Quando ho letto la notizia della morte di Matilda, la bulldog francese di Chiara Ferragni, ho subito pensato a Flush. Una biografia (1933), il romanzo che Virginia Woolf scrive per raccontare la storia d’amore tra i poeti Elizabeth Barrett e Robert Browning, parlando appunto del cane.
Ci ho pensato per due motivi, il primo è che, grazie a Flush, il cocker spaniel, Elizabeth Barrett capisce che cos’è l’amore e, avendolo capito, sa innamorarsi di Robert Browning, il secondo è ciò che Ferragni stessa ha scritto — ed è ciò che Elizabeth Barrett sa, come tutti coloro che vivono con un animale non umano — e cioè che la vita poteva essere molto diversa senza Matilda. Come per Elizabeth Barrett e Robert Browning con Flush, è grazie a Matilda che Ferragni e Fedez si sono conosciuti.
C’entra ancora la poesia, ma in forma di canzone. In Vorrei ma non posto (2016), Fedez canta “il cane di Chiara Ferragni ha il papillon di Vuitton, e un collare con più glitter di una giacca di Elton John”.…
Quando ho letto la notizia della morte di Matilda, la bulldog francese di Chiara Ferragni, ho subito pensato a Flush. Una biografia (1933), il romanzo che Virginia Woolf scrive per raccontare la storia d’amore tra i poeti Elizabeth Barrett e Robert Browning, parlando appunto del cane.
Ci ho pensato per due motivi, il primo è che, grazie a Flush, il cocker spaniel, Elizabeth Barrett capisce che cos’è l’amore e, avendolo capito, sa innamorarsi di Robert Browning, il secondo è ciò che Ferragni stessa ha scritto — ed è ciò che Elizabeth Barrett sa, come tutti coloro che vivono con un animale non umano — e cioè che la vita poteva essere molto diversa senza Matilda. Come per Elizabeth Barrett e Robert Browning con Flush, è grazie a Matilda che Ferragni e Fedez si sono conosciuti.
C’entra ancora la poesia, ma in forma di canzone. In Vorrei ma non posto (2016), Fedez canta “il cane di Chiara Ferragni ha il papillon di Vuitton, e un collare con più glitter di una giacca di Elton John”. Ferragni canta lei pure la canzone di Fedez (e J-Ax) e da quel momento, con un corteggiamento mediatico e intimo — del quale conosciamo solo la parte social, e così sia — Ferragni e Fedez cominciano a costruire la famiglia le cui vicende conosciamo grazie alla serie The Ferragnez.
Il cane, per un biografo, come Woolf ha mostrato, è un eccezionale punto di vista per raccontare una vita o un amore.
Così mi sono chiesta cosa pensa Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, del fatto che una delle maggiori scrittrici del Novecento — intendendo in questo femminile pure gli scrittori — ha dedicato una biografia a un cane.
La ministra, il 29 giugno scorso, intervenendo a un meeting giovanile di Fratelli d’Italia, aveva infatti chiamato a «una rivolta a difesa dell’umano» identificando nei nomi umani (si capirà nei giorni successivi al 29 giugno che il problema, e ciò che da esso conseguiva, sussisteva solo se i nomi erano italiani, rispondendo, gli animali non umani conviventi di Roccella, ai nomi di Spock, Donald Oliver e Colette), identificando nei nomi umani dati ai non umani, dicevo, il «sintomo di qualcosa, di un desiderio, un bisogno di affettività e di famiglia che c’è ma viene trasferito in maniera impropria sugli animali».
Così, l’annuncio della morte di Matilda ci consente di collegare ciò che sembrava dover rimanere separato, Eugenia Roccella e Virginia Woolf.
La prima si preoccupa che i nomi indichino i sentimenti, e dunque chiamare un cane Eugenio è un gesto a detrimento dell’umano.
La seconda annovera tre biografie nella sua opera. Orlando (un personaggio immaginario), Flush (un cocker spaniel), e Roger Fry (un eminente pittore e critico d’arte). Sancendo così che niente di umano va a detrimento dell’umano.
Non solo la vita trovata, ma pure la vita creata, immaginata o intuita può avere una biografia — nel discorso del 29 giugno scorso Roccella parlava, oltre che dei nomi dei cani, anche di maternità surrogata e omogenitorialità.
Così, in questa estate calda, la domanda che il post di Ferragni invita a porci è: sto con Eugenia Roccella o con Virginia Woolf? A voi la risposta.