Quando una conversazione privata fatta davanti a un bicchiere di vino viene trasmessa pubblicamente alla radio, che altro vuol dire se non che il mondo si è trasformato in un campo di concentramento? La domanda posta nel 1984 da Milan Kundera in uno dei suoi romanzi più noti, L’insostenibile leggerezza dell’essere (Adelphi, 1985 trad. A. Barbato) rivela, riletta oggi, una forma di preveggenza. La…