Strage di Bologna, le parole chiare di Mattarella e le ambiguità di Meloni
di Lirio AbbateLo dicono i fatti, lo dimostrano i documenti, lo hanno assodato i giudici e adesso lo ribadisce con forza il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «La matrice neofascista della strage è stata accertata nei processi e sono venute alla luce coperture e ignobili depistaggi, cui hanno partecipato associazioni segrete e agenti infedeli di apparati dello Stato. La ricerca della verità completa è un dovere che non si estingue, a prescindere dal tempo trascorso. È in gioco la credibilità delle istituzioni democratiche».
Il Capo dello Stato usa parole chiare, definisce con termini precisi il magma incandescente che ha terrorizzato e violentato l’Italia il 2 agosto 1980 facendo una strage fra le più orribili e devastanti che il nostro Paese ha subito e che ancora oggi a distanza di anni ricorda con immenso dolore e inquietudine.
Una materia infuocata difficile da trattare e toccare se non si è chiari e trasparenti, rischiando di far scivolare nell’ambiguità chi vuol nascondere od omett…
Lo dicono i fatti, lo dimostrano i documenti, lo hanno assodato i giudici e adesso lo ribadisce con forza il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «La matrice neofascista della strage è stata accertata nei processi e sono venute alla luce coperture e ignobili depistaggi, cui hanno partecipato associazioni segrete e agenti infedeli di apparati dello Stato. La ricerca della verità completa è un dovere che non si estingue, a prescindere dal tempo trascorso. È in gioco la credibilità delle istituzioni democratiche».
Il Capo dello Stato usa parole chiare, definisce con termini precisi il magma incandescente che ha terrorizzato e violentato l’Italia il 2 agosto 1980 facendo una strage fra le più orribili e devastanti che il nostro Paese ha subito e che ancora oggi a distanza di anni ricorda con immenso dolore e inquietudine.
Una materia infuocata difficile da trattare e toccare se non si è chiari e trasparenti, rischiando di far scivolare nell’ambiguità chi vuol nascondere od omettere.
I fascisti che hanno commesso l’attentato alla stazione hanno agito non solo per i soldi sporchi versati da un anti-Stato come Licio Gelli, ma lo hanno fatto anche perché contrari ai valori di libertà e democrazia che sono alla base della Repubblica.
Hanno sparso dolore e morte perché dovevano sovvertire con violenza, secondo il loro modo nero di vedere le cose, l’ordinamento costituzionale del nostro Paese.
Una strategia eversiva che è stata scoperta e individuata grazie alla ricerca della verità che ha dovuto lottare contro ogni menzogna e depistaggio messa in atto anche da uomini con le stellette che hanno tradito il loro giuramento di fedeltà, aiutando quelle forze fasciste ostili alla democrazia.
Anche per questo motivo occorre riflettere sulle chiare parole del presidente Mattarella: «È in gioco la credibilità delle istituzioni democratiche».
Il senso di sofferenza a partire dai familiari delle vittime e della collettività, come hanno sottolineato anche i giudici di Bologna, in questi anni «è stato acuito dai tentativi di impedire od ostacolare l'accertamento delle responsabilità».
Un ostacolo che ancora oggi, purtroppo, è evidente nei circuiti mediatici poco trasparenti alla realtà, e in alcune frange della politica, ancora radicate a uomini e cose che sono stati coinvolti e condannati per la strage.
E “in nome del popolo italiano” i magistrati hanno risposto a quel diritto alla verità che è stato, e lo è ancora, urlato nelle piazze e nelle aule. Ed hanno chiarito e motivato chi ha ideato, ispirato e realizzato la strage di Bologna, con quali finalità, chi e per quale ragione ha organizzato i depistaggi, anche questi provati: la matrice neofascista.
E anche in questo caso si è arrivati alla conclusione che il terrorismo di destra era dentro quella parte di Stato che non era fedele.
Davanti ai fatti documentati, tutto ciò che sono frottole, panzane, false notizie e informazioni inquinate e manipolate si sfarinano.
E se la verità, non solo quella documentale e giudiziaria, fa male anche ad una parte della maggioranza parlamentare, e Giorgia Meloni che è il capo del governo non riesce nelle sue dichiarazioni a indicare a parole che quella di Bologna è una strage fascista e non solo terrorista, allora abbiamo un grosso problema di ambiguità.