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Gestazione per altri, i balbettii dell’opposizione

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La sinistra si batta concretamente per i diritti dei figli ad avere legalmente entrambi i genitori che li hanno voluti
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L’approvazione, mercoledì 26 luglio alla Camera, della proposta di legge della maggioranza che definisce la gestazione per altri, in qualsiasi forma e condizione, reato universale avrà probabilmente pochi effetti pratici, non solo perché è una pratica già proibita in Italia, ma perché è del tutto legale in molti Paesi, inclusi alcuni Paesi europei, all’interno della Ue e fuori di essa.

Che piaccia o meno, le modalità di fare famiglia, di attuare la filiazione sono ormai fortemente differenziate tra Paesi che pure condividono larghi tratti di cultura e legislazione comune. Per dire, anche l’adozione è normata diversamente.

Come hanno osservato molti giuristi, i trattati internazionali proibiscono di punire azioni compiute in un Paese in cui esse sono legali. L’unico effetto pratico sarà di rendere un po’ più accidentato il percorso di ritorno in Italia con il bambino/a nato in questo modo e soprattutto quello del riconoscimento della genitorialità di entrambi coloro che lo hanno vol…

L’approvazione, mercoledì 26 luglio alla Camera, della proposta di legge della maggioranza che definisce la gestazione per altri, in qualsiasi forma e condizione, reato universale avrà probabilmente pochi effetti pratici, non solo perché è una pratica già proibita in Italia, ma perché è del tutto legale in molti Paesi, inclusi alcuni Paesi europei, all’interno della Ue e fuori di essa.

Che piaccia o meno, le modalità di fare famiglia, di attuare la filiazione sono ormai fortemente differenziate tra Paesi che pure condividono larghi tratti di cultura e legislazione comune. Per dire, anche l’adozione è normata diversamente.

Come hanno osservato molti giuristi, i trattati internazionali proibiscono di punire azioni compiute in un Paese in cui esse sono legali. L’unico effetto pratico sarà di rendere un po’ più accidentato il percorso di ritorno in Italia con il bambino/a nato in questo modo e soprattutto quello del riconoscimento della genitorialità di entrambi coloro che lo hanno voluto.

Ma l’effetto simbolico e comunicativo di questa approvazione e del modo in cui è avvenuta, nella frammentazione e persino assenza (il Pd) dell’opposizione, a fronte dell’adesione compatta della maggioranza, non va sottovalutato.

Facendo proprie le posizioni di parte del femminismo che si oppone con forza a qualsiasi forma di gestazione per altri, anche la più chiaramente solidale (tra amiche, sorelle), in nome della indivisibilità della maternità e schierandosi dalla parte di tutte le gestanti per altri, viste come indistintamente sfruttate, ha operato la quadratura del cerchio tra la difesa ad oltranza della famiglia tradizionale, basata sulla coppia eterosessuale e sulla netta distinzione tra maschile e femminile, la critica alla mercificazione dei corpi (femminili, ma anche infantili), la denuncia dello sfruttamento e dello squilibrio del potere.

Anche se mercificazione, sfruttamento, privazione della dignità e dei diritti fondamentali — di donne, uomini, bambine/i sono tranquillamente accettati come inevitabili quando si tratta di altre circostanze.

Questo successo simbolico e comunicativo è tanto più grande di fronte ai balbettii dell’opposizione, al netto di chi ha votato a favore della legge.

È del tutto legittimo e accettabile essere contrari alla gestazione per altri, denunciarne le oscurità e ambivalenze anche quando è formalmente “solidale”. Ma sarebbe necessario aprire una riflessione e un confronto più pacato, che coinvolga anche ampi strati della popolazione e non proceda per semplificazioni e anatemi reciproci.

Non si può sostenere, come nell’emendamento proposto da Magi, che la gestazione per altri sia una semplice “tecnica riproduttiva”, spersonalizzando totalmente la gestante.

E occorre cautela nel proclamare l’indivisibilità della maternità, ignorando, mi permetto sommessamente di dire, secoli di storia e volumi di ricerche antropologiche che viceversa documentano come la funzione materna si possa esprimere in una divisione del lavoro tra più figure non necessariamente in una relazione gerarchica.

L’indivisibilità della maternità come fatto non solo corporeo, ma psicologico, emotivo, comportamentale, è stata una acquisizione relativamente recente, a lungo andata di pari passo con la riduzione della sfera femminile e, in alcune culture (si pensi agli aborigeni australiani), imposta dal potere coloniale.

Soprattutto si vorrebbe vedere un’opposizione che, per quanto riguarda i temi della famiglia e della filiazione, affronti e faccia proposte per allargare le maglie dell’adozione, aprendola alle coppie dello stesso sesso e ai/alle singole, alle coppie conviventi, alle stesse condizioni di “capacità genitoriale” delle coppie sposate.

E che si batta concretamente per i diritti dei figli ad avere legalmente entrambi i genitori che li hanno voluti: quelli nati con la gestazione per altri, certo, ma prima ancora quelli nati da una coppia di donne. Si parta da qui. Sulla gestazione per altri è opportuna una moratoria.

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