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Genitori e figli senza diritti

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Il via libera della Commissione Giustizia della Camera al disegno di legge sulla gestazione per altri non tiene conto delle conseguenze del provvedimento
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La gestazione per altri un reato universale. Con chi hanno parlato coloro che, in Commissione Giustizia, hanno votato a favore di questa norma? Con quali donne sono entrati in contatto e, soprattutto, con quanti bambini nati con gestazione per altri hanno giocato? Non hanno pensato alle conseguenze che potrà avere questa norma su di loro.

Ci sarebbero tante considerazioni da fare sulla Gpa. Si potrebbe ad esempio riflettere sul fatto che, come molte pratiche, tutto dipende dal contesto e dalle condizioni in cui si trova una donna che decide di portare avanti una gravidanza per fare dono della paternità o della maternità a coppie che altrimenti non potrebbero avere figli. Si potrebbe decidere di condannare e punire chi sfrutta situazioni di povertà e disagio ma si potrebbe anche riconoscere che c'è chi decide altruisticamente di donare la vita: c'è chi dona gratuitamente un rene o un pezzo di fegato, c'è chi dona costa…

La gestazione per altri un reato universale. Con chi hanno parlato coloro che, in Commissione Giustizia, hanno votato a favore di questa norma? Con quali donne sono entrati in contatto e, soprattutto, con quanti bambini nati con gestazione per altri hanno giocato? Non hanno pensato alle conseguenze che potrà avere questa norma su di loro.

Ci sarebbero tante considerazioni da fare sulla Gpa. Si potrebbe ad esempio riflettere sul fatto che, come molte pratiche, tutto dipende dal contesto e dalle condizioni in cui si trova una donna che decide di portare avanti una gravidanza per fare dono della paternità o della maternità a coppie che altrimenti non potrebbero avere figli. Si potrebbe decidere di condannare e punire chi sfrutta situazioni di povertà e disagio ma si potrebbe anche riconoscere che c'è chi decide altruisticamente di donare la vita: c'è chi dona gratuitamente un rene o un pezzo di fegato, c'è chi dona costantemente tempo e amore, c'è chi dona persino la vita senza chiedere nulla in cambio. Ma non è di questo che voglio parlare qui. Anche perché, per capire il valore del dono di chi porta avanti una gravidanza per conto di altri, bisognerebbe essere capaci di guardare in faccia questi uomini e queste donne che diventano papà o mamma grazie alla Gpa; bisognerebbe poter percepire la loro gratitudine per ciò che non considerano un diritto, ma una grazia; bisognerebbe avere il coraggio di passare qualche ora con i loro figli e rendersi conto che queste bambine e questi bambini, sin da piccoli, sanno bene che è grazie alla generosità di un'altra donna che sono nati.


Qui vorrei concentrarmi soprattutto sulle conseguenze che può avere sui bambini nati grazie a una Gpa una legge come quella votata ieri in Commissione Giustizia. Bambini che non sono affatto una merce, come si sente sin troppo spesso ripetere, e che necessiterebbero di un quadro giuridico capace di proteggerli, così come sono protetti tutti gli altri. Già oggi questi bambini sono discriminati, visto che sui loro documenti di identità compare uno solo dei due genitori: l'altro, agli occhi dello Stato, non esiste, anche se si tratta di un padre o di una madre, di colui o di colei che (insieme all'altro genitore) li ha allattati e cresciuti, di chi ha fatto loro il bagnetto la sera o li ha accompagnati dal pediatra, di chi ha insegnato loro le prime parole o ha fatto la nottata accanto a loro quand'erano malati. Già oggi a questi bambini è negato il diritto di essere sicuri che non accadrà mai che una maestra possa rifiutare di farli tornare a casa con colui o con colei il cui nome è assente dai documenti ufficiali.

Ebbene, se la gestazione per altri dovesse davvero diventare reato universale (che poi lo sarebbe solo nel nostro Paese, altro che universale, mica negli altri Paesi varrebbe una tale norma!), questi bambini perderebbero anche quel poco che hanno, reietti da una società che dice di voler agire per il loro bene, ma a cui, di fatto, di loro non importa nulla. Perderebbero i padri e le madri, sbattuti in galera come volgari assassini; perderebbero la propria famiglia; perderebbero tutto. È questo che vogliono coloro che si riempiono la bocca di belle parole e che si sentono in pace con la propria coscienza per aver detto di sì a una norma che definisce la gestazione per altri un reato universale? La paternità e la maternità sono sempre complesse e, permettetemi di dirlo, quasi mai frutto di un gesto altruistico. Sono tante le persone che hanno figli perché è così che si fa, oppure capita, oppure li vogliono con la stessa forza con cui si può volere un cane o un gatto. La genitorialità vera ha ben poco a che vedere con il Dna o il sangue: è quel legame che si stringe con un figlio (biologico o meno) quando ci si assume la responsabilità di accoglierlo, riconoscerlo, amarlo, accudirlo, talvolta anche sgridarlo. Ci hanno pensato, almeno per qualche istante, coloro che ieri hanno votato questa assurda e ingiusta norma?