Pnrr, missione asili
di Linda Laura SabbadiniIl governo sta lavorando con la Commissione Europea sulla rivisitazione degli obiettivi del Pnrr. Bene, che sfrutti questa occasione per ampliare i fondi per gli asili nido. Solo il 27,2% dei bimbi va al nido. Di questi poco meno della metà frequenta nidi pubblici.
Non possiamo permetterci nessun rinvio oltre il 2026 della costruzione di nidi. I fondi attuali dedicati ai nidi del Pnrr devono essere utilizzati entro la scadenza. Ma è fondamentale che la trattativa con la Commissione rappresenti l'occasione per estendere i fondi per nidi di qualità, e raggiungere il 45% di copertura per il 2030, come l'Europa richiede a tutti i 27 Paesi.
A parte la famosa legge del 1971 che prevedeva l'istituzione dei nidi pubblici, mai applicata, visti i dati, la legge 65 del 2017, varata dal governo Renzi, aveva stabilito che i nidi sono servizi educativi e dovrebbero essere universali. Sono un diritto dei bambini. Ma un diritto non esigibile è un diritto …
Il governo sta lavorando con la Commissione Europea sulla rivisitazione degli obiettivi del Pnrr. Bene, che sfrutti questa occasione per ampliare i fondi per gli asili nido. Solo il 27,2% dei bimbi va al nido. Di questi poco meno della metà frequenta nidi pubblici.
Non possiamo permetterci nessun rinvio oltre il 2026 della costruzione di nidi. I fondi attuali dedicati ai nidi del Pnrr devono essere utilizzati entro la scadenza. Ma è fondamentale che la trattativa con la Commissione rappresenti l'occasione per estendere i fondi per nidi di qualità, e raggiungere il 45% di copertura per il 2030, come l'Europa richiede a tutti i 27 Paesi.
A parte la famosa legge del 1971 che prevedeva l'istituzione dei nidi pubblici, mai applicata, visti i dati, la legge 65 del 2017, varata dal governo Renzi, aveva stabilito che i nidi sono servizi educativi e dovrebbero essere universali. Sono un diritto dei bambini. Ma un diritto non esigibile è un diritto non rispettato. Tutti i bambini dovrebbero accederci.
Ma non è così. Primo, perché di nidi ce ne sono pochi. Poi, perché sono costosi. Basta che lavorino in casa ambedue i partner che si arriva a pagare molto per la retta. E a quel punto diventa non vantaggioso per le donne, soprattutto di status sociale più disagiato, magari operaie, mandare i figli al nido. Sono portate a non lavorare perché è più conveniente per il bilancio famigliare.
L'investimento educativo nei primissimi anni di vita è fondamentale, perché i bimbi che ne fruiscono hanno una probabilità maggiore di ottenere risultati più positivi nel percorso scolastico successivo, rispetto agli altri.
Ciò è tanto più vero quanto più i bimbi appartengono a famiglie con redditi bassi. Metà degli attuali posti sono nel privato, l'accesso di bimbi disagiati è molto scarso. E così viene loro negata la possibilità di apprendere e socializzare da piccolissimi, di avere stimoli aggiuntivi, offerti da nidi di qualità, con personale qualificato, attentamente formato delle diverse professionalità, in verità carente.
E non è cosa da poco. Perché varie ricerche sottolineano che i bimbi che vanno al nido hanno una maggiore probabilità di sviluppare più capacità nella concentrazione, nell'ascolto, nel gioco, nella creatività, nell'interazione con i pari.
L'obiettivo dell'ampliamento dei fondi per i nidi, anche superando il 2026, è fondamentale, perché punta alla crescita del benessere dei bimbi, presente e futuro, e anche delle loro mamme, contribuendo ad alleggerire il carico di lavoro familiare sulle spalle delle donne.
Il governo deve perseguirlo non solo a parole, ma essendo conseguente nelle azioni. Per ora non sembra si stia attivando abbastanza, neanche per il raggiungimento dell'obiettivo del Pnrr del 33% di bimbi al nido entro il 2026. Nonostante le spese correnti siano state coperte dal governo Draghi.
A fronte delle difficoltà dei Comuni ad avviare i lavori per la costruzione di nidi, perché non ha attivato il piano B previsto dal governo Draghi, con la possibilità di utilizzare il potere sostitutivo della Cabina di regia? O perché non ha istituito un meccanismo alternativo per risolvere la situazione?
Lo sviluppo dei nidi è veramente una priorità della premier che prometteva nella campagna elettorale il 100% di bimbi al nido gratis, o non lo è?
Se lo è, che lo si dimostri, garantendo la costruzione dei nidi entro il 2026, senza rinvii, per quelli attualmente previsti dal Pnrr, e concordando con la Commissione europea una estensione dei fondi nel ricalibrare gli obiettivi del Pnrr, potenziando soprattutto i nidi pubblici. Così si potranno mettere altri tasselli per costruire le fondamenta dell'investimento decisivo per il futuro del Paese sulla formazione. Ponendo più bambini nelle condizioni di recuperare lo svantaggio sociale di partenza.
L'intervento dell'autrice è a carattere personale