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Il caso La Russa jr: un padre, una madre

Roma, Ignazio La Russa con il figlio Leonardo Apache

 (fotogramma)

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Da una parte c’è il presidente del Senato che difende Leonardo Apache, accusato di violenza sessuale. Dall’altra una donna che denuncia il figlio
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Essere genitori non significa avere comportamenti obbligati. Non significa avere una sola strada davanti, scegliere in maniera univoca. In un’epoca nella quale la costruzione di un giovane individuo vede impegnati molteplici soggetti educativi, non più soprattutto la famiglia e la scuola ma anche social attivi h24, cerchie di amici che talvolta diventano bande, modelli di vita imposti dall’immaginario collettivo, un genitore deve ritagliarsi un ruolo con i bordi netti perché la propria voce riesca a sovrastare il frastuono. Insomma, padri e madri devono imporsi con parole e scelte che lascino tracce.

In queste settimane ci sono stati due esempi di segno opposto ma in circostanze quantomeno analoghe e vale la pena fare una riflessione. Il primo caso è la difesa a spada tratta da parte del presidente del Senato, Ignazio La Russa, del figlio Leonardo Apache, accusato da una giovane di violenza sessuale (che al momento, visto il possibile coinvolgimento di un’altra persona, potrebbe conf…

Essere genitori non significa avere comportamenti obbligati. Non significa avere una sola strada davanti, scegliere in maniera univoca. In un’epoca nella quale la costruzione di un giovane individuo vede impegnati molteplici soggetti educativi, non più soprattutto la famiglia e la scuola ma anche social attivi h24, cerchie di amici che talvolta diventano bande, modelli di vita imposti dall’immaginario collettivo, un genitore deve ritagliarsi un ruolo con i bordi netti perché la propria voce riesca a sovrastare il frastuono. Insomma, padri e madri devono imporsi con parole e scelte che lascino tracce.

In queste settimane ci sono stati due esempi di segno opposto ma in circostanze quantomeno analoghe e vale la pena fare una riflessione. Il primo caso è la difesa a spada tratta da parte del presidente del Senato, Ignazio La Russa, del figlio Leonardo Apache, accusato da una giovane di violenza sessuale (che al momento, visto il possibile coinvolgimento di un’altra persona, potrebbe configurarsi come stupro di gruppo).

Il secondo caso è la denuncia di una madre di Firenze che, sulla scorta di immagini inequivocabili trovate sul cellulare del figlio quattordicenne, ha portato all’apertura di un’inchiesta per violenza sessuale nei confronti di due dodicenni, coinvolte in un’orgia in una villa fuori città.

Un padre, una madre. E due strade distinte. Da una parte c’è un uomo che ha fatto prevalere lo spirito di autoconservazione (anche per un politico scafato con La Russa non sarebbe una passeggiata essere la seconda carica dello Stato col figlio stupratore) e per proteggere istintivamente il giovane ha usato il più triviale dei kit del patriarcato condannando subito e senza appello la giovane che aveva sporto denuncia.

Dall’altra c’è una donna che ha scelto di agire per la salvezza del minore, il quale forse, assuefatto al catalogo dell’erotismo spinto che ormai i ragazzi sfogliano quotidianamente online, non si era neanche reso conto che detenere immagini pedopornografiche di due dodicenni benché consenzienti costituisse reato. E, mentre il papà ha cercato di tutelare sé stesso, la mamma si è messa a rischio sapendo che il proprio operato le avrebbe attirato le ire non solo degli altri ragazzi coinvolti ma anche delle loro famiglie, e chissà se pure quella di suo figlio.

Non è una questione di genere. Esistono mamme tigre che ucciderebbero per salvare i cuccioli di casa da giuste punizioni comminate da altri, esistono papà saggi che fanno tutto quanto è possibile per la crescita psicoemotiva dei propri figli, anche quando ciò prevede provvedimenti spiacevoli e dolorosi.

Generalizzare è fuorviante, ogni storia fa storia a sé. Essere genitori rende necessario fare scelte personalissime che riguardano la coscienza dei singoli e il destino dei loro cari. Ma quelle decisioni, quei comportamenti hanno anche una ricaduta sulla collettività, perché formano gli uomini e le donne di domani, e quindi riguardano anche tutti noi.

Non sappiamo in futuro che uomo sarà Leonardo Apache La Russa, che relazioni intreccerà, che affettività avrà, come si porrà nei confronti degli altri. Ma sappiamo che chi frequenterà il figlio della signora fiorentina avrà di fronte un uomo consapevole, perché ha ricevuto un insegnamento e probabilmente, essendole stata impartita da sua madre, quella lezione lo avrà reso una persona migliore.

Ciò che è bene di solito genera il bene. E la missione di chi ricopre un ruolo pubblico dovrebbe essere soprattutto il bene di tutti.

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