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Clima, Meloni abbandoni chi non vuole vedere

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La menzogna dei negazionisti frutta forse una miseria di audience tv. Ma per la premier farsi catturare da un’accozzaglia di falsi profeti sarebbe esiziale
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Quando Giorgia Meloni sbarcherà a Washington per l’importante summit con il presidente Joe Biden, l’istinto politico della primo ministro italiana noterà come l’emergenza cambio climatico domini le conversazioni nella capitale americana. Lasciandosi alle spalle le tragiche tempeste su Milano e gli incendi che devastano Palermo, la premier sentirà dividere, da funzionari e scienziati, l’estate 2023 del caldo record in tre zone rosse, Arizona, Xinjian, in Cina, e Mediterraneo, fulcro l’Italia.

Da quando l’astronomo Giuseppe Piazzi fondò a Palermo il più antico osservatorio astronomico del nostro Paese, nel 1790, mai la temperatura locale, annota lo scienziato scozzese Scott Duncan, aveva segnato 47 gradi, cancellando il record negativo di 44,8° del 1999. Secondo le stime di James Hansen, Columbia University, il 2023 è, da marzo, l’anno più torrido del pianeta Terra e l’estate non è ancora finita.

Tuttavia, rileva una inchiesta di Angela Giuffrida per il quotidiano britannico…

Quando Giorgia Meloni sbarcherà a Washington per l’importante summit con il presidente Joe Biden, l’istinto politico della primo ministro italiana noterà come l’emergenza cambio climatico domini le conversazioni nella capitale americana. Lasciandosi alle spalle le tragiche tempeste su Milano e gli incendi che devastano Palermo, la premier sentirà dividere, da funzionari e scienziati, l’estate 2023 del caldo record in tre zone rosse, Arizona, Xinjian, in Cina, e Mediterraneo, fulcro l’Italia.

Da quando l’astronomo Giuseppe Piazzi fondò a Palermo il più antico osservatorio astronomico del nostro Paese, nel 1790, mai la temperatura locale, annota lo scienziato scozzese Scott Duncan, aveva segnato 47 gradi, cancellando il record negativo di 44,8° del 1999. Secondo le stime di James Hansen, Columbia University, il 2023 è, da marzo, l’anno più torrido del pianeta Terra e l’estate non è ancora finita.

Tuttavia, rileva una inchiesta di Angela Giuffrida per il quotidiano britannico The Guardian, che riceve online centinaia di migliaia di clic favorevoli, i media di destra in Italia, talk show, quotidiani, web, si ostinano, con le firme più popolari, a negare il cambio del clima, malgrado il consenso unanime degli scienziati.

Non solo, fiutando che, dopo negazionismo No Covid-No Green Pass e appoggio a Putin contro l’Ucraina, la tossica galassia della disinformazione prende a mestare sul clima, (vedi rilevamenti dell’Italian Digital Media Observatory Ue) le testate populiste taroccano perfino le tabelle, pur di mentire su quello che ciascuno sa, aprendo la finestra al mattino: l’atmosfera brucia.

La menzogna frutta forse una miseria di audience tv, qualche copia in edicola, like solerti sui social media. Ma per la leader della seconda manifattura d’Europa, sesta del mondo, che fin qui ha tenuto la linea occidentale sull’Ucraina con piglio, eludendo la trappola dell’isolamento davanti agli altri leader democratici, farsi catturare da un’accozzaglia di falsi profeti sarebbe esiziale.

Nel suo ultimo rapporto il settimanale The Economist, vale a dire la voce secolare del libero mercato nella City, non certo blog legato alla militante ecologista Greta Thunberg, o catena Whatsapp per gli attivisti di Ultima Generazione, segnala come non reagire, con politiche industriali, ambientali e di ricerca, alla tragedia incombente rischia non solo catastrofi naturali ma anche crisi sociali, economiche, internazionali.

Il dossier segnala, per esempio, la scelta di città come Los Angeles, Miami e Atene di nominare assessori al Clima per prevenire morti fra gli anziani e black-out della rete elettrica, promuovendo la trasformazione ecologica dell’edilizia: idea da duplicare nelle nostre regioni in sofferenza.

Leader politici e infosfera di destra insistono, invece, a baccagliare contro l’Europa per le norme di sostenibilità in attuazione, non vedendone l’opportunità per la crescita, come segnala, di nuovo non un Verde irriducibile, ma il presidente di Confindustria Carlo Bonomi.

Per Giorgia Meloni, dunque, l’estate del solleone pone un confine altrettanto decisivo di quelli affrontati in Ucraina e in Europa. Finire ostaggio della propaganda balorda di chi nulla sa, o vuol sapere, le nuocerà in vista delle Europee 2024: la disfatta dei franchisti di Vox, alle elezioni in Spagna, anticipa gli umori di cittadini stanchi di demagogia e in cerca di buon governo.

L’agenda del vertice di Washington è stata preparata per Meloni con estrema cura dallo staff del Dipartimento di Stato e dell’Ambasciata Usa a Roma, come dalla squadra della nostra ambasciatrice negli Stati Uniti Mariangela Zappia e dalla Farnesina del ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Che Stati Uniti e Italia restino fianco a fianco nella crisi corrente è decisivo per l’intero Occidente, e ben venga allora il liberarsi di Roma dagli accordi capestro con la Cina.

Alla Casa Bianca si dice che il presidente Biden ami leggere, nei weekend, il saggio di Jeff Goodell The heat will kill you first, prima ti ammazza il clima, reportage affranto, dal Polo Nord all’Africa, sul cambio climatico. La premier Giorgia Meloni lo legga in volo, ne parli a Biden e lo regali a Ferragosto ai malmostosi negazionisti strapaesani. Serve alla nazione ed anche a lei.

Threads @gianniriotta

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