra tutte le città al voto, il Pd e il M5S si presentavano alleati solo in quattro: Siracusa e Catania in Sicilia, oltre a Brindisi e Pisa.
I sondaggi nazionali indicano una inferiorità numerica del centrodestra, se solo le forze del centrosinistra riuscissero a superare le loro divisioni. Un'operazione che, al momento, appare impossibile. E la responsabilità è soprattutto di Giuseppe Conte, che preferisce piantare banderillas per far sanguinare il Pd piuttosto che immaginare una coalizione comune.
Né vale aggrapparsi all'unica vittoria strappata per i…
Il secondo turno delle amministrative si abbatte su un centrosinistra già allo sbando, aggravando una situazione di debolezza al momento irrecuperabile. Per dire dell'abisso dal quale si deve risalire, i leader dello schieramento che dovrebbe contendere il governo alla destra non sono riusciti nemmeno a salire una volta sullo stesso palco durante tutta la campagna elettorale. Tra tutte le città al voto, il Pd e il M5S si presentavano alleati solo in quattro: Siracusa e Catania in Sicilia, oltre a Brindisi e Pisa.
I sondaggi nazionali indicano una inferiorità numerica del centrodestra, se solo le forze del centrosinistra riuscissero a superare le loro divisioni. Un'operazione che, al momento, appare impossibile. E la responsabilità è soprattutto di Giuseppe Conte, che preferisce piantare banderillas per far sanguinare il Pd piuttosto che immaginare una coalizione comune.
Né vale aggrapparsi all'unica vittoria strappata per il rotto della cuffia, quella di Giacomo Possamai a Vicenza, visto che il neo sindaco ha cercato in tutti i modi di non accostare il suo volto a quello dei leader nazionali, Schlein in testa, pregandoli anzi di non farsi vedere in città.
Gli elettori non ritengono credibile l'offerta politica del centrosinistra, il punto è questo. E lo puniscono anche dove sarebbe ingiusto, come ad Ancona, dove l'amministrazione uscente di Valeria Mancinelli aveva conquistato la testa della classifica tra le città meglio amministrate.
C'è un indubbio vento di destra che soffia in tutta Europa, dalla Grecia alla Spagna, dalla fredda Finlandia alle sponde italiane. Ma questo aumenta la responsabilità di chi è chiamato ad opporsi, che deve mettere presto la testa sul tema delle alleanze e iniziare a costruire un'alternativa credibile.
La destra al governo è in difficoltà su tutto, dai migranti all'attuazione del Pnrr, dalla trasformazione dell'economia italiana all'attacco alle mille arretratezze del Paese. Ma finché avrà di fronte un'opposizione a pezzi come questa, la luna di miele è destinata a durare.
Il risultato disastroso del voto nei Comuni è anche un monito per la giovane segretaria del Pd, che è salita su un treno in corsa. Non sarebbe corretto inchiodarla alla sconfitta di candidati e candidate che non ha scelto lei ma si è ritrovata bon gré mal gré a sostenere. Ma il tempo degli alibi sta finendo anche per lei.