Contesa sul Sahara Occidentale, una vittoria marocchina
di Tahar Ben JellounAlcuni pescatori in un porto nel Sahara Occidentale
(afp)Con una lettera del 17 luglio 2023, indirizzata al re Mohammed VI, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha riconosciuto la sovranità del Marocco sul Sahara. Sovranità che l’Algeria, attraverso il movimento Polisario, contesta dal 1975. Riassumiamo brevemente i fatti.
Nel 1884 la Spagna occupa le province sahariane in oggetto. Nel 1912 la Spagna annette amministrativamente in un proprio protettorato i possedimenti sahariani in Marocco. Nel 1975 la Spagna lascia il Sahara, e la Corte internazionale di Giustizia riconosce i diritti storici del Marocco sul Sahara occidentale.
Il 14 novembre del 1975, con la Marcia Verde, trecentocinquantamila marocchini manifestano nel Sahara. Quell’iniziativa produce un accordo tripartito tra Marocco, Mauritania e Spagna. Algeri contesta tale accordo, e per tutta risposta insedia a Tindouf un movimento di liberazione.
Da quel momento, la contesa del Sahara non ha mai smesso di inquinare i rapporti tra i due Stati vicini. Per il Marocco, il…
Con una lettera del 17 luglio 2023, indirizzata al re Mohammed VI, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha riconosciuto la sovranità del Marocco sul Sahara. Sovranità che l’Algeria, attraverso il movimento Polisario, contesta dal 1975. Riassumiamo brevemente i fatti.
Nel 1884 la Spagna occupa le province sahariane in oggetto. Nel 1912 la Spagna annette amministrativamente in un proprio protettorato i possedimenti sahariani in Marocco. Nel 1975 la Spagna lascia il Sahara, e la Corte internazionale di Giustizia riconosce i diritti storici del Marocco sul Sahara occidentale.
Il 14 novembre del 1975, con la Marcia Verde, trecentocinquantamila marocchini manifestano nel Sahara. Quell’iniziativa produce un accordo tripartito tra Marocco, Mauritania e Spagna. Algeri contesta tale accordo, e per tutta risposta insedia a Tindouf un movimento di liberazione.
Da quel momento, la contesa del Sahara non ha mai smesso di inquinare i rapporti tra i due Stati vicini. Per il Marocco, il Sahara rappresenta una causa nazionale sacra, legata al principio di integrità territoriale, mentre l’Algeria, che vorrebbe assicurarsi uno sbocco sull’Atlantico, contesta l’assegnazione del Sahara al Marocco.
I due Paesi ingaggiano una guerra fredda che porta addirittura alla chiusura delle frontiere, alla rottura dei rapporti diplomatici e al divieto imposto dall’Algeria all’aviazione civile marocchina di sorvolare il proprio spazio aereo. Il tutto accompagnato da un continuo martellamento mediatico.
In almeno due discorsi, re Mohammed VI ha teso la mano al Paese vicino, chiedendo in nome del bene dei due popoli la riapertura delle frontiere e l’accettazione di una cooperazione politica e culturale. Proposte alle quali l’Algeria ha opposto un categorico rifiuto, predisponendosi anzi a un possibile conflitto.
Gli Accordi di Abramo, firmati il 10 dicembre 2020, hanno riconosciuto la sovranità del Marocco sul Sahara Occidentale e determinato il ripristino dei rapporti diplomatici, economici e culturali del Marocco con lo Stato di Israele. Gli accordi, firmati da Donald Trump, sono stati lasciati invariati dal suo successore.
Oggi, anche Israele ha riconosciuto ufficialmente la sovranità del Marocco sul Sahara Occidentale. La decisione rappresenta una vittoria della diplomazia marocchina, che ha potuto contare sull’appoggio di diversi Stati europei, africani e arabi, il cui sostegno si è concretizzato con l’apertura di ventotto consolati nella città di Dakhla — dove anche Israele ha deciso di aprire una propria rappresentanza diplomatica.
In un messaggio al sovrano, inviato nel marzo 2022 dal primo ministro Pedro Sánchez, si legge che “la Spagna considera l’iniziativa di autonomia marocchina la base più seria, realistica e credibile per risolvere la controversia del Sahara”. La medesima posizione è stata adottata dalla Germania, dai Paesi Bassi, dall’Austria e dalla Svizzera.
Rimane fuori la Francia, che a causa dei suoi rapporti complicati con l’Algeria (la cui comunità di immigrati è la più importante tra quelle presenti nel Paese) ancora esita a compiere il grande passo. Tuttavia, la destra repubblicana francese si è congratulata con il Marocco per il successo, e ha chiesto a Emmanuel Macron di “riconoscere la sovranità del Marocco nel Sahara”.
Macron pensa di poter ricucire i legami con l’Algeria, la quale non smette di colpevolizzare la Francia con il “milione di martiri” morti durante la guerra di liberazione del 1954-62 — un atteggiamento che Macron ha definito «rendita della memoria».
I rapporti tra i due Paesi continuano ad essere tesi. Di recente, l’Algeria ha aggiunto al proprio inno nazionale una strofa anti-francese. Il presidente algerino ha inoltre annullato la propria visita in Francia, preferendo recarsi piuttosto dall’amico Putin, da cui acquista grandi quantità di armi.
Tutto fa pensare che la Francia debba rivedere la propria posizione nel Magreb e smettere di credere che l’Algeria sia pronta a mettere da parte il tema della memoria comune straziata dalla guerra.
Lo scorso 6 luglio l’Italia, che è legata all’Algeria da interessi importanti incentrati sul gas e sul petrolio, ha salutato per voce del ministro degli Esteri Antonio Tajani «gli sforzi seri e credibili» compiuti dal Marocco sulla questione del Sahara, come richiesto dalla risoluzione 2654 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Il fatto che il Marocco abbia ripreso a tutto campo i rapporti con Israele non significa che Rabat rinunci a sostenere la causa palestinese e abbia abbandonato la speranza di vedere i due Stati convivere pacificamente. Il ministro degli Esteri marocchino ha detto: «Il Marocco non sacrifica i propri interessi in nome dei suoi principi, e nemmeno i suoi principi in nome dei propri interessi».
(Traduzione di Marzia Porta)