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Ambiente e sviluppo, nuove sfide senza confini

New Delhi, India

 (afp)

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Dobbiamo trovare un modo per finanziare un mondo diverso, in cui la resilienza climatica sia più forte, le pandemie gestibili, il cibo abbondante e la fragilità e la povertà vengano sconfitte
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I leader mondiali conoscono fin troppo bene le sfide della comunità globale: uno stallo nella lotta alla povertà, una crisi climatica esistenziale, una ripresa post-pandemica ancora agli inizi e una guerra devastante alle porte dell’Europa. Un senso di sfiducia sta silenziosamente separando il Nord dal Sud del mondo, proprio quando, se vogliamo sperare di superare queste crisi interdipendenti, dovremmo restare uniti.

La frustrazione vissuta dal Sud globale è comprensibile. Per molti versi, questi Paesi stanno pagando il prezzo della prosperità altrui. In un momento per loro di ascesa, temono che le risorse promesse vengano dirottate verso la ricostruzione dell’Ucraina, e sentono che le loro aspirazioni non troveranno spazio. Sono preoccupati che una generazione in crescita possa finire rinchiusa in una gabbia di povertà.

Ma la verità è che non possiamo sopportare un altro periodo di crescita ad alta intensità di emissioni. Dobbiamo trovare un modo per finanziare un mondo diverso, …

I leader mondiali conoscono fin troppo bene le sfide della comunità globale: uno stallo nella lotta alla povertà, una crisi climatica esistenziale, una ripresa post-pandemica ancora agli inizi e una guerra devastante alle porte dell’Europa. Un senso di sfiducia sta silenziosamente separando il Nord dal Sud del mondo, proprio quando, se vogliamo sperare di superare queste crisi interdipendenti, dovremmo restare uniti.

La frustrazione vissuta dal Sud globale è comprensibile. Per molti versi, questi Paesi stanno pagando il prezzo della prosperità altrui. In un momento per loro di ascesa, temono che le risorse promesse vengano dirottate verso la ricostruzione dell’Ucraina, e sentono che le loro aspirazioni non troveranno spazio. Sono preoccupati che una generazione in crescita possa finire rinchiusa in una gabbia di povertà.

Ma la verità è che non possiamo sopportare un altro periodo di crescita ad alta intensità di emissioni. Dobbiamo trovare un modo per finanziare un mondo diverso, in cui la resilienza climatica sia più forte, le pandemie gestibili, il cibo abbondante e la fragilità e la povertà vengano sconfitte.

Le nostre sfide non rispettano i confini geografici né potranno essere risolte con un approccio frammentario. Riguardano tutti noi, ma i loro effetti vengono percepiti in modi diversi. Nel Nord globale, cambiamento climatico significa riduzione delle emissioni, nel Sud, invece, è una questione di sopravvivenza, perché gli uragani stanno diventando sempre più violenti, le sementi resistenti al calore scarseggiano, la siccità sta distruggendo fattorie e città, e le alluvioni stanno spazzando via decenni di progresso.

In mezzo a tutto questo, c’è la Banca mondiale, la cui visione è semplice: creare un mondo senza povertà su un pianeta vivibile. Tale visione, però, è minacciata proprio da quelle crisi interdipendenti. È una corsa contro il tempo. Quest’urgenza ci spinge a riscrivere le regole che promuoveranno uno sviluppo efficace, migliorando la qualità della vita e del lavoro per le persone.

Il nuovo piano dovrà riguardare tutti, donne e giovani compresi, e lo sviluppo che sottintende dovrà resistere agli shock, compresi quelli legati al cambiamento climatico, alla perdita di biodiversità, alle pandemie, ai conflitti e alla fragilità. Dovrà, inoltre, essere sostenibile, apportare una crescita economica e un’occupazione stabili, benefici in ambito sanitario ed educativo, una gestione fiscale e del debito credibile, sicurezza alimentare, accesso ad aria e acqua pulite e un’energia a buon mercato.

La Banca mondiale deve conquistarsi legittimazione giorno per giorno attraverso il proprio operato. Alla riunione dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali dei Paesi del G20, che si è svolta in India, si è discusso anche di riformare tutte le banche multilaterali di sviluppo nel quadro della Evolution Roadmap. Attuare la roadmap non può essere un’attività ordinaria, serve un impegno quasi bellico. La Banca mondiale è pronta ad abbracciare questo cambiamento.

Non ci si deve limitare all’esborso di denaro. Bisogna anche occuparsi del numero di bambine scolarizzate e di posti di lavoro creati, delle tonnellate di emissioni evitate e della quantità di denaro del settore privato che potrà essere stanziata. Bisogna che la Banca mondiale aumenti la capacità di prestito e molto si sta facendo un questo senso per poter aiutare un maggior numero di Paesi a basso reddito a raggiungere gli obiettivi di sviluppo.

Quasi tutte le stime, però, indicano chiaramente che per fare progressi serviranno trilioni di dollari ogni anno. Per questo, si stanno spalancando le porte a partner del settore privato, per favorire quello sviluppo efficace e sostenibile che finora è sfuggito.

Mobilitare le risorse necessarie per generare crescita e occupazione, che è il modo migliore per ridurre la povertà, è un’impresa ardua.

Ritardare lo sviluppo significa negarlo, ecco perché dobbiamo superare gli effetti di un multilateralismo inefficiente, della competizione geopolitica e della sfiducia ormai diffusa in tutto il Sud del mondo. La Banca mondiale deve diventare un’oasi di cooperazione, collaborazione e creatività. Se sapremo costruire questo modello, potremo sconfiggere la povertà su un pianeta più vivibile.

Ajay Banga è il presidente della Banca mondiale

@ Project Syndicate, 2023

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