Nessun dirigente del calcio italiano pensa più che le calciatrici siano “quattro lesbiche”, come un vecchio presidente della Lega Nazionali Dilettanti ebbe la brillante idea di definirle neppure troppi anni fa. Ma c’è il sospetto che il tanto sbandierato interesse istituzionale per queste atlete sia pura retorica. Le ragazze sono brave, okay, giocano bene “quasi come gli uomini”, però stiano al p…