Roma Pride, offesi ma non sorpresi
di Pietro TuranoChe la nuova Regione Lazio, guidata dal centro-destra, ritiri il patrocinio al Roma Pride subito dopo averlo concesso, oltre ad essere goffo, mi offende ma non mi sorprende. Mi offende perché il Pride per me è stata la prima occasione per sentirmi orgoglioso di essere gay, rivendicandone la bellezza e liberandomi dalla convinzione di dovermi consegnare ad una vita di vergogna e sottrazione.
Apostrofare il Pride come una manifestazione che "promuove comportamenti illegali" non solo è disonesto, ma completamente strumentale e fuorviante, miope: allora, se è per questo, la legge italiana ignora ancora moltissimi dei nostri diritti ed è proprio per questo che lottiamo, per essere riconosciuti e riconosciute dalle leggi del nostro Paese, che risulta ancora fra gli ultimi in Europa per tutela delle persone Lgbtqi+ (Ilga, Rainbow Map 2023).
La verità è che dopo la richiesta di ritirare il patrocinio della Regione Lazio da parte di …
Che la nuova Regione Lazio, guidata dal centro-destra, ritiri il patrocinio al Roma Pride subito dopo averlo concesso, oltre ad essere goffo, mi offende ma non mi sorprende. Mi offende perché il Pride per me è stata la prima occasione per sentirmi orgoglioso di essere gay, rivendicandone la bellezza e liberandomi dalla convinzione di dovermi consegnare ad una vita di vergogna e sottrazione.
Apostrofare il Pride come una manifestazione che "promuove comportamenti illegali" non solo è disonesto, ma completamente strumentale e fuorviante, miope: allora, se è per questo, la legge italiana ignora ancora moltissimi dei nostri diritti ed è proprio per questo che lottiamo, per essere riconosciuti e riconosciute dalle leggi del nostro Paese, che risulta ancora fra gli ultimi in Europa per tutela delle persone Lgbtqi+ (Ilga, Rainbow Map 2023).
La verità è che dopo la richiesta di ritirare il patrocinio della Regione Lazio da parte di Pro Vita, organizzazione che ha sostenuto Rocca, il presidente della Regione ha eseguito l'ordine per pagare il ricatto e il riscatto elettorale.
Si è giustificato impugnando un passaggio del documento politico di Roma Pride, in cui si chiede di regolamentare anche in Italia la Gestazione per altri in modo etico, rispettoso e solidale: cioè inquadrando quello strumento per la genitorialità fuori da possibili dinamiche di sfruttamento o commercializzazione.
Per dovere di cronaca va specificato che la stragrande maggioranza delle coppie italiane che ricorrono a questa pratica all'estero sono eterosessuali, e che nei Paesi dove attualmente si rischiano dinamiche di sfruttamento, le coppie composte da due mamme o due papà non sono ben accette.
Le uniche coppie a raggiungere quei Paesi sono quelle composte da un uomo e una donna, che non incontreranno mai ostacoli nell'accedere alla Gpa all'estero né tantomeno nel riconoscimento dei propri figli al rientro in patria.
Ma poi, da quando chiedere la legalizzazione di una pratica significa promuovere comportamenti illegali? Ad esempio, raccogliere firme per l'eutanasia significava forse promuovere comportamenti illegali? A casa mia questo si chiama "ribaltare la frittata".
Le parole di Rocca rientrano perfettamente nella propaganda d'odio della destra verso le persone Lgbtqi+, per questo non mi sorprendono. La destra che oggi ci governa e che strizza l'occhio a Polonia e Ungheria, sta adottando pratiche fasciste: guidare il Paese attraverso decreti-legge e, ad esempio, perseguitare alcune famiglie attraverso il potere delle prefetture, è una pratica fascista. Focalizzare l'azione di governo sulla propaganda, l'ideologia, l'odio, è una pratica fascista.
Siccome però viviamo ancora in uno Stato democratico, un patrocinio negato non significa nulla. Essere ignorate e ignorati dalle istituzioni non è di certo una novità per noi e, per quanto sia triste, non ci sposterà di una virgola dalle nostre rivendicazioni, anzi ci spingerà a manifestare con più forza nelle strade di tutta Italia. Inoltre, la bizzarra proposta di Rocca di ri-concedere il patrocinio in caso di scuse da parte di Roma Pride, appare come un puerile e goffo tentativo di ricatto morale, che mai potrebbe trovare sponda.
Dirò di più: non ricevere il patrocinio ipocrita di un'amministrazione che ci considera cittadini e cittadine di serie B, è per me motivo di sollievo. Farebbe bene il presidente Rocca a chiedere scusa ai cittadini e le cittadine che rappresenta, che sono anche persone lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, che manifesteranno orgogliosamente ai Pride di Roma il 10 giugno e di Latina l'8 luglio.
E faremmo bene noi a non magnificare il politico di turno per aver concesso un patrocinio, come se dovessimo ringraziare dopo una gentile benedizione.
Poi faremmo bene noi a dedicare le energie verso la costruzione e la protezione dei nostri spazi, anziché verso le chiacchiere: sono tre giorni che discutiamo dell'inserimento del logo di una Regione nella comunicazione del nostro Pride, mentre associazioni del movimento Lgbtqi+ come Arcigay Roma aspettano ancora di vedere il proprio di logo, inserito fra quelli del coordinamento del Pride. A furia di mirare verso il potere, rischiamo di perdere il nostro potere, di comunità. Questo no, non potremo perdonarcelo.